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Il Grand Tour dei Castelli Romani a Frascati  

Itinerari ed escursioni a Frascati: Il Grand Tour dei Castelli Romani

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Giudizio

Valutazione Generale
  
Rank 8# di 11
Numero votazioni 2
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Recensioni Il Grand Tour dei Castelli Romani

Livello 19    
Voto complessivo
Prima Tappa: A Frascati la Villa Aldobrandini Una volta giunti nella piazza principale di Frascati, abbiamo due mete da raggiungere: Villa Aldobrandini - con le Scuderie dove Massimiliano Fuksas ha realizzato nell’anno del Giubileo il centro polifunzionale, sede di mostre e di convegni ... Vedi tutto - e, sulla strada del Tuscolo, i giardini di Villa Aldobrandini con il monumentale ingresso del XVIII secolo dell'architetto C.F. Bizzaccheri. Tutto intorno si sente “respirare” la collina boscosa, dalla sommità della quale si accede a un panorama strepitoso a 360 gradi su Roma che ci fa intravedere persino la cupola di San Pietro. I Giardini sono visitabili dal lunedi al venerdi, previo permesso gratuito da ritirare prima dell’ingresso allo IAT di Frascati.   Se siete in macchina non avrete difficoltà a raggiungere le pendici del Tuscolo, la città dominatrice di Roma e del papato intorno all’anno 1000, che fu poi rasa al suolo dai romani nel 1191 a.C. A piedi vi ci vorrà un’ora circa (4 chilometri di distanza dal centro di Frascati), partendo dal sentiero che si prende davanti all’ingresso di Villa Falconieri e, sfiorando l’Eremo di Camaldoli, si inerpica nei boschi arrivando alle spalle del teatro di Tuscolo, dove sono visibili le rovine dell'anfiteatro destinato agli spettacoli tra gladiatori e fiere o a quello dei ginnasti.   A Frascati potete fermarvi a mangiare qualcosa in una delle “antiche osterie” aderenti all’omonima associazione che garantisce la qualità e la tipicità dei prodotti offerti, a partire dal vino, naturalmente. Curiosità Frascati sembra debba il suo nome alle “frasche” usate dagli abitanti per nascondere le rovine romane all’epoca delle invasioni barbariche. Informazioni I.A.T. - Uffici di Informazione ed Accoglienza Turistica della provincia di Roma - Piazza Marconi - Frascati Tel. 06 9420331 - Fax 069425498 Seconda Tappa: Monte Porzio Catone e il museo diffuso del vino In via Vittorio Emanuele a partire dal civico 22 fino al 46 trovate il Museo diffuso del Vino, non a caso realizzato a Monteporzio dove ancora oggi l’economia è legata al vino con quasi trecento aziende che garantiscono una produzione complessiva di oltre sessantaquattromila ettolitri. Un posto che farà felici gli intenditori, ma anche chi abbia voglia di scoprire il lungo processo di lavorazione che è nascosto dietro alla bottiglia di vino sulle nostre tavole. Entrati nell’abitato, raccolto ed accogliente, attraverso il solenne portale aperto nel seicentesco Palazzo Borghese, e superata la Chiesa parrocchiale edificata nel 1666 su disegno di Girolamo Rainaldi, seguiamo la strada principale del centro storico dove si trovano le vecchie cantine, dove una volta avveniva la vinificazione, con tanto di grotta sotterranea per la conservazione delle botti. All’interno delle stesse cantine è stato realizzato il museo, definito proprio per questo, “diffuso”. Lungo il percorso espositivo potrete toccare con mano tutti gli strumenti utilizzati dai contadini di un tempo per il processo di vinificazione, per poi giungere nella sala della degustazione ad assaggiare il prodotto tipico delle uve di queste zone, rosso o bianco a seconda dei gusti. Nel Centro di Documentazione è possibile reperire tutte le informazioni legate alle tradizioni proprie di questo paese. Stampe d'epoca, oggetti d'arte, fotografie e attrezzature legate alla lavorazione del vino, sono le attrazioni principali. Informazioni Il Museo è aperto nei fine settimana, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19. Con prenotazione presso gli uffici comunali (tel.06/9428331 - 06/9428333) saranno possibili visite anche altri giorni della settimana, in caso di gruppi numerosi. Via Vittorio Emanuele II, n.22, 32 e 46 - Monte Porzio Catone (Roma) Tel +39 06 94341027. www.museumgrandtour.it Riusciti dal centro storico di Monteporzio, ecco un’altra attrattiva, questa volta ambientale, il Barco Borghese. Il termine "Barco" indica il recinto degli animali da caccia realizzato dai principi Borghese su un ampio terrazzamento di circa 4 ettari. Il Museo del Barco Borghese, monumentale costruzione di epoca romana,rappresenta un unicum nel suo genere: 16.000 mq di corridoi con i soffitti a volta, a cui si accede scendendo sotto il livello del terreno, costruiti nel I sec. d.C. per sorreggere una favolosa costruzione di cui ancora si cerca di svelare il mistero. In realtà, infatti, il terrazzamento non era altro che la base di una villa antica, di ben 180 ambienti, risalenti alla metà del I secolo a.C, che aveva un'estensione complessiva più grande della Domus Aurea. Nel corso della sua lunga vita, il complesso è stato trasformato secondo le esigenze del momento e molti degli ambienti hanno assunto diverse funzioni, come cisterne e magazzini, subendo numerose modifiche nell'impianto originario. Compromesso dalle gravissime infiltrazioni dovute alla presenza di una fungaia che lo ha tenuto nascosto per decenni, il complesso è stato riscoperto e restituito alla piena fruizione del pubblico e dei visitatori dopo lunghi anni di restauri. Informazioni Orario: Venerdì- Domenica: 9.00 –13.00; 15.00 – 19.00 (la visita è accompagnata obbligatoriamente ) Indirizzo: Via Frascati 62- Monte Porzio Catone Recapiti: Tel. 06/94015378 (PCR – Prenotazioni) Sito internet: www.pcr.it Solo su prenotazione è possibile visitare l’Osservatorio Astronomico di Monte Porzio Catone. Si può “creare” un pianeta, far ruotare la luna intorno alla terra per osservarne le fasi, far evolvere una stella vedendo come stelle di grandezza differente “muoiono” in maniera diversa, e far espandere l'universo. Prenotazioni: tel. 06 94286420 http://www.oa-roma.inaf.it/  Terza Tappa: Grottaferrata e la sua Abbazia Greca Dirigendovi verso Ariccia non potete mancare di fermarvi per una visita all’Abbazia di S. Nilo di Grottaferrata, sorta per iniziativa del monaco calabrese sui ruderi di una villa romana identificata da alcuni studiosi col “Tusculanum” di Cicerone, di cui ancora resta in piedi il criptoportico. Oltre alla visita della biblioteca e al laboratorio, un’esperienza davvero unica può essere per il turista di passaggio, quella di assistere alla celebrazione di un matrimonio cattolico con il rito greco bizantino celebrato dai padri dell’Abbazia con una liturgia particolarmente coinvolgente. Curiosità Nell’adiacente cappella Farnesiana un grande affresco del Domenichino rappresenta un vero e proprio “ritratto di famiglia” della scuola pittorica bolognese di segno opposto, in quegli anni, allo stile realista di Caravaggio. Per rappresentare la vita di S. Nilo e del suo discepolo San Bartolomeo, infatti, il Domenichino prese in prestito i volti dei suoi “colleghi”: Annibale Carracci, Guido Reni e il Guercino, nomi rimasti per sempre nella storia della pittura italiana. Informazioni Lunedì -sabato dalle ore 9 alle 12.30 al tel. 06 945.93.09.     Quarta tappa: Palazzo Chigi ad Ariccia Lasciata Grottaferrata, dirigetevi verso la via dei Laghi. Arrivati all’incrocio tra Rocca di Papa e la direttrice Nemi Velletri, a destra imboccate la lunga discesa che vi porta ad Ariccia per la visita di Palazzo Chigi. Nei suoi 4 mila metri quadri di spazi espositivi ospita una biblioteca specializzata per lo studio dell’arte barocca, 30 sale espositive e 1368 opere giunte da varie donazioni, ultima delle quali quella di Fabrizio Lemme. Nelle sale sontuose affrescate dai maggiori pittori del tempo, Luchino Visconti girò la scena del ballo tra la “borghese” Angelica, Claudia Cardinale e il principe Manfredi, Alain Delon nel film “Il Gattopardo”, tratto dal celebre romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Più di recente, gli stessi ambienti hanno fatto da sfondo alla saga della famiglia Obrofari nella fiction “Orgoglio” e alle tumultuose vicende de “I Vicerè” di Roberto Faenza. Indirizzo: Piazza di Corte 14, 00040 Ariccia (RM) Tel. +39 06 93 30 053 Fax +39 06 93 30 988 Curiosità 1) Il sepolcro di Pompeo, alle porte della città, diventò quasi un “logo” del grand tour europeo poiché fu ripreso in innumerevoli stampe e nei dipinti dell’epoca. 2) Il viadotto costruito dagli ingegneri romani nel I secolo a.C. è ancora perfettamente “funzionante”. Dopo la distruzione del ponte di Ariccia nel 1944 fu la strada obbligata percorsa dalle colonne corazzate americane per entrare in città.
Livello 23    
Voto complessivo
 
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