Palazzo dei Diamanti, l'edificio 'splendente' della Ferrara estense
Costruito durante il periodo d'oro della città emiliana, cantato da Giosuè Carducci, ospita una delle più belle pinacoteche d'Italia
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Sede di una pinacoteca nazionale ma celebre soprattutto per la sua architettura, il Palazzo dei Diamanti a Ferrara rivaleggia con Castello Estense e la Cattedrale di San Giorgio per il titolo di edificio più fotografato della città. Il motivo è presto detto, e lo scoprirete passeggiando per l'elegante Corso Ercole I d'Este.
In quella che gli storici chiamano Addizione Erculea, ovvero l'espansione rinascimentale della città emiliana prodotta da Biagio Rossetti, si ritrova infatti un palazzo dal caratteristico bugnato romboidale. I lati della facciata, infatti, sono decorati con l'impressionante numero di 8500 blocchi di marmo piramidali, che fanno del palazzo uno degli edifici più riconoscibili in assoluto.
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Una storia travagliata
Progettato dal Rossetti per primeggiare sul cosiddetto Quadrivio degli Angeli (l'incrocio tra Corso Ercole I d'Este, Corso Porta Mare e Corso Biagio Rossetti), il Palazzo dei Diamanti fu realizzato in appena 10 anni, dal 1493 al 1503. Abitato fino al 1598 da vari componenti della famiglia Este, finché Ferrara non entrò sotto il controllo papale, l'edificio subì più volte dei rimaneggiamenti.
Non ci lavorò solo Rossetti, ma anche artisti del calibro di Annibale, Agostino e Ludovico Carracci e Gaspare Venturini, che arricchirono gli spazi interni. L'edificio, che divenne pubblico solo nel 1842, fu gravemente colpito dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, che fecero strazio di molte opere d'arte.
Nuovamente danneggiato dal terremoto dell'Emilia-Romagna del 2012, è stato ripristinato e dal 2021 sono in corso lavori di ammodernamento, per dotare la struttura di nuovi servizi e renderla così più accessibile.
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La Pinacoteca nazionale di Ferrara
Non solo mostre di altissimo livello, da Degas a Gauguin fino a Monet e Chagall. Palazzo dei Diamanti è sede della Pinacoteca nazionale di Ferrara, un ricco spazio espositivo dedicato ad artisti ferraresi e non solo di stampo prevalentemente umanistico e rinascimentale.
Vi sono conservate opere di grande spessore culturale, variamente attribuite al Carpaccio, Guercino, Montagne, Serafino de' Serafini e Cosmè Tura. Straordinariamente imponente è il Polittico Costabili, capolavoro di Benvenuto Tisi e Dosso Dossi realizzato tra il 1513 e il 1523 per Antonio Costabili. Il trionfo pittorico, inscritto in una cornice lignea dorata, è alto quasi 10 metri e largo 6.
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