Radicchio di Castelfranco, la rosa d’inverno della cucina veneta
Ortaggio buono sia crudo che cotto, il radicchio di Castelfranco trova in questa zona il terreno e il clima giusto in cui crescere
Goldlocki CC BY SA 3.0 Goldlocki - CC BY SA 3.0
Il Radicchio di Castelfranco è una varietà pregiata di radicchio, IGP (indicazione geografica protetta) dal 1996.
Storicamente è apparso intorno al ‘700 mischiando e incrociando foglie di invidia scarola con il radicchio rosso di Treviso. Infatti dalla prima verdura ha ereditato le foglie, di dimensioni molto grandi, spesse e con un colore bianco che va sul crema. Dal radicchio ha ereditato le piccole chiazze rosso/violacee.
La sua forma gli è valsa nomignoli molto belli: insalata orchidea, rosa d’inverno, fiore che si mangia. Oltre ad essere molto buono quindi è anche bello da vedere.
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Come si coltiva e quando piantare il Radicchio di Castelfranco
Il momento giusto per piantare questo ortaggio nel proprio orto è l’estate a partire da giugno. Deve essere posizionato a sud, prendere il sole pieno e la distanza sulle fila non deve essere minore a 30 cm, e di 35 cm tra le fila.
Ha bisogno di un terreno fresco e di una buona idratazione e raggiunge la maturazione in tardo autunno: è possibile raccoglierlo a partire da ottobre.
È uno dei prodotti più usati nella gastronomia e nelle ricette culinarie di questa zona del Veneto e viene piantato in moltissimi comuni: in 25 comuni della provincia di Treviso, 19 di quella di Padova, 8 di Venezia.
Ma come suggerisce il nome è originario della zona di Castelfranco Veneto.
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Castelfranco Veneto, patria del Radicchio variegato
È una cittadina che conserva le tracce storiche medievali: è nata come castello medievale in buonissime condizioni ed è la città in cui visse Giorgione, di cui si può visitare la casa museo, Casa Giorgione nella quale forse visse per un periodo.
Il Castello è l’elemento caratterizzante della città ed è stata la prima costruzione eretta da cui poi ha avuto origine il borgo. Dopo la sua costruzione vennero mandati a colonizzare la zona, posta in una zona strategica vicino alle sponde del Muson, 100 uomini liberi con le loro famiglie ai quali furono assegnati poderi e case di cui non dovevano pagare tasse. Da qui nacque il toponimo di castelfrancho, ovvero libero da tasse.
I monumenti d’interesse storico, architettonico e culturale, oltre al castello sono:
- il Duomo di Castelfranco Veneto che custodisce la Pala di Giorgione
- la Chiesa di Santa Maria della Pieve
- l’ospedale di San Giacomo apostolo, costruito prima dell’anno 1000
- le famose ville venete, per l’esattezza il comune ne possiede 16
- la Casa Giorgione, casa in cui forse visse il pittore, ma è molto più probabile che ci visse una famiglia presso la quale egli lavorava. All’interno è conservata una delle prime opere di questo artista, ovvero il Fregio delle arti liberali e meccaniche.
