Giardini Naxos: la guida completa e aggiornata
Guida Giardini Naxos, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Mare, relax, natura, bellezza: Giardini Naxos, provincia di Messina, Sicilia orientale, ha tutte queste qualità. Un territorio pianeggiante in cui ogni stagione è amabile, persino l’inverno, durante il quale le temperature non sono mai rigide. Belle, soleggiate, nitide con un cielo terso le giornate per la maggior parte dell’anno (scarsa la pioggia, in genere), con un’estate in cui le temperature si aggirano sui 18 °C.
Giardini Naxos è stata la prima colonia greca in Sicilia, punto di partenza ideale per raggiungere le città più note della regione dalla vicinissima Taormina, che è a soli 5 chilometri, a Siracusa, Agrigento, Palermo, dalle Isole Eolie all’Etna. Qui i Greci sembra siano arrivati attorno al 734 avanti Cristo, nella zona di Capo Schisò: era gente della Calcidia che chiama il luogo Naxos, come l’isola nel Mar Egeo, da cui giungono altri coloni, i Nassi.
Un luogo importante: da qui salpavano gli ambasciatori per ritornare in patria e per questo diventa sede di un centro religioso con un altare in onore di Apollo Archegetes, Apollo architetto, maestro delle fondazioni, dal quale gli uomini secondo le leggende appresero a misurare la città con la cordicella, a disegnarne la pianta riportandone la sagoma sul terreno. Il protettore giusto per questo novello insediamento. Poi è il tempo della guerra del Peloponneso e Naxos si schiera con Atene ma quando la spedizione militare di questa città fallisce, il tiranno di Siracusa Dionigi il Vecchio la distrugge, dando ordine di costruire una cittadella alle sue spalle, su una piccola altura, nasce così Tauromenion, la futura Taormina, e gli abitanti di Naxos, che diventa proprietà dei Siculi, sono venduti come schiavi.
Naxos sembra quasi sparire dalla storia, anche se in epoca romana è ricordata come luogo di scambio di cavalli, mentre nel periodo bizantino è porto della più importante Taormina. Qui dominano anche gli arabi e dal XV secolo la zona diventa importante pure per le coltivazioni, come quella della canna da zucchero. Il centro abitato cresce nel corso dei secoli, acquisendo sempre più una sua indipendenza, e nel 1847 ottiene l'autonomia da Taormina. Il 18 agosto 1860 Garibaldi e le sue truppe, dopo aver concluso la spedizione in Sicilia, da Giardini s’imbarcano alla volta della Calabria per continuare la loro impresa sul continente.
Il turismo è la voce principale di questa cittadina. Tra gli eventi, da ricordare la Festa patronale di Santa Maria Raccomandata, che cade l'8 settembre, ma si comincia ad onorarla il giorno prima, portando in processione la statua lignea ottocentesca dalla foggia neoclassica arrivata qui il martedì di Pasqua del 1853 da Napoli, in sostituzione di una scultura andata distrutta a causa di un incendio. Nei festeggiamenti, ci sono la messa al porticciolo Saja e la rievocazione dell'arrivo della statua che viene portata in giro sui suoi binari, una struttura di ferro, in processione per le vie della città.
Molto sentita anche la Festa di San Giovanni Battista, il 24 giugno, con precedenti giorni di ‘preparazione’ a partire dal 14 giugno, che culminano con la processione che attraversa i quartieri San Giovanni e Mastrociccio, di cui il santo è patrono. Da ricordare pure la Festa di San Pancrazio di Taormina (patrono del quartiere omonimo e di quelli di Recanati, Mareprovvido e Schisò) la seconda domenica di agosto, in ricordo dell’arrivo del santo qui nell’anno 100. Una cerimonia suggestiva che prevede pure la processione della statua del santo su un peschereccio attraverso la baia, cerimonia che serve anche a commemorare i caduti in mare.
Da ricordare inoltre la Processioni delle varette, piccole statue addobbate, nel corso del Venerdì Santo, e la fiera del 1 aprile che inaugura ufficialmente il via della bella stagione, con mercatini e iniziative enogastronomiche e di divertimento vario.
Tutti i fine settimana di luglio e agosto c’è la Sagra del pesce, con assaggi del principe della tavola di Giardini Naxos e di tutta la Sicilia. Dunque eccoci alla cucina di Giardini Naxos, marinara, deliziosa e invitante. Qualche esempio tra i tanti. I primi piatti, paste condite con cozze, pesce spada e nero di seppia. Da non perdere il sugo preparato con la nunnata, cioè pesci piccolissimi, e, a parte il pesce, via libera alla pasta 'ncasciata, carne di maiale, pomodoro e grasso di prosciutto, con una generosa spruzzata di formaggio locale, magari una ricotta affumicata.
Tra i secondi, sono molto apprezzate le ricette a base di stoccafisso, il merluzzo essiccato che ha il suo massimo nella variante alla ghiotta con pomodoro, olive bianche, capperi, sedano, pinoli e uva passa. C’è poi tanto pesce spada, che si pesca proprio in queste acque: anch’esso è proposto alla ghiotta, lessato in acqua di mare e condito con olio, succo di limone, prezzemolo, aglio tritato, ma lo si gusta inoltre preparato al forno o arrosto. Una specialità: gli involtini fatti con il pesce spada, ripieno di pangrattato, pecorino, capperi e olive verdi. Da provare il pesce azzurro, tra i tanti pesci di cui è ricca la costa, come le aguglie a bracciale, con pomodoro prezzemolo, aglio e origano. Per la carne, un assaggio agli involtini di vitello alla messinese, con caciocavallo, uva passa, pinoli, pangrattato e foglie d’alloro; le polpette di vitello in agrodolce; l’agnello al forno con olive nere e pecorino grattugiato.
Per i contorni, meravigliose le melanzane ad insalata, condite con menta, origano, aceto; sublimi i carciofi soffritti in tegame e conditi con sale e pepe e mescolati a mollica e foglioline di menta. Tra i dolci, la pignolata, una montagna di gnocchetti dolci fritti, alla vaniglia o al cioccolato, i cannoli con crema di ricotta, la frutta di pasta reale e la pasta di mandorle. E non si può dire no alla granita di mandorle. Un appunto anche per i vini, tanti tantissimi, da ricordare la Malvasia di Lipari, il Capo Bianco, il Cariddi, il Marettimo.
La città si chiama così solo dal 1978, quando a Giardini fu aggiunto l’antico nome Naxos come omaggio alla sua origine greca. Tra Catania e Messina, Giardini Naxos con il mare che lambisce la sua incantevole baia, mostra il suo passato, con quel che resta del bastione secentesco spagnolo, un’antica fortezza del tutto integrata nell’ambiente circostante, e il suo parco archeologico, una vera eccellenza per la memoria lontana nel tempo.














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