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Porto Empedocle: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare  

Porto Empedocle: cosa vedere? Attrazioni, idee di viaggio e tour: tutte le cose da vedere e fare e i consigli degli utenti, per una vacanza indimenticabile

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Si dice Porto Empedocle e si è immediatamente proiettati nelle sue spiagge. A est, c’è la spiaggia del Caos, ai piedi dell'altopiano di argille azzurre, ‘davanti al mare africano’, come diceva Pirandello che nacque qui. A ovest, c’è la ‘casa’ di chilometrici di sabbia dorata, come Marinella e il Lido Azzurro. Una ampia scelta se si decide di dedicarsi al turismo balneare, ma non sono da meno le mete dentro la cittadina, tra antichi monumenti e un’atmosfera antica che rilassa e dà via libera alla tranquillità.

In via Roma, da qualche anno, c’è accanto a quella di Luigi Pirandello, la bronzea statua del commissario Montalbano (che non assomiglia per nulla all’attore Luca Zingaretti che l’ha interpretato in tv): ecco, racconta cosa è adesso Porto Empedocle, una città da sempre apprezzata per il suo molo, il suo turismo, la sua pesca ma che, grazie proprio alla fantasia di Camilleri, ha un valore aggiunto, una visibilità maggiore, un modo ulteriore per essere amata e visitata.

Tanto forte il potere della passione verso Montalbano e Camilleri, che qualche anno fa si pensò di aggiungere al nome di Porto Empedocle quello fantasioso di Vigata, come si chiama la città del poliziotto. Dunque, mare, spiagge, gastronomia, arte, cultura, fantasia: mix perfetto per un soggiorno da lode. La Torre di Carlo V caratterizza da sempre l’abitato di Porto Empedocle, anche quando era Marina di Girgenti. Risale al 1500 e si mostra massiccia, con una forma a piramide tronca che termina in alto in un'ampia terrazza utilizzata come punto d'osservazione. Progettata dall’architetto fiorentino Camillo Camillani, all’interno mostra alcuni soffitti tipo volta a botte. Quando il pericolo degli attacchi dei Saraceni passò, l’imponente costruzione divenne una prigione, e oggi un luogo per eventi culturali, che è anche possibile visitare.

Porto Empedocle e il suo porto
, un legame indissolubile attualmente come nella storia passata. Tutta la vita di questa città è passata di qua, per cui gironzolarci attorno è capire gli eventi che hanno caratterizzato il luogo. Oggi il porto è parecchio diverso da quello originario, ovviamente. Ad esempio, a causa dei venti che soffiano da sud, est, ovest, è formato da tre moli che lo riparano. È stato strutturato in modo da garantire facili manovre e il suo bacino interno è sempre calmo anche nei giorni di tempesta. Ed è attorno al porto che si è sviluppata la comunità, qui è il centro storico con la sua tipica aria marinaresca, tra le vie Roma, Crispi, Lincoln: poi si sono poi aggiunti altri quartieri, come il Piano Lanterna, sede della vecchia lanterna che domina la città. Nel visitare Porto Empedocle, gironzolare qua e là, vale la pena fermarsi davanti al municipio, ovvero il cosiddetto Palazzo di Città, a via Roma, con la sua bella facciata e l’enorme orologio. Uffici certo ma anche ambienti ad alta valenza storica, come la stanza del sindaco, ancora con l'antico mobilio comunale e i ritratti in pompa magna dei tanti ‘gestori’ dell’amministrazione comunale che si sono succeduti negli anni.

Una particolarità. Di chiese, qui, non ce ne sono tante. Da ricordare la Chiesa Madre che risale solo al 1904, dedicata al Santissimo Salvatore, a San Gerlando e all'Immacolata. Ci sono poi le contemporanee Parrocchia di San Giuseppe Lavoratore e Parrocchia della Santissima Trinità. Protagoniste di Porto Empedocle sono loro, le spiagge, almeno 3 chilometri di sabbia finissima color oro, davanti a un mare cristallino. C’è poi la Scala dei Turchi, falesia di marna bianca quasi accecante: la chiamano così poiché questa parete scoscesa ricorda molto una scalinata, sopra la quale, secondo la leggenda, si sarebbero arrampicati, nel 1500, i pirati Saraceni-Turchi per raggiungere la vicina Realmonte.

Sulla litoranea c’è comunque l’imbarazzo della scelta: le dune e il lungomare di San Leone, ad esempio, o Punta Bianca con i suoi altopiani, dove sostare e sognare davanti a un mare affascinante. Da segnalare inoltre la stazione ferroviaria di Porto Empedocle Centrale, uno dei più importanti scali ferroviari siciliani del ‘900, ultima tappa della Palermo – Roccapalumba – Girgenti – Porto Empedocle, appunto, fino all’inaugurazione della nuova stazione di Agrigento Centrale (negli anni trenta), e della longeva linea a scartamento ridotto dell’isola, la Castelvetrano – Ribera – Porto Empedocle.

Questo tratto venne completamente attivato nel 1876 e abbandonato negli anni Cinquanta del secolo scorso ma nei primi anni Duemila un gruppo di appassionati, tra cui vecchi ferrovieri, ha riattivato il cosiddetto servizio a spola tra Agrigento e Porto Empedocle con fermata intermedia al sito archeologico del tempio di Vulcano. Da allora annualmente, in occasione della settimana della Sagra del Mandorlo in fiore, lungo la linea viaggiano treni speciali che portano verso Agrigento. E l’Associazione Ferrovie Kaos, in collaborazione con Trenitalia e la Regione Siciliana, mette in movimento un convoglio speciale, quell'Akragas Express che, partendo da Agrigento, transita per la Valle dei Templi e arriva a Porto Empedocle, la cui vecchia stazione-museo si può ancora visitare (info@ferroviekaos.it), in genere il sabato e la domenica.

A Porto Empedocle è possibile acquistare, oltre che prodotti enogastronomici, dal vino zibibbo ai cannoli freschi ai biscotti secchi che è più facile portarsi a casa, oggetti di artigianato, soprattutto ceramica, una specialità della vicina Agrigento. Dove trovarli? Nel centro storico sicuramente o nel Centro Commerciale La Lanterna che offre un po' di tutto in un unico luogo. Birrerie, pub, lounge bar dove fare le ore piccole sono un po' ovunque ma soprattutto lungo i litorali. E si può facilmente arrivare alla vicinissima Agrigento.

Vivere una città significa anche conoscerla attraverso le sue pietanze: il modo migliore è sedersi (magri la sera dopo una giornata passata a gironzolare nelle sue bellezze e quelle dei dintorni) in una delle trattorie rustiche o in uno dei suoi raffinati ristoranti dove gustare soprattutto il pesce, vanto di questo lido. Un po’ fuori Porto Empedocle c’è la collina del Caos, dove visse la famiglia di Pirandello: oggi la casa, avvolta da una intensa luminosità, tra mare e ulivi, ospita un museo con cimeli, oggetti, fotografie e alcuni originali delle opere dello scrittore.

ùMonumento nazionale, nei suoi pressi è possibile ripercorrere, come faceva lui, la passeggiata al pino in fondo alla quale si trova l’urna delle sue ceneri, dentro un masso roccioso. Presso il Villaggio Bellavista c’è un parco per bambini, dove sono proposte riproduzioni realistiche di animali, per uno zoo molto particolare. Allontanandosi dal centro città, tappa ad Agrigento e alla straordinaria Valle dei Templi, patrimonio dell’Umanità UNESCO, venticinque secoli tra greci, romani, bizantini, arabi e normanni, tra vestigia medievali, spagnole e borboniche.

Vale la pena anche visitare la Riserva Naturale della Foce del Fiume Platani che comprende anche una parte di Borgo Monsignore con le sue dune basse. Il fiume sfocia nel mare in prossimità di Capo Bianco, un’altra delle stupende falesie bianche di marna calcarea: alla sua sommità si trova l’acropoli di Eraclea Minoa. Natura e storia insieme per una magia senza paragoni.

Per arrivare a Porto Empedocle bisogna prima raggiungere Agrigento. In aereo, dagli aeroporti di Palermo, Trapani, Catania, ci vogliono circa due ore in bus. Varie compagnie trasportano poi alla destinazione finale. Ci sono inoltre bus che partono da Palermo. In automobile, si seguono le indicazioni per Agrigento e si percorre poi la strada 640 che porta a Porto Empedocle.

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