Dozza, il paese dei murales in provincia di Bologna
Un borgo dal fascino antico diventato uno dei centri dell’arte urbana in Italia
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Sembra un controsenso ma in realtà Dozza – a quaranta chilometri da Bologna – affascina e sorprende i suoi visitatori che non possono fare a meno di rimanerne incantati. Da più di cinquant’anni Dozza è sinonimo di murales perché tra le sue viuzze ospita circa duecento opere, una diversa dall’altra, sulle facciate delle case: un museo a cielo aperto sempre accessibile e mutevole, un borgo talmente colorato da sembrare quasi finto.
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Un giro tra i vicoli di Dozza, il borgo delle fiabe
Tra l’ingresso al centro storico e la rocca medievale ecco che inizia l’itinerario artistico con le decine di murales dipinti direttamente sulle case, ognuno di dimensione e tema diverso. Tra una porta e una finestra ecco che spunta una nuova opera d’arte – dall’omaggio a Corto Maltese al grifone che si abbevera, simbolo del paese – e di conseguenza una nuova sosta, quella che farete a Dozza sarà la passeggiata più lenta che abbiate mai fatto.
I murales che tinteggiano Dozza si stringono al territorio e alla storia di questi luoghi, e così si passa da quelli che rappresentano il paesaggio e la vita contadina a quelli a tema socialismo fino ad arrivare di recente al genere fantasy. Alcuni non sono proprio murales quanto veri e propri dipinti o anche affreschi e opere in rilievo con tecniche diverse e particolari.
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La Biennale del Muro Dipinto a Dozza
Un museo sempre aperto e gratuito che offre un’esposizione permanente di murales di ogni genere. Tutto parte nel 1960 quando si tenne a Dozza la prima edizione della Biennale del Muro Dipinto e da allora, con cadenza biennale, artisti di street art provenienti da tutto il mondo si ritrovano qui per lasciare la propria ‘impronta’ su qualche muro (ma anche finestre, porte e fioriere che verranno inglobate) e che in tre giorni dovranno realizzare il loro bozzetto. Sono passati da qui vari maestri italiani e internazionali come Sebastian Matta, Riccardo Licata, Bruno Saetti, Remo Brindisi, Aligi Sassu, Riccardo Schweizer, Norma Mascellani.
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