Basilica dei Santi Filippo e Giacomo, il gioiello barocco di Cortina d’Ampezzo
Una delle testimonianze più belle in città – di cui i residenti amano vantarsi - è la Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, restaurata una decina di anni fa e riportata oggi all’antico splendore
Basilica dei Santi Filippo e Giacomo milosk50 / Shutterstock.com
Il suo campanile è divenuto il simbolo della città sovrastandone la veduta dall’alto, la facciata ospita e custodisce le due statue di Filippo e Giacomo, i santi patroni del posto. Cortina d’Ampezzo, località famosa per le sue piste da sci e per la grande mondanità che la contraddistingue in quanto a visitatori celebri, non è soltanto vita d’apparenza ma racchiude una storia artistica e culturale spesso poco conosciuta.
I Santi Filippo e Giacomo, i patroni di Cortina sulla facciata della Chiesa
La Chiesa parrocchiale dei Santi Filippo e Giacomo apostoli venne costruita tra il 1769 e il 1775 grazie al progetto dell’architetto M. Promperg-Costa rigenerando il luogo – oggi un angolo del famoso Corso Italia, area pedonale di Cortina -dove in precedenza erano sorte altre due chiese, nel Cinquecento e nel Duecento.
Dopo il restauro completato nel 2009 dall’architetto Gianluca Ghedini, la chiesa ha riacquistato la sua configurazione originaria sia nell’architettura interna che esterna. Prima di varcare la soglia potrete ammirare la facciata con le due nicchie che ospitano le statue dedicate ai patroni di Cortina i Santi Filippo e Giacomo minore (da non confondersi con quello ‘maggiore’ di Compostela anche se l’iconografia è molto somigliante), all’interno vi ritroverete un’unica navata divisa in tre campate e un grande presbiterio.
Fiore all’occhiello della chiesa è il Campanile, alto 73 metri e segno di riconoscimento da ‘cartolina’, realizzato dall’architetto Silvestro Franceschi sulla base di quella che era una torre campanaria del Cinquecento.

Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, la ricchezza artistica di Cortina
Numerose le opere d’arte che impreziosiscono gli interni della Basilica, spostandosi dalla navata agli altari minori il giro pittorico non manca di emozionare. Il merito delle decorazioni della navata si deve a Franz Anton Zeiler che ha rappresentato nelle tre campate il Martirio di San Giacomo, la cacciata dei mercanti dal tempio e il Martirio di San Filippo; alla sua mano sono da attribuire anche i dipinti del presbiterio – Ester davanti ad Assuero e il Giudizio di Salomone – e le quattordici stazioni della Via Crucis. All’artista ampezzano Giuseppe Ghedina (non sfuggirà il noto cognome locale) si devono i cicli pittorici del soffitto, la volta del presbiterio con la Trinità del 1859 e la pala raffigurante San Giuseppe con il Bambino.
Sempre nel presbiterio troviamo l’altare maggiore in legno decorato, dove sono collocate le statue dei Santi Pietro e Paolo, che è opera di Joham Mussack, e la pala con la Madonna e i Santi Filippo e Giacomo realizzata da Giuseppe Zanchi.
Fate caso alla parte centrale della navata dove, dentro due nicchie, si conservano gli altari della vecchia chiesa: quello dedicato alla Madonna del Carmine e quello della Madonna del Rosario, opera del ‘700 dello scultore bellunese Andrea Brustolon.
Oltre a conservare le spoglie attribuite a San Liberale e a San Teofilo, la chiesa parrocchiale di Cortina vanta un magnifico organo Mauracher del 1954.

