Calcata: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare
Calcata: cosa vedere? Attrazioni, idee di viaggio e tour: tutte le cose da vedere e fare e i consigli degli utenti, per una vacanza indimenticabile
Un luogo incantato, fiabesco, soprattutto quando si guarda Calcata all’alba, magari galleggiante tra le nuvole che si stanno alzando oppure quando il tramonto incendia il suo straordinario skyline di case abbarbicate l’una sull’altra.
Un posto d’altri tempi in cui passeggiare e da cui partire per scoprire i paesaggi variegati tutti intorno a lei. Calcata ha un fascino medievale e un’atmosfera apparentemente d’abbandono che colpisce al cuore. Si passeggia senza fretta nel borgo, visitabile solo a piedi, entrando-uscendo-soffermandosi-chiacchierando-comprando tra i laboratori e gli studi d’arte, tra stradine che cominciano e finiscono nella piazza principale, in un mosaico tutto di tufo, la pietra principale di qui, forgiata dai secoli in numerose declinazioni che però danno all’insieme un aspetto armonico con un’unica destinazione: gli strapiombi della rupe.
Con stratificazioni millenarie, visto che al di sotto delle strade, numerose sono le abitazioni dotate di grotte e persino sotterranei che ‘scendono’ giù giù anche di parecchi metri: nel corso dei secoli sono stati (e sono) cantine ma pure tombe e antichi luoghi di culto. E cosa, se non la sua rupe, identifica Calcata? Uno scoglio di tufo, un balcone, una piattaforma, sono tante le descrizioni che le si possono dare, nel mezzo verdeggiante della valle del Treja.
La sua delizia sta tutta qui, in quella pietra vulcanica che ammiriamo in questa forma da quando la Natura con le sue arti creative, pioggia-sole-vento-freddo-caldo - l’ha fatta emergere dopo un incredibile e lunghissimo lavorio, da un altopiano compatto. Così, solo per i nostri occhi.
Il bello di Calcata non è tanto la presenza di grossi monumenti, come il castello degli Anguillara con la sua torre, ma quella sua aria ‘fuori dal mondo’ estremamente suggestiva, a cominciare dalla porta da cui si entra, tra fortificazioni (anche se quella naturale e super sicura rimane lei, la rupe, decisamente inespugnabile) e singolari poltrone-troni di tufo, addentrandosi tra viottoli e piazzette, in cui ‘incontrare’ tra l’altro la Chiesa del Santissimo Nome di Gesù, gironzolando fra stretti passaggi o arcate, tutti carichi di mistero. Del resto, c’è chi pensa che nel paese certi riti esoterici, magari risalenti al tempo dei Templari (che ‘sicuramente’ sono passati da qui!), fossero (o sono?) una caratteristica intrinseca nella sua natura, valorizzata dall’idea che pure gli antichi Falisci nelle numerose grotte sotto all’abitato, si dedicassero a culti astrali e propiziatori. Chissà!
Un senso di mistero cui certo contribuiscono le antiche case del borgo di Calcata, sospeso tra realtà e passato, alcune molto rovinate e decorate con muschi e licheni, con intonaci scrostati… lo si diceva, il fascino dell’abbandono (apparente) e di tutto ciò che è, come qui, meravigliosamente imperfetto.
Lì dove sorge Calcata Nuova, è da visitare la Chiesa dei Santi Cipriano e Cornelio, progettata da Paolo Portoghesi, uno dei personaggi che hanno rilanciato la vecchia Calcata. Un edificio molto particolare, la cui struttura è composta da una serie di profilati in calcestruzzo armato prefabbricato che si uniscono in una figura stellare.
Per gli amanti dello shopping, Calcata è una località imperdibile, per via di quelle numerose botteghe e laboratori che punteggiano il centro storico. Tutti negozi che mettono insieme le nuove forme di artigianato, incensi, oggetti etnici, a quelli tradizionali, accessori in ceramica, legno, cuoio, tessuti, senza dimenticare i luoghi dove acquistare dolci e prodotti gastronomici, un modo tra i più egregi per ricordare il ‘sapore’ di Calcata anche lontano da essa.
A Calcata ci si va per godere di uno scenario unico, in cui apprezzare pure i momenti notturni, tra i diversi bar all’interno del centro storico. Lo stesso discorso vale per i luoghi dove andare a mangiare: i ristoranti che offrono cucina tipica si aprono agli occhi e alla gola dei passanti all’interno del borgo, ma anche sotto la rupe, dove ci sono locali dotati pure di parco, ideali dunque per apprezzare non solo la tavola ma la natura tutta intorno.
Pure nei suoi paraggi, Calcata riesce ad essere nuova e antica allo stesso tempo, regalando gioia in entrambi i casi, in un territorio, segnato dal Fiume Treja, attorno al quale e in parte del comune di Mazzano Romano (da visitare), è stata istituita un’area protetta, per tutelare paesaggio e natura straordinarie, il Parco suburbano della Valle del Treja.
La sede è in piazza Vittorio Emanuele, a Calcata; il parco si può visitare tutto l’anno ed è possibile prenotare visite guidate a pagamento con i guardiaparco. Particolarmente suggestivo il percorso lungo il fiume, con i suoi mulini e le cascate grandi e piccole, tra cui quelle di Monte Gelato, tra scorci e paesaggi di rara bellezza. La caratteristica del parco è la grande presenza di forre, quelle pareti verticali scavate nelle rocce vulcaniche dalle acque del fiume, circondate da dolci rilievi collinari coltivati a seminativi, orti, vigneti, uliveti e noccioleti. Con una buona presenza di boschi misti di querce, cerro e roverella, insieme a acero, carpino e nocciolo. E lungo l’acqua, salici, pioppi e ontani.
In tutto ciò, c’è l’area archeologica della necropoli di Narce, con diverse tombe scavate nel tufo la cui presenza ‘prosegue’ verso Civita Castellana, la capitale del popolo dei Falisci. Questo, il passato, mentre dalle parti della località Colle, c’è un incredibile luogo ‘nuovo’: il Museo Opera Bosco, creato dagli artisti Anne Demijttenaere e Costantino Morosin. Due ettari di bosco in cui appaiono tra la vegetazione quaranta opere di varia forma, realizzate con materiali naturali, che riproducono i più svariati soggetti e che a un certo punto invecchiano e muoiono. Un bell’esempio di interazione tra uomo e natura che dal primo viene esaltata e non certo svilita. Un’artistica simbiosi che è anche un laboratorio all’aria aperta. Chiuso da dicembre a fine marzo, è aperto in genere la domenica e i giorni di festa
Si arriva a Calcata da Roma anche con i mezzi pubblici Cotral, in partenza da piazzale Flaminio (direzione Saxa Rubra, Civita, Viterbo). In auto prendendo la Strada Statale Cassia bis o Veientana, uscita Campagnano, quindi Mazzano Romano e Calcata. Ci si può giungere pure attraverso la via Flaminia in direzione Civita Castellana fino a Rignano Flaminio, poi per Faleria-Calcata. Da Viterbo, si prende la Cassia o la Cassia Cimina verso Mazzano Romano-Trevignano e seguire le indicazioni per Calcata. Da nord, l’autostrada A1, uscita Magliano Sabina, appena fuori prendere la via Flaminia verso Roma, seguendo la via per Faleria-Calcata.
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