Abbazia di Casamari, il profumo di una storia che continua
Risalente al Duecento, ancora oggi ospita i monaci che producono cosmetici, liquori e delizioso cioccolato. Ma non solo!
Casamari_257730848-min.jpeg
Gioiello del gotico cistercense, che viene fatto risalire addirittura a inizio Duecento, il complesso dell'Abbazia di Casamari è tra i siti religiosi più visitati di tutta la Regione Lazio. Si trova a Veroli, non lontano da Frosinone, in quella Ciociaria che da sempre è meta dei turisti per la qualità della gastronomia e dell'ambiente.
Costruita sui resti di un antico sito religioso dell'epoca pagana, l'Abbazia Casamari deve il suo particolare nome alla "casa di Mario", ovvero all'ubicazione che, durante il periodo romano, era di del console Gaio Mario. Fu lui, nell'88 a.C. a sfidare Silla nella guerra civile romana e la sua grande dimora di rappresentanza sorgeva sulla Via Maria, una strada che oggi si troverebbe indicativamente tra Frosinone e Sora, nel Basso Lazio.
Non solo bella, ma anche produttiva, questa realtà è oggi tra le più vitali nel novero degli ordini monastici maschili della Chiesa cattolica in Italia. Visitarla significa immergersi in atmosfere d'altri tempi, tra profumi, sapori e sprazzi di cultura che invogliano alla visita. Ma scopriamo insieme qualcosa in più sul complesso.
Monastero Casamari: una realtà in continua evoluzione
La storia del Monastero di Casamari è, almeno in parte, avvolta nella nebbia della storia. Pare infatti che l'abbazia sia stata fondata dai monaci Benedettini (dell'ordine di San Benedetto da Norcia), che si stabilirono a Veroli intorno all'XI secolo. Ne parla in una sua Cronaca il monaco Gian Giacomo de Uvis, secondo il quale i monaci di Veroli si trasferirono a Ceretae-Casa Marii (di qui, Casamari) nell'anno 1005.
Il complesso fu comunque sicuramente edificato sui resti del tempio romano di Marte, forse come Chiesa di San Giovanni e Paolo, mentre si dovettero attendere altri 30 anni per la nascita del monastero. L'Abbazia di Casamari Veroli così come la conosciamo oggi venne poi affidata ai cistercensi in un periodo compreso tra il 1140 e il 1152.
La storia di questo sito religioso conobbe alterne fortune per i secoli a venire: prima fu quasi abbandonata intorno al Seicento, prosperò nel Settecento con i cosiddetti "monaci trappisti" e nel 1799 fu vittima di un saccheggio da parte delle truppe napoleoniche, che uccisero cinque religiosi, tra cui Siméon Cardon, beatificato nel 2021.
Se vuoi conoscere l'Abbazia di Casamari con un tour guidato della durata di due ore, clicca qui
I celebri prodotti dell'Abbazia di Casamari Frosinone
Non solo la birra: i monaci trappisti sono celebri per i loro prodotti, frutto di mani sapienti, ingredienti prodotti con cura e tradizioni che vengono tramandate nei monasteri da secoli. Anche Casamari abbazia risponde a questa logica dell'ora et labora, e infatti all'interno del complesso si trovano una farmacia e una liquoreria ancora oggi attivissime.
I liquori dell'Abbazia di Casamari, in particolari, sono celebri ben oltre le mura dell'edificio e si possono addirittura acquistare online. Famose le gocce imperiali, un rimedio per qualsiasi malanno (soprattutto mal di denti) ma anche un ottimo tonico dissetante, rinfrescante e da usare dopo un pasto un po' troppo abbondante.
Da provare poi anche il nocino, la liquirizia, il Gran Liquore Casamari (prodotto con miele millefiori) senza dimenticare, ovviamente, il cioccolato trappista, una golosità adatta anche ai più piccoli. E per chi ama prendersi cura di sé, molto valide sono anche le creme alla bava di lumaca, al latte d'asina o le essenze di erbe, realizzate con le coltivazioni degli orti di Casamari.

Voto complessivo