L'Isola di Santo Stefano, la 'piccola Alcatraz' italiana
Ha alle spalle una storia lunghissima, e ancora oggi conserva una bellezza che resiste intatta al trascorrere del tempo
La piccola 'isola-carcere' Ciro Orabona Creative - Shutterstock.com
Affascinante isoletta del Mar Tirreno sospesa tra memoria storica e mistero, Santo Stefano dista circa 2 km dall'isola di Ventotene e la sua estensione è di circa 27 ettari. Come le altre isole dell'arcipelago pontino, anche Santo Stefano è di origine vulcanica e appare scogliosa, di difficile approdo e per questo motivo fu sempre scarsamente abitata. A tutt'oggi, infatti, l'isola è disabitata e sulla sua superficie si trova solamente il carcere borbonico, un edificio costruito tra il 1794 e il 1795 per volere del re Ferdinando IV di Borbone.
Il carcere borbonico
Visibile anche da Ventotene, il carcere borbonico si erge sulla sommità dell'isolotto di Santo Stefano, riconoscibile per la sua grandezza e la struttura tondeggiante. Infatti, l'ingegnere che si occupò del progetto, Francesco Carpi, pensò la prigione con una forma circolare, secondo i dettami del panopticon, un principio di progettazione architettonica ideato da Jeremy Bentham dedicato in particolare alle strutture carcerarie, che permetteva a un unico sorvegliante di osservare tutti i condannati. In questa prigione fu incarcerato e morì Gaetano Bresci, l'anarchico che nel 1900 uccise il re Umberto I di Savoia, ma durante la dittatura fascista furono internati in questo edificio molti altri prigionieri politici, tra cui anche Sandro Pertini, futuro Presidente della Repubblica.
Sull'isola una targa lo ricorda: "Fra queste mura, dove nell'Ottocento avevano sofferto i padri del Risorgimento, il regime fascista incarcerò Sandro Pertini, Presidente della Repubblica". Dopo la Seconda Guerra Mondiale il carcere continuò comunque la sua funzione di penitenziario per i delinquenti comuni, fino ad essere chiuso definitivamente nel 1965. Da allora la struttura è andata incontro a una lenta decadenza, nonostante il fatto che rappresenti in Italia l'unico esempio architettonico del panopticon.
Le visite all'isola di Santo Stefano e al carcere
Si può raggiungere l'isola autonomamente con imbarcazioni proprie, a noleggio, oppure con i tour organizzati. Non esistono tratte regolari per l’isola, in quanto le sue coste non offrono approdi artificiali. Per quanto riguarda la possibilità di visitare l'interno del carcere, sono previste delle visite guidate alle sue 99 celle e al cimitero adiacente, dove si possono vedere le tombe dei condannati. Le visite partono dalla piazzetta davanti all'ingresso del carcere ed è previsto un solo orario di visite al giorno, al mattino alle 10:30, generalmente nei giorni di martedì, mercoledì, giovedì, sabato e domenica. In ogni caso è obbligatoria la prenotazione, da effettuare all'infopoint del Centro Visite della Riserva, che si trova in via Rampe Marine a Ventotene (tel. 0771 85239).
Santo Stefano Area Marina Protetta
Dal 1999 Santo Stefano fa parte della Riserva Naturale Statale di Ventotene e anche di un'Area Marina Protetta, che è stata istituita per salvaguardare il fondale marino compreso tra le due isole, che negli anni è diventato una meta ambita per gli appassionati immersioni subacquee. Per chi fosse interessato a questo tipo di esperienze, nell'isola di Ventotene si trovano ben due agenzie di diving, la Ventotene Diving Academy e la Diving World Ventotene, con cui è possibile organizzare attività di snorkeling e immersioni.

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