Torre Guaceto, la riserva protetta nel cuore della Puglia
Un paradiso naturale dai colori caraibici e con l’atmosfera da isola selvaggia e sperduta
La riserva da cartolina in Puglia Giuma - Shutterstock.com
Tra Ostuni e Brindisi, in un’area che più protetta non si può (con tanto di riconoscimento del WWF) si trova la riserva naturale di Torre Guaceto, un gioiello da film che tra oliveti secolari, paludi, dune e mare cristallino offre spunti e attività per i visitatori che vogliano immergersi nei suoi sentieri.
Si tratta di un luogo unico e speciale perché è raro trovare qualcosa di simile, una tale ricchezza paesaggistica che unisce l’azzurro dell’acqua all’oro delle dune, la macchia mediterranea e la terra rossa che racchiude ulivi secolari.
La Puglia e la bellezza del Sud Italia in una sola e spettacolare realtà.
A, B, C, le tre zone che preservano la bellezza di Torre Guaceto
L’area marina protetta di Torre Guaceto, che prende il nome da una torre sulla costa costruita dagli Aragonesi, è stata istituita nel 1991 e si estende per circa 1200 ettari con una suddivisione in due macroaree principali: la riserva marina e quella statale.
La prima conserva il tratto di litorale con le dune costiere e il fondale roccioso e sabbioso mentre la seconda prende in considerazione la macchia mediterranea e la zona umida e paludosa abitata da anfibi e uccelli.
Chiamasi area protetta proprio perché il visitatore deve entrarci ‘in punta di piedi’, rispettando alcune regole per salvaguardarla, proprio per questo la Riserva di Torre Guaceto si divide in tre zone ognuna delle quali ha un diverso grado di protezione e accessibilità: zona A (protezione integrale), zona B (protezione generale) e zona C (protezione parziale). La zona off limits comprende i due tratti di mare davanti alla torre con i cinque isolotti chiamati scogli di Guaceto e Apani ed è segnalata da due grandi boe gialle: qui è vietato fare il bagno, sono ammesse solo escursioni marine ma guidate.
Nella zona intermedia, che riguarda la parte nord fino a Punta Penna Grossa, è possibile fare il bagno così come nella zona C, dalle spiagge di Penna Grossa a quelle di Apani, dove è ammessa anche la pesca e la navigazione.

Riserva di Torre Guaceto, i tre modi per scoprirla
Per esplorare la riserva si hanno a disposizione tre soluzioni principali. Darsi al trekking con una bella passeggiata di tre ore lungo un sentiero di media difficoltà, optare per la bici (che si può affittare sul posto) impiegando lo stesso tempo di percorrenza oppure scegliere l’escursione via mare (dura un’ora e mezza) con il sea watching-snorkeling per ammirare i meravigliosi fondali.
In auto - Percorrere la SS n. 379 Bari-Brindisi-Lecce e prendere uscita Serranova: per la Riserva dalla SS 379 Bari-Brindisi-Lecce prendere uscita Torre Guaceto-Punta Penna Grossa e percorrere la complanare lato mare, fino all'Area Servizi di Punta Penna Grossa oppure sempre dalla SS 379 prendere uscita Apani fino all'Area Servizi di Apani.
In treno - La Riserva dista: 20 km dalla stazione ferroviaria di Brindisi, 8 km da quella di Carovigno e 99 km da quella di Bari.


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