I laghi di Mantova, la storia d’acqua della bella città rinascimentale
Sono dei bacini fluviali situati lungo il corso del fiume Mincio, in prossimità della città di Mantova. E rappresentano una piccola oasi ‘green’ a due passi dal centro
I laghi stock.adobe.com
All’arrivo ti sembrerà quasi impossibile essere a pochi passi dal centro della città di Mantova, trionfo di architetture rinascimentali che la rendono bella come un quadro. Eppure è proprio così: ti basta allontanarti di poco da luoghi centrali della bella lombarda per trovarti al cospetto dei magnifici laghi di Mantova, avvolto da un’atmosfera sospesa tra sogno e realtà.
I laghi mantovani tra realtà e ‘falsi miti’
I laghi di Mantova hanno origine dal bisogno della città di difendersi dalle aggressioni esterne: è per questo motivo che, già nel XII secolo, il Comune diede incarico ad Alberto Pitentino di usare il fiume Mincio a scopo difensivo.
Fu così che l'ingegnere decise di deviare il fiume e ricavarne così, tutto intorno alla città, quattro laghi contigui che avrebbero reso Mantova un'isola, inaccessibile ai nemici e virtualmente sicura.
Le numerose inondazioni, e la crescita di vegetazione in quelle che diventarono paludi, costrinsero però la città a prosciugare uno dei quattro laghi. Il risultato fu di mantenerne solo tre, e collegare la città al resto del territorio come se fosse una penisola, ed è la soluzione tuttora in vigore a Mantova.
Essendo queste opere idrauliche un monumento di ingegneria idraulica nel complesso antico di oltre ottocento anni, è un falso mito considerare questi laghi come dei laghi naturali; è una precisazione che, tuttavia, non ne intacca minimamente il fascino.
I laghi di Mantova, un viaggio… acquatico
I laghi di Mantova, dal 1984 parte integrante del Parco del Mincio, sono diversi tra loro, ciascuno reso unico da proprie, specifiche peculiarità.
Il Lago Superiore è per superficie e volume il più grande dei laghi mantovani, ma non sono queste le uniche misure che ne giustificano il nome. Il lago si trova, infatti, a circa 18 metri d’altezza, dunque più alto di tre metri rispetto agli altri. La sua superficie gli consente, peraltro, di accogliere le isole galleggianti di Ninfea, Nannufero e Fior di loto. Il Lago di Mezzo è il più piccolo ma il più profondo (una quindicina di metri circa), e le sue acque ospitano una rara specie autoctona, il Trigol, comunemente chiamato castagna d'acqua. A chiudere questo viaggio tra i laghi di Mantova ci sono gli ultimi due specchi d’acqua, il Lago Inferiore e il Lago Paiolo.
Attualmente i laghi hanno la funzione di produrre energia elettrica, incrementata a partire dal maggio del 2015 con l’inaugurazione della centrale idroelettrica Vasarina.
Cosa fare e quando andare ai laghi di Mantova
I laghi di Mantova sono il luogo eletto dai mantovani e dai turisti per godersi qualche ora a contatto con la natura, magari concedendosi un pic-nic nelle aree attrezzate dedicate o facendo sport all’aria aperta. A disposizione dei visitatori più giovani ci sono zone dove cimentarsi in giochi e attività didattiche, che gli permettono di divertirsi e al tempo stesso di imparare qualcosa sul parco del Mincio e sui laghi.
Ogni stagione dell’anno è perfetta per visitare i laghi mantovani, perché in ogni stagione si tingono di colori inediti e sempre emozionanti. Persino in inverno, che sembra la stagione meno adatta alla visita, i laghi di Mantova ti aspettano in realtà con scenari estremamente suggestivi, grazie alla presenza della brina bianca che si posa su piante e alberi creando immagini che sembrano uscite da un regno dei ghiacci.
Il periodo migliore per visitare i laghi di Mantova è il periodo che va dalla tarda primavera fino all’estate inoltrate, dunque più o meno fino al mese di luglio, perché è il periodo della fioritura del Fiore di Loto, che cresce su grandi foglie verdi galleggianti e che è splendido con i suoi inconfondibili fiori bianchi e rosa

Voto complessivo