Il Lago della Duchessa, un ‘numero 8’ incastonato tra le montagne di Rieti
Custodito dal verde del reatino, il Lago della Duchessa è una delle cose da non perdere se ami il Lazio 'green'
Matteo Regazzi CC BY 2.0 Matteo Regazzi - CC BY 2.0
Acqua cristallina in estate, distesa ghiacciata in inverno. Sono le due facce, entrambe da splendido scenario, del Lago della Duchessa, in provincia di Rieti, circondato dalle omonime vette dell’Appennino centrale (è uno dei laghi più alti con i suoi 1.788 metri) tra le quali sembra brillare con la sua particolare forma ‘a otto’ nel cuore della riserva. Un trekking da non perdere nonostante non sia tra i più semplici ma, una volta arrivati in cima, lo spettacolo che ci si trova davanti vale la fatica.
Lago di origine carsica raggiungibile attraverso la salita nel Vallone del Cieco tra il Monte Murolungo e il Monte Morrone, se la stagione invernale lo ricopre di ghiaccio e neve, l’estate lo rende meta prediletta per l’abbeveraggio di bestiame che lo portano a raggiungere il suo livello d’acqua minimo tale da trasformarsi in fango. Il Lago di Duchessa rischia quindi di scomparire e per questo è partita l’iniziativa ‘Un grande abbraccio collettivo al Lago della Duchessa’, un flash mob per chiederne la tutela del suo ecosistema e vietarne il pascolo del bestiame.
Un po’ di storia e geologia del Lago della Duchessa
Il Lago in provincia di Rieti fa parte del SIC (Sito di Importanza Comunitaria), progetto europeo per la conservazione degli habitat naturali e della flora e fauna selvatiche. Le acque della Duchessa dipendono esclusivamente da fattori meteorologici e non solo alimentate da sorgenti proprie: nei periodi di piogge intense o dopo lo scioglimento delle nevi durante la primavera, l’acqua raggiunge il livello della bocca dell’inghiottitoio e precipita all’interno. Tra gli abitanti della zona c’è il tritone crestato, un particolare anfibio autoctono, e la vipera dell’Orsini, che si trova solo in alcune zone dell’Appennino centrale.
Il Lago della Duchessa è conosciuto anche per essere diventato protagonista, suo malgrado, al tempo del terrorismo rosso: furono proprio le Brigate Rosse a segnalare il corpo di Aldo Moro nelle sue acque, che diventarono per giorni luogo di approfondite ricerche, notizia rivelatasi poi infondata.
L’itinerario bello e faticoso per arrivare al Lago della Duchessa
Oggi è una delle mete naturali più conosciute nel Lazio, nonostante il sentiero che lo raggiunge partendo da Cartore non sia per niente semplice ma adatto ad escursionisti esperti.
Dalla A24 si esce al casello di Valle del Salto seguendo la strada per Magliano de’ Marsi e Avezzano in direzione della Riserva Naturale Regionale Montagne della Duchessa; inoltrandosi in una strada nel bosco sul Vallone della Ruara si arriva a Cartore da dove, zaino in spalla e auto parcheggiata, inizia il bello.
A questo punto ci si trova dentro la riserva e tocca seguire i segnavia 2B entrando nella Val Fua attraverso un fitto bosco, grandi massi e un sentiero scavato nella roccia; si risale la faggeta della Valle del Cieco e, una volta usciti dal bosco, si arriva ai rifugi delle Caparnie dove, proseguendo tra i pascoli, si scavalca una vallata per poi scendere al Lago della Duchessa.
Si consiglia una lunga sosta per ammirare il panorama, anche perché la discesa fino a Cartore richiede un’ora e mezza di cammino.
