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Parco dei Mostri di Bomarzo, una caccia al tesoro tra timore e meraviglia  

Il Parco dei Mostri è uno spazio senza tempo dove miti e leggende hanno preso la forma e la sostanza di creature fatte di pietra e ricoperte di muschio

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Il parco dei mostri - Parco dei Mostri - canadastock - Shutterstock.com

Parco dei Mostri  canadastock - Shutterstock.com 

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"Voi che entrate qui, considerate ciò che vedete e poi ditemi se tante meraviglie sono fatte per l'inganno o per l'arte". Questa è la scritta riportata su una della sfingi che vi accoglie all’ingresso del Parco dei Mostri di Bomarzo, anche detto il ‘Sacro Bosco’: siamo in provincia di Viterbo, nel cuore della Tuscia, e quella che vi apprestate a fare non è una semplice passeggiata nella natura ma un’esperienza che non dimenticherete facilmente, alla scoperta di un luogo unico al mondo. Sarà una caccia al tesoro in un mondo tanto surreale quanto fantastico, abitato da animali mitologici ed enormi mostri di pietra che da più di cinquecento anni sembrano vivere lì per spaventare, sorprendere e disorientare ogni visitatore. 

Bomarzo_parco 

Bomarzo, le origini del parco dei misteri senza tempo

Tante interpretazioni si sono intrecciate nel corso degli anni, tra studiosi e appassionati che hanno provato a dare una logica al progetto del parco e ai suoi significati nascosti, logica che non è mai stata trovata. Si scomodarono persino i temi della letteratura rinascimentale, come il Canzoniere di Petrarca e l’Orlando Furioso di Ariosto, per trovarne una chiave interpretativa.

Le attrazioni che troviamo al suo interno sono piene di simbolismi e di richiami alla mitologia e al fantastico, anche per questo viene chiamato Bosco Sacro perché si pensa che a monte del progetto di realizzazione ci fosse l’idea di fare un percorso ‘iniziatico’ ed esoterico. Un mondo parallelo da sogno dove il gioco prende il sopravvento tra richiami mitologici ed enigmi, e dove gli attori protagonisti sono sirene, mostri, draghi e sfingi.

Non è chiaro quali fossero le intenzioni del Principe Pier Francesco Orsini – che nel 1547 commissionò il progetto ‘grottesco’ all’architetto Pirro Ligorio – ciò che è sicuro è il suo amore per la moglie Giulia Farnese a cui lo donò (ecco spiegata l’iscrizione ‘Sol per sfogare il core’): a lei è dedicato il Tempietto che si incontra su una piccola altura circondato dal verde.

Gli eredi del principe abbandonarono il parco che solo dopo quattrocento anni la famiglia Bettini restaurò riportandolo allo stato attuale tanto da colpire, molto tempo dopo, lo sguardo prezioso di Salvador Dalì che fu ispirato per la sua opera ‘Le tentazioni di Sant’Antonio’.

Bomarzo

 

Un tour esoterico nel Parco dei Mostri

Due sfingi vi daranno il benvenuto all’ingresso del parco, da questo momento saranno tanti gli incontri (e le opere) in cui imbatterete: il consiglio è di seguire attentamente la piantina che vi verrà consegnata acquistando il biglietto, qui sono segnati i 36 punti di interesse così da non perderne nessuno.

Ecco subito la testa di Proteo Glauco, il pescatore divenuto mostro marino per aver mangiato un’erba magica;  la lotta tra i giganti Ercole e Caco, le sculture della Tartaruga e del Pegaso Alato, l’Elefante e la statua del dio Nettuno. Quando arriverete alla Casa Pendente, una costruzione molto particolare disposta su di un masso inclinato, occhio a non perdere l’equilibrio varcando la soglia, rimarrete ingannati dal gioco di prospettiva.

‘Lasciate ogni pensiero voi che entrate’ è la scritta sulla bocca spalancata dell’Orco, l’invito è di entrarci dimenticando la razionalità e ritrovando il vostro istinto più autentico. Sarà forse questa la missione del Parco di Bomarzo, farci tornare bambini?

Bomarzo

 

Come arrivare a Bomarzo

Il Parco dei Mostri si raggiunge facilmente con l'automobile prendendo l'autostrada del Sole A1, uscita di Orte. Per raggiungere Bomarzo con i mezzi pubblici (più complicato) da Roma potete scendere alla fermata Orte Scalo (Linea FL1) o Viterbo (Linea FL3) e proseguire in direzione Bomarzo con uno degli autobus COTRAL.

Il parco è aperto tutti i giorni con orario continuato: 08:30 - 19:00 (dal 01/04 al 31/10) - 08:30 al tramonto (dal 01/11 al 31/03). Il costo del biglietto è di 10 euro.

Bomarzo

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Giudizio

Valutazione Generale
  
Rank 1# di 3
Numero votazioni 10
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Recensioni Il parco dei mostri

Livello 100    
Voto complessivo
In questo incantevole angolo del Lazio, alle falde del Monte Cimino, è stata creata un’opera unica nel suo genere, “La Villa delle Meraviglie”, conosciuta anche come “il Bosco Sacro”. Il parco di Bomarzo è un complesso artistico e ... Vedi tutto culturale senza uguali nel mondo, un vero e proprio labirinto di simboli che trasporta il visitatore in una dimensione surreale. Realizzato intorno al 1552 da Vicino Orsini il parco accoglie, oggi, i visitatori con numerosi servizi che spaziano dal bar-tavola calda, ad un ampio parcheggio e una estesa area pic-nic. Grazie ai suoi viali alberati e alle sedute disposte lungo i tracciati di visita il Parco di Bomarzo è un luogo di passeggio e riposo. La nostra passeggiata inizia non appena varchiamo il sontuoso cancello d’ingresso con il blasone degli Orsini in bella mostra. Subito l’attenzione viene carpita dalla presenza di due bellissime sfingi. Proseguiamo prendendo il sentiero che troviamo sulla destra, 50 metri dopo scendiamo per una elegante scalinata di pietra e sulla sinistra possiamo ammirare la statua dell’”L’Uomo con la barba”; scendiamo una seconda scalinata e ci incontriamo di fronte al complesso statuario del “Gigante”. Poco più avanti, nei pressi di una fresca e gorgogliante cascatella, incontriamo una enorme tartaruga sul cui dorso posa la figura di una donna velata con un mantello, accanto a questa figura femminile si erge, spaventosa, la testa di un mostro infernale. Proseguiamo, quindi, fino a giungere alla fontana di “Pegaso”. Alcuni passi e preceduto dalla rappresentazione delle Tre Grazie e da due piccoli leoni troviamo il “Piccolo Ninfeo”, dove possiamo riposare sedendoci su i sedili che ivi troviamo disposti e guardando le statue che adornano le varie nicchie di cui è circondato questo bizzarro complesso architettonico. Sulla destra del ninfeo possiamo rinfrescarci con l’acqua della “Fontana dei delfini”. Continuiamo la paseggiata fino ad arrivare al “Grande Ninfeo” preceduto da una sontuosa scalinata. Poco più in la troviamo una delle attrazioni più celebri del Parco, la “Casa Pendente”. Girando a sinistra e salendo per una breve scalinata giungiamo un ampio spazio rettangolare chiamato la “Platea dei Vasi” perche, su ogni lato lungo sono disposti sei vasi. In questo spazio aperto possiamo ammirare le più bizzarre e singolari rappresentazioni scultoree del Parco. Sul lato di fondo il “ Nettuno” e alla sinistra, emergendo dalla roccia, la spaventosa testa di un mostro marino con le fauci spalancate orrendamente. Poco più avanti giace la rappresentazione di una “Ninfa Dormiente”. A monte della platea dei vasi troviamo un complesso scultore che rappresenta la lotta tra un drago, un leone e un cane. Poco più in la un enorme elefante da battaglia strazia il corpo di un soldato nemico. Tornando sui nostri passi, opposto al nettuno, una immensa figura femminile che porta sul capo un elegante vaso. Appena sopra questa figura, alla fine di una piccola scalinata, troviamo l’”Orco”; enorme maschera di pietra con la bocca aperta al cui interno albergano un tavolo e alcuni bancali. Poco oltre un lieve declivo ci incontriamo un gigantesco vaso monumentale le cui decorazioni sembrano uscite dalla bottega di un maestro orefice. Più avanti possiamo riposare sedendoci sulla “Panca etrusca” e leggere in versi la descrizone originale delle meraviglie del Parco: “Voi che pel mondo gite errando vaghi, di veder maravigliealte et stupende, venite qua dove son faccie horrende, elefanti, leoni, orsi, orche et draghi.” Dopo la sosta alla panca etrusca continuiamo passeggiando lungo il vialetto in salita e saliti i primi gradini, sulla destra, appare la testa di “ Cerbero” , guardiano dell’ade, che vigila l’accesso tra la parte del Parco dedicata ai mostri e quella dedicata alla serenità, costituita dalla “Spianata del Tempietto”. Non è possibile salire oltre quindi giriamo a sinistra e incontriamo un sedile ornato da una figura femminile che ci accoglie con le braccia allargate. Ci troviamo nel lato corto di un spazio paineggiante chiamato “Xisto”. Il Xisto è delimitato, sui lati lunghi, da file di ghiande e pigne decorative mentre, al fondo dello spazio, possiamo ammirare due magnifici Orsi araldici. Poco dopo gli orsi entriamo in una piazzetta guardata da due enormi sirene che stringono nel mezzo due leoni. Prendiamo a destra e giungiamo nella parte più alta del percorso. Qui sorge il Tempietto, elegante edificio con forma ottagonale che Vicino orsini dedicò alla sua seconda moglie, Giulia Farnese. Tornando verso l’ingresso possiamo ancora ammirare le statue del Giano Bifronte e della Triplice Ecate. Al finale ci appare una enorme Maschera demoniaca sormontata da un globo con un castello simbolo araldico del ramo orsiniano cui apparteneva Vicino Orsini di Castello. Parco dei Mostri di Bomarzo, loc Giardino, 01020 Bomarzo, Vt. Telefono 0761/924029; e-mail: info@parcodeimostri.com
Livello 100    
Voto complessivo
Vicino Bomarzo, in provincia di Viterbo, si trova il famoso Parco dei Mostri. Originariamente era il "giardino" della residenza di Pier Francesco Orsini, il quale volle costruire al suo interno tutta una serie di statue ed edifici simbolici atti a ... Vedi tutto creare un labirinto in cui ci si poteva perdere. All'ingresso si trovano le due Sfingi con sotto scritto: "Chi non prova stupore di fronte alle statue del parco di Bomarzo non potrà ammirare nemmeno le Sette Meraviglie del Mondo". Da qui comincia il viaggio all'interno di questo museo a cielo aperto risalente al XVI sec. A sinistra delle sfingi sta la statua di Proteo, vecchio genio del mare, con in testa un globo e un castello, di fronte il Mausoleo e a destra la Lotta tra Giganti. Si prosegue quindi lungo un vialetto che conduce alla Tartaruga, poi a Pegaso, quindi a Ninfeo. A seguire, in successione, ci sono Venere, La Nuda Abbandonata, Echidna, Leoni e Furia Alata. Ci si trova, dunque, in una piazzetta da cui si diramano due vie: una porta a Proserpina, al Tempietto e alla staua di Cerbero ed è fiancheggiata da una serie di Ghiande e Pigne e dagli Orsetti Araldici; l'altra porta invece alla fine del viaggio e alla zona che ospita Plutone, il Drago, gli Orchi, i Vasi con Iscrizioni, l'Elefante, il Vaso Gigante, la Panca Etrusca, Cerere, la Casa Pendente (la mia preferita, si può entrare ma da l'impressione che stia per cadere da un momento all'altro) e, infine, il Teatro. L'ingresso è di circa 8 €, all'interno si possono fare pic nic ed è presente anche un bar e un ristorante.
Livello 100    
Voto complessivo
Nel 1552, su commissione del principe Pier Francesco Orsini, l'architetto Pirro Ligorio creò a Bomarzo il Sacro Bosco, rinominato subito dalla fantasia popolare "il parco dei Mostri". Nel parco sono disseminate una serie di sculture mostruose, disorientanti, che si mescolano ... Vedi tutto con la vegetazione creando continue soprese. Sono sculture che paiono apparire nel bosco come un prodigio, alcune così grandi che è possibile entrarvi dentro. Sono rappresentati elementi mitologici e simboli, ed una soprendente "casa pendente" che provoca vertigi ai suoi ospiti. La stessa casa pendente è stata poi citata nel Giardino di Spoerri a Seggiano. E' un viaggio mentale straordinario oltre che una piacevole meta per una gita domenicale. Il parco è completamente attrezzato per la sosta, con tavoli per il pic nic, bracieri e quanto altro. Il parco è aperto tutto l'anno, dalle 8 al tramonto. L'ingresso costa circa 9 euro per gli adulti e 7 per i bambini. Posto in prossimità dell'autostrada A1 (uscita Attigliano) è raggiungibile in un ora da Roma e merita veramente una visita.
Livello 5    
Voto complessivo
Immerso nel verde dei boschi viterbesi, il parco dei mostri di Bomarzo è una meta che affascina turisti di tutte le età. Fatto costruire da Vinicio Orsini nel 1547 per sua moglie, è situato a due passi dalla città di ... Vedi tutto Bomarzo, un bellissimo borgo medievale. All'interno del parco le attrazioni sono numerose e mai banali. Seguendo il sentiero &egrave facile imbattersi in statue di giganti e mostri marini di dimensioni spropositate, oltre a particolarit&agrave varie come la casa in pendenza e la bocca dell'orco. Se avete voglia di passare una giornata diversa a contatto con la natura, avete trovato il posto ideale!
Livello 77    
Voto complessivo
Il parco dei mostri a Bomarzo in provincia di Viterbo è un'attrazione per grandi e piccini. È un parco naturale con numerose sculture in basalto ritraenti animali mitologici, divinità e mostri, probabilmente un percorso iniziatico fatto costruire dal principe Orsini, ricco ... Vedi tutto di simboli e iscrizioni enigmatiche.
Livello 15    
Voto complessivo
Ci sono stato tanti anni or sono, molto bello e suggestivo, ma mi auguro solo che non sia più vietato fare foto o riprese personali e non certo professionali, ma solo per ricordo ... molti turisti ci sono rimasti molto ... Vedi tutto male.
Livello 10    
Voto complessivo
Bellissimo ed emozionante anche per i più piccoli, con i suoi prati, dove i più piccoli specialmente possono passare delle ore divertendosi in assoluta sicurezza.
Livello 10    
Voto complessivo
 
ivo
Livello 9    
Voto complessivo
 
Livello 9    
Voto complessivo
 
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