Arco di Augusto, l’emblema della romana Aosta
Simbolo della città e testimonianza delle sue radici storiche, l’Arco di Augusto ad Aosta è il monumento protagonista nel tour a piedi del centro
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È anche il segno di riconoscimento della romanità nel territorio che ha lasciato le sue tracce nel 25 a.C. (sconfiggendo il popolo dei Salassi e formando la nuova colonia), un tributo al passato che oggi promuove le qualità storico-architettoniche attirando turisti da tutta Italia.
Arco di Augusto, il tributo all’imperatore in Valle d’Aosta
A prima vista entrando in città non si può non notarlo vista la sua imponenza fiera. L’Arco di Augusto si trova poco fuori le mura vicino al torrente Buthier, tra il ponte romano e la Porta Praetoria che rappresentava l’ingresso est alla città romana: ha superato le varie ristrutturazioni conservando ancora i tipici tratti medievali e l’immagine di un tempo.
Era il primo monumento che il viaggiatore antico in arrivo da Ivrea (Eporedia) incontrava prima di entrare ufficialmente in città dalla Porta Praetoria. Un tributo ad honorem per l’imperatore Augusto da parte dei romani nel periodo in cui le sue truppe guidate dal console Varrone avevano battuto i galli salassi ribadendone la supremazia.
Lo stile romano è evidente nell’Arco di Augusto che conserva tratti tipici riscontrabili anche in altri monumenti in giro per l’Italia: dodici metri di altezza e nove di larghezza, dieci mezze colonne con capitelli corinzi e una membratura orizzontale di tipo dorica. A rimarcarne il suo significato c’era in origine un’iscrizione dedicata all’imperatore Augusto scolpita con lettere di bronzo che oggi è andata persa (due delle lettere vennero recuperate durante uno scavo nei primi del ‘900). Rimangono alcune raffigurazioni tipiche legate a scene di guerra mentre non sono più presenti le statue e i trofei decorativi collocati nelle quattro nicchie della facciata e spostate durante le invasioni dei barbari.
Degno di nota il Crocifisso in legno ‘Saint Voult’ il cui originale è conservato nel Museo del Tesoro all’interno del Duomo di Aosta (quello sull’arco è una copia). Proprio nel Medioevo infatti l’Arco veniva chiamato ‘Saint-Vout’ vista l’immagine del Salvatore qui collocata e poi in seguito sostituita con il Crocifisso. Nel 1716 il Conseil des Commis sostituì l’attico originale, che sovrastava l’arco con un tetto d’ardesia spiovente ancora visibile, per tutelare il monumento dalle infiltrazioni d’acqua. Bisognerà aspettare il primo decennio del ‘900 per vedere l’Arco di Augusto restaurato al gran completo.

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