Monticchiello è il borgo che ti farà innamorare definitivamente della Val d’Orcia
Piccolo e raccolto, eppure è uno dei borghi più belli da visitare in Toscana. Scopriamo insieme il fascino senza tempo di Monticchiello
Monticchiello Simona Bottone - Shutterstock.com
In neanche quindici minuti di macchina da Pienza, arroccato sulla cima di una collina (di quelle iconiche, che puoi trovare solo in Val d’Orcia e che sembrano quadri), Monticchiello è un borgo dalla magia senza tempo, dove tutto sembra scolpito nella pietra ocra delle sue stradine e delle sue case.
Le mura del borgo
Il borgo di Monticchiello già nel Duecento doveva essere come lo vediamo oggi, perché è in quel periodo che comincia ad assumere il suo aspetto da borgo murato, di cui ancora conserva i tratti austeri tipici delle fortezze medievali.
Ben conservate, infatti, la cinta di mura e la torre del cassero lo racchiudono come uno scrigno fa con il proprio tesoro, architetture che raccontano la funzione di baluardo difensivo della Repubblica di Siena che Monticchiello ricopriva.
La Chiesa dei Santi Leonardo e Cristoforo, il gioiello di Monticchiello
La Chiesa dei Santi Leonardo e Cristoforo è ancora oggi magnifico testimone del periodo di massimo splendore di Monticchiello come fortezza medievale, ed è certamente il suo monumento più notevole e di maggiore importanza.
La sua struttura è all’esterno sobria e a tratti severa, con alte pareti in pietra arenaria e prive di motivi ornamentali che fanno spazio ad una facciata decisamente più decorata. Le sorprese, tuttavia, sembrano essere tutte nascoste all’interno della chiesa, che dopo un attento lavoro di restauro ha riportato alla luce gli affreschi che nel Settecento erano invece stati coperti da stucchi scadenti.
Otto di questi affreschi sono rimasti interi, non pregiudicati del tutto dagli intonaci con cui erano stati ricoperti, e oggi si mostrano in tutto il loro splendore con le raffigurazioni della colossale figura di San Cristoforo alta quasi cinque metri, e quelle di Santa Lucia e Sant’Antonio Abate ai lati dell’altare.
Di rilievo anche l’affresco che rappresenta la Confessione, momento solitamente non presente nell’iconografia tradizionale e che rende il caso della chiesa di Monticchiello un unicum di grande importanza.
Di grande pregio anche il capolavoro pittorico che si trova nella cappella destra del transetto, la Madonna col Bambino di Pietro Lorenzetti, protagonista di una serie di vicende di cui è difficile stabilire il corso e la veridicità, ma che esercita ugualmente un grande fascino quasi aumentandone il valore (almeno quello emotivo!). L’opera era stata rubata e, dopo il suo ritrovamento a Firenze, venne restaurato dalla Soprintendenza di Siena: fu recuperato quasi tutto il manto blu scuro e la lucentezza dei volti raffigurati, e quella che vediamo oggi è una tela magnifica non solo sotto il profilo estetico, ma anche per la profonda spiritualità che emana.
Prima di abbandonare la Chiesa di Monticchiello, fai attenzione alla piccola porta che si apre all’esterno nel braccio destro del transetto: in passato consentiva di accedere agli ambienti sottostanti, che venivano usati sia come ripostiglio che come stanze mortuarie.
Il Teatro Povero di Monticchiello
Facendo un giro del borgo, quello che si è svelato al nostro sguardo è un mondo d’altri tempi, dove il tempo sembra davvero essersi fermato. Non puoi andartene da Monticchiello, tuttavia, senza aver scoperto uno dei suoi luoghi più rappresentativi, raro esempio di autonomia culturale e di impegno collettivo che coinvolge tutti gli abitanti del borgo.
Il Teatro Povero di Monticchiello è una forma d’arte unica nel suo genere, poiché qui l'esperienza teatrale è legata in modo indissolubile alla storia e alla quotidianità locale del passato.
Gli spettacoli mettono infatti in scena spaccati della vita di un tempo, proponendo chiavi di lettura dell’epoca contemporanea alla luce degli episodi del passato, in un viaggio nel tempo in cui presente e passato si incontrano e si fondono.

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