La costruzione del castello per conto di Federico Rosazza avvenne nel 1883 con l’innalzamento della torre guelfa e della palazzina sottostante. L’edificio fu progettato da Giuseppe Maffei sfruttando il tema dell’estetica della rovina: murature sbrecciate a regola d'arte e trattate con acido
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Vedi tutto nitrico, la presenza di finti colonnati e architravi; tali elementi architettonici avevano lo scopo di richiamare da un lato gli antichi templi del sito archeologico di Paestum e, dall'altro, di rimandare alla simbologia massonica ed esoterica, di cui il castello di Rosazza rappresenta una delle massime realizzazioni italiane. Sempre in nome della volontà di imitazione che sta alla base della costruzione del castello, l'arco di accesso presenta tratti simili all'antica porta della città di Volterra, in Toscana. Proprio la particolare architettura e la struttura, che quasi non sembrano appartenere ai convenzionali canoni italiani, hanno fatto sì che nel tempo il castello si ammantasse di un'aura di mistero, diventando uno dei grandi luoghi esoterici d'Italia.
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