Vico Equense: la guida completa e aggiornata
Guida Vico Equense, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Rilievi verdeggianti e rupi baciate dal sole per Vico Equense, poco più di 21mila abitanti, provincia di Napoli. Il comune è collocato su un blocco tufaceo e calcareo, per un’altezza media di 90 metri: davanti ha il mar Tirreno, la parte meridionale del golfo partenopeo e l’inizio della Costiera di Sorrento, e si spinge fino agli oltre 1400 metri di altitudine del Monte Sant’Angelo, cima più alta della catena dei Lattari. Clima piacevole in ogni mese dell’anno, uno dei motivi, assieme al suo paesaggio tra roccia e acqua, che spinge a visitarlo.
Qui a Vico Equense i frequentatori sono arrivati fin dal VII secolo avanti Cristo. Osci, Sanniti e Romani si sono avvicendati. Si sa che nell’anno 89 avanti Cristo Silla, generale romano, rase al suolo la città che riprese la sua fama di luogo di villeggiatura già sotto l’imperatore Augusto. L’eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo ne inizia un periodo di decadenza, accentuato anche dalle visite non pacifiche di barbari di varie etnie e dei Saraceni. Nei secoli successivi ci sono diverse signorie che si alternano al potere come quelle dei Carafa e dei Durazzo. Alla fine del 1700 Vico Equense aderisce alla rivoluzione napoletana e dall’inizio del 1900 la sua vocazione turistica diventa molto importante per lo sviluppo di tutta la zona.
Per quanto riguarda l’economia, a Vico Equense si vive di pesca, allevamento e agricoltura (uva, olive, ortaggi, frutta) nonché di piccole aziende di trasformazione alimentare. Forte il turismo, balneare e termale.
Tra gli eventi di Vico Equense, da ricordare il 6 gennaio, quando si svolge la Festa delle Pacchianelle, un presepe itinerante, che parte dal convento dei Padri Minimi di San Vito, con una processione in cui i partecipanti, con tipici costumi contadineschi che si ispirano al 1700, portano in omaggio a Gesù i prodotti della terra, frutta, pesce, dolci. Ci sono pure i Re Magi in abiti molto fastosi. Il 31 gennaio si festeggiano i patroni, i Santi Cirillo e Giovanni. La Settimana Santa è molto sentita e la sera del Venerdì Santo c’è la processione di penitenti vestiti con il tradizionale saio dal cappuccio viola recitando il miserere. Ad aprile c’è PizzaVico, per festeggiare la pizza a metro; in maggio la tre giorni Festa a Vico che vede riuniti chef stellati e non, all’insegna del cibo e della solidarietà. A luglio c’è la Sagra del provolone del Monaco.
Tra i prodotti tipici di Vico Equense va segnalata la pizza che, secondo gli abitanti, è nata proprio qui e si è poi trasformata da prodotto di forno a quella delizia creativa che conosciamo oggi: è sottile ma non troppo, con un bel ‘cornicione’ tutto intorno. Poi c’è un’altra eccellenza del territorio, il provolone del Monaco, formaggio dop, dolce o leggermente piccante.
Poi, via libera ai piatti del mare, dalle alici crude marinate agli spaghetti con le vongole, dai polpetti affogati alle sarde con patate, dai panzarotti ripieni in genere con pomodoro e mozzarella, alla cianfotta, un insieme di verdure fritte, profumate con basilico e origano e passate al forno. Da assaggiare pure i calamari ripieni con il provolone del Monaco, il carpaccio di pesce spada agli agrumi di qui, le cozze al gratin, la torta ai limoni di Sorrento.
Il nome del comune deriva dal latino Vicus, per indicare i piccoli villaggi sparsi qua e là, e da Aequana, antica città che occupava l’attuale abitato.
Un paesaggio che dal mare porta in media montagna, dalla spiaggia ai boschi, permette di avere una certa varietà di ambienti ideali per l’ospite che da una vacanza cerca tante idee per passarla al meglio. Qui a Vico Equense trova tutto ciò, a partire dal clima da eterna primavera e dal fatto che il comune è collocato in una posizione vantaggiosa per raggiungere sia Napoli sia le altre bellezze della costiera.















Voto complessivo 8