Una giornata al lago di Campotosto, il più grande specchio d’acqua artificiale in Abruzzo
Uno specchio d'acqua amatissimo dagli appassionati di laghi italiani, è un piccolo angolo di paradiso tutto abruzzese
Lo splendido lago d'Abruzzo stock.adobe.com
Circondato da montagne e dal versante nord del Gran Sasso d’Italia, in provincia dell’Aquila si trova il lago di Campotosto collocato tra l’omonimo comune e Capitignano: trattasi di un bacino artificiale – che rientra nella rete degli impianti elettrici della Valle del Vomano - creato dallo sbarramento del rio Fucino attraverso due dighe e il naturale allagamento dell’area torbifera tra il Gran Sasso e i Monti della Laga.
Siamo a oltre 1.300 metri di altezza con una superficie di 1.400 ettari circondata da prati e boschi e da una vegetazione ricca di colori e profumi tale da rendere il lago uno scatto perfetto da cartolina oltre che meta di turisti e appassionati di sport acquatici come pesca, canoa e windsurf.
Occhio però, tutta l’area del lago fa parte di una riserva naturale con un prezioso ecosistema popolato da rari uccelli migratori come l’airone cenerino e il germano reale, e le sue acque sono abitate da anatre selvatiche e da pesci particolari come il coregone e il barbo e varie famiglie di trote.
Come nasce il lago artificiale di Campotosto?
La storia del comune di Campotosto – diviso in quattro frazioni, Campotosto Capoluogo, Mascioni, Poggio Cancelli e Ortolano – si rintraccia nel XIV secolo quando diventa complice nella lotta al territorio tra L’Aquila e Amatrice diventando prima di proprietà degli Orsini per poi autogovernarsi da villaggio più grande di tutto il contado amatriciano.
Tornando al lago di Campotosto, in origine non era altro che un pascolo dove tutti gli abitanti del comune portavano il loro bestiame; quando venne scoperta la torba ad uso combustibile, tutto il bacino si trasformò in una miniera attiva nel primo ventennio del Novecento. Nel 1939 inizia la costruzione delle dighe – Poggio Cancelli, Sella Pedicate e Rio Fucino – che, bloccando le acque del Rio Fucino e degli affluenti del Vomano e del Trontino, originò il lago di Campotosto in grado di produrre energia addirittura per cinque centrali idroelettriche.
Oggi ha una forma a V con i due rami di Campotosto e Mascioni che vanno a toccare i centri abitati principali lungo le sponte del lago.
La diga di Campotosto è diventata, suo malgrado, protagonista in negativo dopo il terremoto che ha colpito il centro Italia: una parte della faglia dei monti della Laga intorno alla quale è costruita (forma geologica lunga trenta chilometri) ha causato nel 2017 vari eventi sismici danneggiando il paese.
Perché visitare il lago di Campotosto?
Il lago di Campotosto oltre alla sua funzione prima energetica, diventa, a tutti gli effetti, una succursale ‘mare’ incastonata tra le montagne, destinazione ideale per chi ama fare sport all’aria aperta, per gli appassionati del campeggio e dell’equitazione (qui passa l’itinerario dell’ippovia del Gran Sasso, lungo 300 chilometri).
Il lago di Campotosto è vicino alla Strada Statale 80, che collega l’Aquila con Teramo e il versante Adriatico, raggiungibile attraverso il tratto autostradale A25 Pescara – Roma, fino al casello di Bussi sul Tirino/Popoli. A questo punto bisogna imboccare la Strada Statale 5 in direzione Sulmona e proseguire sulla SS 153: arrivati a Navelli tocca seguire le indicazioni per l’Aquila e attraversare la città per poi, una volta giunti a Sant’Antonio, prendere la SS 80 che porta fino al lago.
Da Roma invece occorrerà prendere l’autostrada A25 con uscita al casello L’Aquila Ovest, da dove si potrà imboccare direttamente la SS 80.
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