Calcata, il borgo “fuori dal mondo" tra sogno e realtà
Un piccolo paese a strapiombo sul ciglio delle gole del Treja, dove gli artisti hanno trovato il loro paradiso
Il borgo degli artisti Shutterstock.com
- Un borgo sentinella sin dalla preistoria
- La “città che muore” salvata dagli artisti
- I simboli del borgo e le botteghe degli artisti
- Come arrivare
Il borgo di Calcata è un gioiello medievale nella provincia di Viterbo, arroccato sulla roccia tufacea nella valle del Treja. Le case sembrano un tutt’uno con la terra poiché costruite con la stessa pietra tufacea della rupe, una visione suggestiva dove tutt’oggi si inscena la storia e si narrano le leggende: il tempo sembra essersi fermato a Calcata, e in questo piccolo centro arroccato sull’impensabile si tramandano vecchi racconti tra il sacro e il profano, humus fertile per gli artisti che qui hanno trovato il luogo dei loro sogni.
Visualizza questo post su Instagram
Un borgo sentinella sin dalla preistoria
Calcata è nota per essere il “borgo degli artisti” ed ogni angolo racconta un vezzo creativo. Un mix tra estro e tradizione che rende questo paese non solo un gioiello medievale in una posizione suggestiva, ma si distingue anche per la personalità dei suoi cittadini, per la gran parte pittori e musicisti. Il centro era abitato già in epoca preistorica ma fu in epoca preromana (a partire dall’VIII secolo a. C) che divenne un importante avamposto della civiltà falisca che si diffuse in tutta la Tuscia Tiberina. Proprio sullo sperone tufaceo opposto a Calcata si trovano le rovine della città di Narce, del tempio falisco, e la Necropoli di Pizzo Piede. Il nucleo abitato di Calcata venne dimenticato per qualche secolo poi rifiorire nel Duecento grazie all’influente e nobilefamiglia degli Anguillara che edificarono un castello e la cinta muraria da cui godere delle ottime visuali per la vedetta, oggi incantevoli panorami verso il Monte Soratte e la Valle del Tevere.
Visualizza questo post su Instagram
La “città che muore” salvata dagli artisti
Calcata visse per secoli in sicurezza grazie alla posizione strategica, conobbe il grande spopolamento a partire dagli anni ’30 del ‘900. La causa venne attribuita all’instabilità geologica del terreno che si rivelò con frequenti crolli di alcune parti della rupe tufacea. Questo allarmante fenomeno portò allo sviluppo di Calcata Nuova a 2 km più a valle. Questa emigrazione le attribuì il nome di “città fantasma “o “paese che muore”, gli stessi appellativi dati anche al vicino e più noto centro del viterbese Civita di Bagnoregio, simile per struttura e geologia. Fu proprio questa atmosfera decadente e suggestiva ad attrarre numerosi artisti che dagli anni ’60 arrivarono da ogni parte del mondo ripopolandola gradualmente. Oggi Calcata (come Bagnoregio) è stata messa in sicurezza ed èpossibile vivere senza pensieri la sua atmosfera magica, una dimensione unica, sola su una rupe ma al contempo immersa nella natura che la circonda.
I simboli del borgo e le botteghe degli artisti
Calcata è uno dei borghi medievali più suggestivi del Lazio, un mondo racchiuso al quale si accede da un’unica porta nelle sue mura. Attraversato il varco ci si trova catapultati in una magnifica realtà: sulla piazza principale si affacciano il Castello degli Anguillara, o palazzo baronale, che si distingue per la caratteristica torre ghibellina. A poca distanza si erge la Chiesa del SS. Nome di Gesù risalente al 1600. La maestosità di questi due simboli del borgo contrasta con il dedalo di viuzze del piccolo centro che si snodano su panorami mozzafiato, e scorci da brivido sul vuoto che lambisce le rupi.
La caratteristica di Calcata sono le antiche case, in perfetta simbiosi con la terra sulla quale sorge. Le costruzioni di tufo ospitano rinomati ristoranti dove gustare i migliori piatti tipici, ma anche cantine dove fare delle ottime degustazioni. E poi numerose e minuscole botteghe degli artisti che ne hanno fatto atelier delle loro opere, in alcuni casi veri e propri negozietti. Calcata è un borgo da vivere, una realtà fuori dal mondo dove il tempo sembra avere un altro valore.
Visualizza questo post su Instagram
Come arrivare
Per chi arriva in auto dall’autostrada A1, uscita Magliano Sabina. Seguire S.S. 3 Flaminia in direzione Roma e poi le indicazioni per Faleria - Calcata.
Per chi desidera percorrere l’itinerario più panoramico seguire la strada che parte da Prima Porta, direzione Sacrofano, Magliano Romano e Calcata.
Per chi arriva con i mezzi pubblici da Roma: autobus COTRAL in partenza dal capolinea di Saxa Rubra; durata del viaggio circa 50 minuti.

Voto complessivo