Monte Labbro, la riserva naturale e il parco faunistico protetto
Ad Arcidosso, in provincia di Grosseto, il Monte Labbro è stato testimone di sanguinosa storia di repressione religiosa
monte labbro_1470805793
Con i suoi 1.193 mt si staglia nella zona sud-ovest della catena del Monte Amiata, nell’entroterra Toscano e da il nome alla Riserva Naturale del Monte Labbro e fa parte anche del Parco faunistico del Monte Amiata.
Incerte le origini del nome, che in alcune cartine geografiche è riportato come labro, che sembra quindi derivare da Quinto Fabio Labeone, console romano.
È inoltre famoso per due tempi spirituali che si trovano nelle sue vicinanze: il gompa di Merigar e la Torre Giurisdavidica, legata alla figura di Davide Lazzaretti.
Visualizza questo post su Instagram
La Riserva Naturale del Monte Labbro
Boschi, colline, rilievi calcarei, pareti rocciose, pochi alberi ma tantissimi fiori e piante e arbusti: è il paesaggio che si presenta nella riserva naturale del Monte Labbro.
L’impatto con il parco è molto suggestivo, perché in forte contrasto con il complesso del Monte Amiata, di origine vulcanica e molto spoglio a livello vegetativo.
Al suo interno si trova il Parco Faunistico del Monte Amiata, riserva naturale protetta che vanta la presenza di numerose specie faunistiche importanti anche per lo sviluppo della società nei borghi che si trovano nei dintorni, cavalli e asini soprattutto.
Altre specie protette e di cui è possibile imparare molto grazie alle visite didattiche guidate organizzate nella riserva, sono: daini, mufloni, camosci, cervi, caprioli, lupi.
Dislocati nel parco moltissimi percorsi di trekking, sentieri da percorrere in bicicletta, aree dedicate agli sport sia invernali che non, aree termali, parchi avventuri e percorsi a cavallo.
Visualizza questo post su Instagram
David Lazzaretti, il predicatore del Monte Labbro
Il Monte Labbro è famoso per una figura spirituale, Davide Lazzaretti, che negli anni ‘60 dell’800 decise di fondare un nuovo credo, quello del Giurisdavidismo. Nato ad Arcidosso, nel 1868, in seguito ad alcune visioni annunciò che aveva una missione da compiere, da eremita e predicatore.
Dopo alcuni anni decise di costruire, con il consenso della autorità ecclesiastiche, tre edifici sul Monte Labbro:
- la Santa Lega che aveva come obiettivo quello di fornire assistenza ai seguaci
- la Società delle famiglie cristiane che prevedeva la comunione dei beni dei membri della comunità
- il Pio Istituto degli eremiti penitenzieri e penitenti
La sua era una sorta di religione utopistica e socialista e vide ben presto la repressione della Chiesa, che lo condannò come eretico e lo scomunicò. Egli continuò a predicare e trovò la morte nel 1878 durante un corteo, dove venne fucilato a morte da un membro di una pattuglia di Carabinieri che si trovava fra il Monte Labaro e Arcidosso, dove il corteo si stava dirigendo.
Le sue spoglie furono usate dal famoso antropologo criminale Cesare Lombroso che voleva studiare la sua anatomia, soprattutto cerebrale, per capirne gli intenti folli.
Ad oggi gli unici resti visibili degli edifici, restaurati nei primi anni 2000 sono rovine dell’eremo, della torre e della chiesa.

Voto complessivo