Ziano di Fiemme: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare
Ziano di Fiemme: cosa vedere? Attrazioni, idee di viaggio e tour: tutte le cose da vedere e fare e i consigli degli utenti, per una vacanza indimenticabile
Ogni angolo di Ziano merita di essere visitato. Da non perdere sono le numerose case della tradizione tipica fiemmese ornate da sovrastrutture lignee, da pitture sacre e da grandi crocefissi lignei. Nel centro storico interessante è la chiesa della Beata Vergine di Loreto. Costruita nel 1666, fu più volte restaurata sia all’esterno che all’interno; il portale presenta dei battenti in legno scolpito e la porta verso il municipio è protetta da un elegante pronao di stile rinascimentale.
Bellissimi sono sia la pala dietro l'altare e altri dipinti di scuola fiemmese tra cui le tele della Madonna del Rosario e di S. Carlo Borromeo. Interessante sono anche gi affreschi della volta del presbiterio. Nella frazione di Roda vi consigliamo di visitare la piccola chiesa di Santa Anna, che è stata eretta agli inizi del ‘700.
Suggestive sono poi le piccole frazioni di cui si compone Ziano; suggestivo è Zanòn, un pittoresco abitato fatto di piccole case costruite secondo lo stile della valle di Fiemme. Da non perdere è Bosin, un gruppo di case raccolto intorno al Rio Bosìn, che venne gravemente danneggiato durante l'alluvione del 4 novembre 1966.
Di fronte a Ziano c’è poi Zanolin, a cui è collegato attraverso un ponte sull'Avisio. La parte vecchia del piccolo paese conserva caratteristiche case con sovrastrutture lignee e affresco sacro sulla facciata. Da non perdere è poi il Cason, edificio che, secondo la tradizione, fu una casa fortificata medioevale e che si trova ai limiti del bosco, all'imboccatura di Valaverta, un vallone inciso tra i sedimenti triassici del Monte Agnello.
Sopra Ziano invece si può ammirare il dosso Castelìr, tipico castelliere preistorico. A nord di Ziano vi consigliamo di prendere il sentiero che conduce alla "Cava del bol", ossia a due miniere di ematite rossa. Sulle rupi della zona si osservano numerose scritte pastorali in ocra rossa, in quanto con questa pietra tenera e friabile i pastori e i cacciatori del passato tracciavano sulle rocce delle Pizzancae e del Dos Capèl scene di vita pastorale, di caccia e note di cronaca.
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