Abbazia di San Colombano, a Bobbio il monastero tra i più importanti d’Europa
Nel Medioevo centro monastico d’eccellenza, oggi è parrocchia e simbolo della città di Bobbio
Abbazia di San Colombano faber1893 / Shutterstock.com
L’Abbazia di San Colombano a Bobbio (in provincia di Piacenza), fondata in Italia da San Colombano in persona nel 614, vanta una storia di successo e di trasformazioni: da fulcro dell’ordine monastico la cui potenza si estese in tutta Europa, divenne poi centro benedettino e conserva ancora alcuni dei manoscritti più antichi della letteratura latina.
La cronistoria di una delle Abbazie più conosciute del vecchio continente
La fondazione dell’Abbazia di San Colombano risale al periodo dei Longobardi quando il re Alboino si convertì proprio grazie a San Colombano a cui regalò una chiesa in rovina – l’antica Chiesa di San Pietro -che si trovava nella località di Ebovium: qui si innalzarono le mura dell’abbazia e della biblioteca dove il Santo raccolse i suoi manoscritti con il tipico stile dei monasteri irlandesi. Grazie a lui e ai suoi discepoli furono sempre di più i Longobardi che entrarono a far parte della Chiesa cattolica e, vista la crescita della comunità, il complesso monastico venne spostato più a valle, posizione in cui si trova oggi.
La fama e la potenza del monastero continuò a crescere al contrario della vita dei monaci che rimase sempre rigida e dedita al lavoro e alla preghiera fino a quando divenne sede vescovile con tanto di pieni poteri spirituali e temporali riconosciuti all’abbazia, diventata nel tempo del tutto autosufficiente con cantine, mulini, forni e infermeria.
La comunità formata dai monaci dell’Ordine di San Colombano venne sciolta nel 1448 e sostituita dai monaci benedettini della Congregazione di Santa Giustina di Padova.

La biblioteca e i gioielli dell’Abbazia di San Colombano
Il fiore all’occhiello del monastero di Bobbio è la sua biblioteca: si narra che nel 980 custodisse 700 codici conservando 25 dei 150 manoscritti più antichi della letteratura latina mondiale (pare che questo catalogo ispirò Umberto Eco nella stesura del suo ‘Il nome della rosa’).
La ricchezza delle opere che ne hanno accresciuto nel tempo la sua fama si deve a molte fonti storiche, alcuni preziosi volumi arrivarono dall’Irlanda grazie alle origini di un monaco che risiedeva nell’abbazia, altri prestigiosi trattati furono scritti in loco da autorità religiose del tempo.
Attualmente, quello che rimane dei codici bobbiensi è conservato presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano, la Biblioteca Vaticana di Roma e la Biblioteca nazionale di Torino.
Il complesso di San Colombano visibile oggi è quello che risale al XV secolo perché i lavori di ristrutturazione riuscirono a conservare solo una parte del suo aspetto originario. Tra le bellezze sopravvissute c’è la Basilica rinascimentale, costruita sui resti della chiesa medievale, che conserva molti affreschi connessi alle Sacre Scritture e per questo viene chiamata ‘Basilica dello Spirito’: al suo interno sono diverse le tracce di San Colombano, dal mosaico della Cappella Maggiore, al sarcofago del santo fino alla sua Cappella con la statua in grandezza naturale. ‘Terribilis est locus iste’ è la scritta che compare sotto il portico d’ingresso per indicare la sacralità del luogo da non profanare.
E poi ancora il Museo dell’Abbazia allestito dove c’era il famoso Scriptorium, il Museo Collezione Mazzolini che raccoglie centinaia di opere di artisti come De Chirico, e infine il Museo della Città che comprende l’antico Refettorio.

L’Abbazia di San Colombano a Bobbio è un esempio straordinario di come religione, storia, arte e architettura possano convivere in un’unica grande realtà.
Il chiostro e il corridoio dell’abbazia sono aperti tutti i giorni sino alle ore 20 nel periodo invernale e alle ore 22 nel periodo estivo.

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