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Arcidosso: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare  

Arcidosso: cosa vedere? Attrazioni, idee di viaggio e tour: tutte le cose da vedere e fare e i consigli degli utenti, per una vacanza indimenticabile

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Il pittoresco paese di Arcidosso, sulle pendici del monte Amiata e in un territorio molto suggestivo tra faggi e castagni, presenta vari monumenti degni d’interesse: il simbolo della località è sicuramente l’imponente Rocca aldobrandesca, fatta costruire intorno all’anno 860 dalla famiglia Aldobrandeschi, basandosi su costruzioni antecedenti di epoca longobarda. Si tratta del più antico palazzo extraurbano di governo statale in Italia nonché uno dei più vecchi d’Europa.

Conta due grandi corpi di fabbrica con sezione quadrangolare, e l’elemento più distintivo è la Torre Maestra, coronata da una serie di archetti ciechi che fungono da base per la merlatura soprastante.

Da vedere ad Arcidosso c’è anche il Santuario della Madonna delle Grazie, chiamato più spesso Madonna dell’Incoronata: è sorto come ex voto per la fine della peste nel 1348 ed è stato successivamente ampliato nei secoli successivi. Tra le altre chiese maggiori, la più antica di Arcidosso, la Chiesa di San Niccolò, la Chiesa di Sant’Andrea, la Chiesa di San Clemente.

Estremamente importante è la Pieve romanica di Santa Maria a Lamula: in assoluto è l’edificio religioso più rilevante di Arcidosso, che già nel XII secolo era un importante centro culturale e sociale nel territorio dell’Amiata. Danneggiata dai senesi, fu poi ricostruita e rimase un punto di riferimento molto importante fino al sedicesimo secolo. Infine venne restaurata e riportata all’originario aspetto romanico tra il 1935 e il 1943. Lo stesso nome di “Lamula” per alcuni sarebbe collegato a una mula che trasportava la statua della Madonna e si era inginocchiata nel punto in cui poi sarebbe dovuta sorgere la chiesa: si dice che siano ancora visibili i segni delle sue ginocchia.

Tra gli edifici civili, sono da ricordare i vari palazzi nobiliari, come Palazzo Giovannini Banchini, Palazzo Ferrini Amati, il Palazzo Comunale, Palazzo Giabbani, il Palazzo del Marchese La Greca, Palazzo Pastorelli, con il giardino che ora è diventato un’importante area verde pubblica della città, il Parco del Pero.

Da vedere anche le varie cinte della mura di Arcidosso, con ancora le due porte ben conservate, porta di Castello e porta di Mezzo, con sopra la torre con orologio. Il centro storico è diviso tradizionalmente in tre contrade, ovvero il Terziere di Castello, il Terziere di Codaccio e il Terziere di Sant’Andrea.

Da un punto di vista naturalistico, sorgendo alle pendici di un luogo ricco di particolarità uniche come il monte Amiata, Arcidosso presenta diverse interessanti possibilità per i viaggiatori e gli escursionisti. La principale è il Parco faunistico del Monte Amiata, caratterizzato dalla possibilità di osservare le specie selvatiche nel più totale rispetto, secondo il modello dei wild park tedeschi: è possibile ammirare animali come daini, caprioli, cervi, mufloni, camosci e lupi.

Da ricordare anche la Riserva naturale Poggio all’Olmo, la Riserva naturale Monte Labbro, la Grotta di Merlino (rifugio del leggendario mago, secondo la tradizione).

Un’altra particolarità di Arcidosso è che qui ha sede anche una comunità di monaci tibetani, denominata Dzog-Chen di Merigar West, sulle pendici del Monte Labbro, fin dagli anni Settanta, con tempio tibetano e altri ambienti monastici. Tra i musei è da ricordare il Centro Studi David Lazzaretti, la figura storica più importante vissuta ad Arcidosso, il predicatore e visionario spesso chiamato anche il “Cristo dell’Amiata”, legato al Giurisdavidismo e morto tragicamente nel 1878.

Per arrivare ad Arcidosso il percorso può essere un po’ difficoltoso visto che da qui non passano grandi strade e non c’è una linea ferroviaria. Il modo migliore è seguire le diverse strade provinciali che arrivano fino al paese in auto, come la numero 7 Cinigianese, la provinciale 64 del Cipressino, la provinciale 26 Arcidosso e la provinciale 160 Amiatina.

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