In Piemonte c'è un santuario dalla cupola da record
Forse non sai che a due passi dalle Langhe, a Vicoforte, c'è un santuario barocco con la cupola ellittica più grande del mondo
Santuario Di RiumaLab
Il Santuario di Vicoforte nella provincia di Cuneo, è dedicato alla Natività di Maria Santissima, ed è noto anche come “Regina Montis Regalis”. Si tratta di uno dei principali capolavori del Piemonte, immerso in un territorio collinare ricamato da vigneti, un paesaggio che si descrive come un quadro d’artista. La sua enorme cupola spunta come un miraggio tra i colori dei boschi delle Langhe, l’idilliaca zona meridionale della regione. La maestosa presenza della quinta cupola più grande del mondo (la più grande a sezione ellittica), è solo un anticipo della meraviglia che rivela al suo interno: un vero e proprio poema pittorico a tema religioso che conta 6.000 metri quadrati di narrativa a colori.
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Il santuario che nacque da una grazia: il sole spendente
Il grande Santuario di Vicoforte nacque da un semplice pilone, un capitello votivo del 1500, edificato da un fornaciaio. La figlia dell’uomo chiese una grazia alla Madonna per il bel tempo, necessario per la buona cottura dei mattoni fabbricati dal padre, necessari per la costruzione del castello di Vico, antico nome di Mondovì. Il miracolo avvenne e il pilone fu l’omaggio. Il toponimo deriva infatti da “Mont ëd Vi”, cioè “il monte di Vico”. Nel corso del secolo il pilone venne ampliato e trasformato in una vera e propria cappella che attirava numerosi pellegrini da tutto il Piemonte. Si raccontavano miracoli legati a questo luogo di devozione, tanto da attirare l’interesse della moglie del Duca Carlo Emanuele I, figlia di Carlo V di Spagna, che ne fece arrivare voce sino in terra ispanica. Questo interesse permise di investire un grande progetto e il Vescovo di Mondovì promosse la costruzione di un grande complesso per accogliere i fedeli. Il progetto fu sostenuto dal Duca Carlo Emanuele I che desiderava trasformarlo nella cappella di casa Savoia (funzione che poi passerà alla Basilica di Superga a Torino).
Nel 1596 venne commissionata la costruzione di un grande santuario all'architetto di corte Ascanio Vittozzi, considerato antesignano del primo barocco piemontese. L’avanzamento dei lavori si scontrò ben presto con alcuni problemi legati alla natura del terreno argilloso che ne rallentò la progressione ma ciò non impedì di costruire una magnifica opera architettonica proseguita dall’architetto Francesco Gallo che ideò la magnifica cupola ellittica.
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La cupola ellittica, il prodigio della tecnica e dell’arte
La cupola ellittica del santuario è la peculiarità del sito: progettata nel 1731, questa struttura è la più grande del suo genere: alta 74 metri, con un diametro maggiore di oltre 36 metri ed uno minore di 25. È sovrastata dalla “lanterna” che dona luce all’interno dell’edificio e valorizza gli affreschi donando un’aura quasi mistica all’opera pittorica. Non solo le dimensioni della struttura sono da capogiro, quello che lascia senza fiato è il ciclo pittorico della cupola, da alcuni studiosi definita una “teologia per immagini”: una rappresentazione a tema unico della vita di Maria che descrive la nascita, il pellegrinaggio terreno e la contemplazione nella fulgida gloria dell’assunzione in cielo, una storia che copre 6.000 metri quadrati.
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Il Santuario, una meraviglia barocca
Oltre all’incredibile cupola, il grande Santuario di Vicoforte merita un’attenta osservazione di tutte le sue peculiarità. Già dall’esterno ci affascina con la sua struttura imponente e le linee sobrie che contrastano alla perfezione con la ricchezza degli interni, un ossimoro architettonico attentamente studiato. Una coreografia barocca di elementi che giocano sullo stupore di chi li ammira: affreschi, statue e un altare maestoso con marmi rosati. La basilica include quattro magnifiche cappelle e la mirabile Abside di San Rocco, con la pala d’altare opera di Antonio Meyer da Praga, che la dipinse nel 1752. Un’altra curiosità che si può leggere all’interno del Santuario è la ricorrenza del numero tre e del numero otto, rispettivamente il numero perfetto e quello della salvezza. Sta all’occhio attento dell’osservatore coglierne la presenza materiale e spirituale.
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Come arrivare
Per chi arriva in auto, percorrere l’autostrada A6 Torino – Savona; uscire al casello di Mondovì per chi arriva da Torino, casello di Niella Tanaro per chi arriva da Savona.
Con i mezzi: in treno, stazione di Mondovì, linea Torino –Savona oppure Torino Ventimiglia. Dalla stazione dei treni prendere l’autobus San Michele Mondovì.
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