La Tonnara di Favignana, un gioiello industriale a picco sul mare
Somiglia ad una maestosa cattedrale e, a modo suo, raccoglie e racconta pezzi di vita di questo affascinante angolo di Sicilia
Tonnara di Favignana Marco Rubino / Shutterstock.com
L’arcipelago delle Isole Egadi è famoso per essere tra le principali mete del turismo balneare in Sicilia, grazie ad un patrimonio naturalistico d’eccellenza e spiagge da cartolina bagnate dalle limpide acque del mare.
E se ti dicessimo che le Egadi custodiscono anche un tesoro da scoprire oltre il mare e le spiagge?
Se vai a Favignana, non dimenticare di fare un salto nella sua magnifica Tonnara, una delle più grandi del Mediterraneo. Un luogo impressionante, che ancora oggi racconta la storia di una Sicilia operosa e lontana, e tra le cui mura sembrano risuonare le voci dei pescatori e dei membri della famiglia Florio.
La ‘cattedrale’ del tonno in Sicilia
La Tonnara di Favignana è l’antica tonnara che apparteneva alla famiglia Florio; l’ex Stabilimento Florio è un vero e proprio viaggio nel fiorente passato della tonnara, che fu una delle principali industrie dell’isola e che più di altre contribuì, al tempo, al suo sviluppo.
L’edificio è un gioiello di archeologia industriale, un maestoso complesso caratterizzato da grandi archi e soffitti altissimi, il cui aspetto ricorda addirittura quello di una cattedrale. Le sue grandi dimensioni, inoltre, danno un’idea di quanto forte fosse l’attività che si svolgeva al suo interno, dal momento che la tonnara non è da considerarsi solo come deposito di attrezzature, ancore e barche della pesca al tonno, ma come simbolo della famiglia Florio che in questo angolo della Sicilia occidentale ha rappresentato la principale fonte economica e sociale.
I numeri della Tonnara di Favignana sono strabilianti, poiché si estende su una superficie di circa 32mila metri quadrati e accoglie ambienti diversi tra loro e tutti funzionali alla pesca: dagli uffici ai magazzini, passando per le officine e le falegnamerie fino ad arrivare agli spogliatoi destinati ai lavoratori e alle lavoratrici, girare nel cuore del vecchio stabilimento è un autentico viaggio indietro nel tempo alla scoperta di una Sicilia rurale e incredibilmente affascinante. Nel corso della visita potrai ammirare tanti altri luoghi cardine della tonnara di Favignana come la stiva, la galleria delle macchine, il malfaraggio che fungeva da ricovero per le barche), locali tutti rigorosamente realizzati nel tipico tufo di Favignana.
E su tutto il complesso svettano alte nel cielo le tre ciminiere che rendono immediatamente visibile la tonnara già da lontano.
Il Museo dell’ex stabilimento Florio
Con il venir meno del successo della famiglia Florio, la tonnara inizia il suo periodo di decadenza e abbandono, che raggiunge il culmine negli anni Settanta del Novecento. Dopo aver continuato ad essere fiorente a partire dagli anni Trenta sotto il controllo della famiglia genovese dei Parodi che l’aveva acquistata, lo stabilimento cessò la sua attività e cadde in disuso per una ventina d’anni. È solo negli anni Novanta che la Tonnara di Favignana viene acquisita dalla Regione Siciliana, e da quel momento vengono intrapresi dei lavori di restauro che, nel 2009, consente di aprire al pubblico lo stabilimento e di dotarlo di un museo che ne racconta le vicende.
La tonnara attualmente ospita un muse archeologico che accoglie reperti trovati nelle isole Egadi, come diversi tipi di anfora appartenenti a diversi periodi storici, una statua acefala e un rostro di epoca Romana noto come la “fiasca del pellegrino”.
Il vecchio stabilimento, tuttavia, è soprattutto un luogo che narra anche la storia del passato industriale del luogo, in quanto ci sono numerosi pannelli didattici sulla pesca e sulla lavorazione del tonno, e pannelli fotografici che illustrano i momenti e le attività più significative delle attività della tonnara. Gli allestimenti espositivi comprendono anche una piccola sezione dedicata alla famiglia Florio, testimonianze delle persone che hanno lavorato nello stabilimento, filmati storici e immagini dei grandi fotografi dell’agenzia Magnum, creando una narrazione che si avvale di diversi strumenti multimediali per regalare al visitatore un viaggio immersivo nella storia di questa tonnara che per anni è stata una vera regina del Mediterraneo.

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