Dozza: la guida completa e aggiornata
Guida Dozza, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Dozza (anche nota come Dòza, in dialetto romagnolo) è un comune italiano che, dal punto di vista amministrativo, appartiene alla città metropolitana di Bologna e che conta poco meno di 7.000 abitanti distribuiti all'interno di una superficie di 24,34 chilometri quadrati. Sorge sulle colline nei dintorni di Imola, ad un'altitudine media di 190 metri al di sopra del livello del mare, ed è composto da due paesi: il capoluogo comunale ed una frazione di nome Toscanella (o La Tuscanèla, sempre in dialetto). Dal punto di vista climatico Dozza presenta temperature tendenzialmente miti, nonostante vada segnalata una piovosità piuttosto significativa anche durante la stagione di solito più secca: a tal proposito il mese più caldo dell'anno è luglio, durante il quale si registra una media di 23.4° C; al contrario il mese più freddo dell'anno è gennaio, durante il quale si registra una media di 2.5° C.
Il toponimo "Dozza" deriva dalla parola "doccia", inteso proprio nel suo senso più comune di conduttura che trasporta l'acqua, con riferimento ad un antico acquedotto che accumulava acqua dal Monte del Re. Il territorio dozzese risulta essere abitato sin dall'epoca celtica: prima venne colonizzato dai Romani e quindi fu colpito dalle invasioni barbariche ad opera di Germanici e Longobardi. Sarebbe rientrata nei terreni dell'Esarcato d'Italia soltanto verso la metà del VI secolo dopo Cristo, trovandosi comunque a confinare con i possedimenti longobardi.
Verso la metà del VIII secolo sono i Carolingi ad entrare in possesso sia del comune che di tutti gli ex possedimenti bizantini della zona: la stirpe franca avrebbe presto fatto dono allo Stato della Chiesa delle terre dove sarebbero presto nate le prime fortificazioni destinate a diventare il borgo che conosciamo (divenuto formalmente libero Comune attorno all'anno 1150).
Durante il Rinascimento Dozza passa di mano in mano tra diverse importanti famiglie bolognesi ed imolesi: dagli Alidosi ai Riario, dagli Sforza ai Borgia, passando poi nelle mani dei Malvezzi e dei Campeggi, ed infine finendo ancora una volta sotto il controllo dello Stato della Chiesa. Il dominio pontificio sarebbe finito soltanto nel 1859, con la ridefinizione delle circoscrizioni territoriali ad opera di Luigi Carlo Farini (Governatore delle cosiddette "Provincie provvisorie") che avrebbe aggregato il comune alla circoscrizione di Bologna.
Dozza ha infine vissuto alcuni momenti da protagonista durante la seconda guerra mondiale: dopo lo sfondamento della celebre Linea Gotica (fortificazione difensiva istituita dai tedeschi per cercare di rallentare l'avanzata dell'esercito alleato) la città fu infatti teatro di scontri tra i nazisti in ritirata ed il gruppi di combattimento "Folgore".
Oggi Dozza continua a vivere grazie a due località complementari: il capoluogo è sede comunale ed ospita l'antico borgo medievale, mentre la già citata Toscanella è il principale centro sia residenziale che industriale. Si tratta di una cittadina caratterizzata da una vera e propria predisposizione all'efficienza, come ben dimostrato da diverse dichiarazioni Irpef post 2010, da cui emerge come i dozzesi dichiarino in media uno dei redditi più alti di tutta la Romagna.
Dal punto di vista sportivo il comune è noto innanzitutto per avere ospitato alcune tappe del celebre Giro d'Italia. La squadra locale più celebre è la A.X. Dozzese, che milita nel campionato di calcio regionale di Promozione ed indossa una casacca di colore giallo-blu. Tra gli atleti eccellenti del territorio segnaliamo invece Sofia Cimatti, vincitrice del campionato mondiale a squadre ed il campionato europeo di doppio di tennis da spiaggia (sport sviluppatosi dal gioco dei racchettoni e nato proprio in Italia).
Parlando di dozzesi eccellenti, vale infine la pena di fare un piccolo salto indietro nel tempo e ricordare come la città abbia dato i natali a due importanti partigiani italiani quali Andrea e Guido Gualandi: il primo è stato addirittura premiato con la medaglia d'oro al valor militare dal Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat.













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