La Basilica di San Vitale, il capolavoro bizantino di Ravenna
Con i suoi ricchi e splendenti mosaici, è una basilica-gioiello assolutamente da visitare. Come tutti quelli che hanno visitato la Basilica di San Vitale a Ravenna, anche tu rimarrai senza fiato
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È una tappa obbligata se sei in vacanza a Ravenna, perché quello che ti aspetta all’arrivo è uno spettacolo di quelli che non puoi ammirare altrove: la Basilica di San Vitale è talmente bella che potrai coglierne appieno la magnificenza solo vedendola di persona. Ecco perché ti consigliamo di fare una ‘deviazione’ dalla principale via Cavour e di svoltare in via Argentario: se all’esterno ti sembra una chiesetta sobria, con le sue pareti in muratura a vista e il giardinetto intorno, aspetta solo di entrare per rimanere definitivamente conquistato da quella che è considerata tra i maggiori monumenti bizantini al mondo e tutelato dall’UNESCO.
San Vitale, un angolo d’Oriente nell’Italia di oggi
La chiesa sorge nel luogo in cui, secondo quanto narra la Legenda Aurea di Jacopo da Varagine, venne ucciso San Vitale, il martire dei primi secoli del Cristianesimo a cui poi fu intitolata.
Un capolavoro di architetture e incastri geometrici, un tempietto a pianta ottagonale la cui prima costruzione a opera di Giuliano Argentario su ordine del vescovo Ecclesio risale al VI secolo d.C, quando la città era ancora sotto il dominio dei Goti. Un lavoro che continuò anche nei vent’anni successivi, dunque durante il regno dell’imperatore Giustiniano e nello stesso periodo in cui venne edificata anche la Chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli (oggi Istanbul). È stato addirittura ipotizzato che l’autore del progetto iniziale, o di un secondo intervento, sia stato lo stesso della Chiesa dei Santi Sergio e Bacco a Costantinopoli, anch’essa costruita all’incirca nello stesso periodo.
La basilica venne concepita proprio per essere una monumentale testimonianza della grandezza imperiale bizantina e del regno giustinianeo, monumentalità che conserva e presenta ancora oggi e che la distingue da tutte le altre basiliche italiane. San Vitale riflette l’estetica bizantina anche nelle lastre di pietra intagliate e ornate con motivi vegetali e animali stilizzati, come pavoni e colombe, e nei capitelli a cesto che pare siano stati scolpiti direttamente a Costantinopoli e che raffigurano figure zoomorfe. Sono, questi, elementi che difficilmente potresti trovare in qualsiasi altra chiesa italiana, e sono proprio quelli che rendono la basilica di San Vitale un unicum di eccezionale, rara magia.
La basilica di San Vitale di Ravenna è, inoltre, l’unico monumento in Italia in grado di competere con i grandi monumenti bizantini, nonostante le sue dimensioni siano decisamente più ridotte. La sua, del resto, non è una grandezza che viene dai numeri, ma dall’intelligenza e l’originalità delle soluzioni spaziali adottate nella sua costruzione e dalla preziosità dei materiali che sono stati utilizzati per la sua realizzazione e per l’apparato decorativo che è splendore allo stato puro. Non è un caso se Gustav Klimt diede inizio a quel periodo della sua pittura noto come ‘periodo aureo’ proprio in seguito alla sua visita a Ravenna del 1903, dopo avere ammirato l’oro dei mosaici della basilica di San Vitale, i suoi gioielli più preziosi.
I mosaici, il tesoro più preziso della Basilica di San Vitale
I mosaici della Basilica di San Vitale a Ravenna rappresentano una delle più importanti e felici testimonianze dell’arte figurativa dell’età giustiniana, epoca durante la quale la tecnica del mosaico raggiunse livelli di eccellenza diventando insostituibile strumento decorativo e non solo. I mosaici non servivano solo a rendere le chiese più belle e raffinate, ma erano la chiave di una nuova filosofia sotto forma di arte. E quelli della basilica ravennate sono tra le cose più straordinarie che ti capiterà di vedere nella vita, inseriti in uno spazio che è tutto un susseguirsi e rincorrersi continuo di curve e superfici, dove la prospettiva è insolita e molteplice, e dove a moltiplicarsi sono anche le emozioni. Ad accrescere il fascino dell’insieme è il gioco di luci che, filtrando attraverso le vetrate della chiesa, illuminano a regola d’arte ogni singolo mosaico esaltandone la preziosità dei materiali e le sfumature dei soggetti immortalati.
Sono tantissimi i mosaici su cui dovresti soffermarti qualche secondo in più con lo sguardo, ciascuno a proprio modo speciale e irripetibile, come quelli che rappresentano l'imperatore Giustiniano e l'imperatrice Teodora, raffigurati riccamente abbigliati di abiti e gioielli lussuosissimi, quello dell’Agnello di Dio rappresentato al centro della volta a crociera del presbitero, direttamente sopra l’altare, che si staglia contro un sontuoso cielo stellato e quello del Cristo Cosmocratore seduto su un globo turchino e con un impressionante sfondo aureo alle spalle.

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