Parco tematico della Grande Guerra a Monfalcone
Musei a Monfalcone: Parco tematico della Grande Guerra
Non tutti sanno che a Monfalcone, più precisamente alle sue spalle, è presente il Museo all'aperto del Parco tematico della Grande Guerra ovvero un progetto realizzato dal Comune per il recupero e la valorizzazione di alcuni luoghi del Carso monfalconese, uno degli sfondi della Prima guerra mondiale.
L’apertura del Parco risale al recente 2005, esso si estende per circa quattro chilometri ed offre ai suoi ospiti la possibilità di vedere ed analizzare la zona di guerra conquistata, persa e riconquistata svariate volte tra l’estate del 1916 ed il maggio del 1917 dall’Esercito italiano. Il Parco è strutturato curiosamente su tre itinerari i quali possono essere visitati tutti assieme o singolarmente.
Il primo ambito offerto dal Parco Tematico della Grande Guerra di Monfalcone è la ridotta di Quota 121 ossia il punto più altro del Carso da cui è possibile godere del panorama sia del versante sloveno, sia della pianura friulana ed inoltre quello del Mare Adriatico. Le tracce sono una fedele testimonianza di questi fatti, inoltre il sistema trincerato è interrotto da diverse postazioni per mitragliatrici. Lungo tutto il percorso inoltre è possibile ancora leggere "iscrizioni di guerra" lasciate dai soldati.
Il secondo sito è quello della Quota 85 o "Enrico Toti” ovvero una linea difensiva dotata di ricoveri per le truppe. Sulla Quota 85 è possibile vedere la zona monumentale in memoria di chi ha combattuto sulle alture di Monfalcone durante la Grande Guerra.
Il terzo ambito del Museo è dedicato alla trincea Joffrè ed alla cosiddetta Grotta Vergine. Questa zona del Carso era passata sotto controllo italiano già da giugno 1915 per l'assenza di resistenza da parte dell'esercito asburgico. Si iniziò così la costruzione di una trincea che collegava la stazione ferroviaria della cittadina con la Quota 98. Il percorso tra le rocce venne rafforzato successivamente infatti si è conservato discretamente sino ad oggi.
Durante gli scavi si scoprì una grotta sotterranea senza sbocchi, la quale permise alle truppe italiane di ripararsi dai colpi di cannone degli avversari e di costruire baracche collegate tra loro.
La grotta fu battezzata Grotta "Vergine" ed in seguito venne scavata, sempre all'interno della trincea, una seconda entrata.
