Arengario di Monza, l’antico municipio della città
In passato è stata sede comunale, oggi è un edificio storico dove visitare mostre: il palazzo Arengario di Monza è il cuore del centro storico cittadino.
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L’Arengario di Monza è l’antico palazzo dove risiedeva il Comune. È il più importante edificio storico civile della città lombarda; da qui si diramano le vie più importanti del centro. Situato in posizione contigua al Duomo, simboleggia visivamente la contrapposizione del potere civile con quello religioso, un dualismo che ha caratterizzato il passato medievale di questo centro della Brianza.
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Storia dell’Arengario di Monza
La costruzione dell’edificio è stata ultimata nel 1293, come testimoniato nella targa commemorativa all’ingresso. A decidere la realizzazione fu Pietro Visconti, podestà del borgo di Monza.
Perché fu necessario costruire questo palazzo comunale? Il motivo è semplice: fino al XIII secolo le attività comunali si svolgevano sotto il porticato del Duomo, ma nel 1250 una scomunica colpì il podestà di Monza dell’epoca. Fu quindi necessario edificare una sede amministrativa “alternativa”, per consentire lo svolgimento delle attività e riunioni.
Successivamente venne aggiunta la torre campanaria, che spicca nel centro storico. Nel 1347 qui fu collocato uno dei primi orologi meccanici a ruota d'Italia (costruito da Giovanni Dondi), il terzo dopo quelli di Milano e di Padova.
Negli ultimi due secoli l’Arengario è stato sottoposto a vari restauri (nell’Ottocento si pensò anche di abbatterlo, per fortuna non accadde) e oggi è adibito a sede espositiva con mostre d’arte.
Come è fatto l’Arengario di Monza: descrizione
Il corpo principale dell’Arengario è a pianta rettangolare (30.3 metri x 12.4 metri). Il porticato inferiore era usato anticamente per il mercato; la vasta sala superiore veniva invece utilizzata per i consigli comunali e per le assemblee dei mercanti. Esisteva un passaggio sospeso che collegava il palazzo con la residenza privata del podestà, oggi scomparsa.
L’edificio è in mattoni con decori bicolori e finestre ogivali, in stile neo-romanico. Il portico conta 18 pilastri con arcate a sesto acuto. Qui erano tenute le unità per le misure medievali, che venivano adoperate dai commercianti. Sulla facciata a sud si nota una loggetta in pietra, detta in dialetto la Parléra, ove venivano letti i decreti del Comune.
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Perché si chiama Arengario?
Arengario è una parola che deriva dal latino arengarius, derivato dal germanico hari-hring, “luogo per assemblee”.
Attenzione: l’Arengario di Monza non è da confondere con il suo omonimo a Milano, che sorge in Piazza del Duomo.
Dove si trova e come arrivare
L’Arengario di Monza è spesso sede di mostre d’arte, esposizioni, manifestazioni, eventi. Per questo, richiama visitatori sia dall’area della Brianza sia da tutta Italia.
Qual è il modo migliore per arrivare? Sicuramente il treno: dalla stazione ferroviaria si può arrivare a piedi in meno di cinque minuti a piedi in direzione del centro cittadino. Poiché si trova nel cuore del centro storico - in Piazza Roma - sconsigliamo di utilizzare l’auto.

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