Antananarivo: la guida completa e aggiornata
Guida Antananarivo, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Antananarivo precedentemente nota come Tananarive o semplicemente Tana è la capitale e la città più grande in assoluto del Madagascar, capoluogo anche della provincia di Antananarivo e della regione di Analamanga.
Antananarivo è la quarta isola al mondo per estensione rappresenta un vero e proprio simbolo riguardo alla biodiversità grazie alla presenza di elementi naturali rarissimi. Il nome significa letteralmente “La Città dei Mille” e prende il nome dal numero dei soldati assegnati a guardia del re Andrianjaka e per molti anni è stata la principale città dei capi di Hova. Conquistata dai francesi nel 1895 ed incorporata nel protettorato del Madagascar, subì grandi trasformazioni urbanistiche chedotarono la città di grandi strade. A seguito dell’indipendenza il ritmo di crescita divenne sempre più rapido,con un conseguente sviluppo demografico.
Meta ideale per coloro che sono alla ricerca di panorami e natura senza paragoni, rappresenta a 360 gradi un luogo nel quale è possibile fare diverse esperienze e godere di emozioni sensazionali, un luogo sia per i più giovani sia per le famiglie con bambini .
Sulla città dominano due fortezze costruite rispettivamente una sulle colline ad est e una a sud-ovest. La città è inoltre organizzatrice della terza edizione dei Jeux de la Francophonie scelta inoltre come sede del XII Sommet dell’Organizzazione Internazionale della Francofonia nel 2010.
L’attività economia pricipale per Antananarivo stessa e per il Madagascar in generale è quella agricola di sussistenza, l’agricoltura e la vita nei campi in generale è una delle attività maggiormente praticata e più interessante dell’intera isola.
La cucina malgascia in generale risente di numerose influenze ed è molto varia e saporita, con piatti tradizionali buonissimi in primo luogo il “romazava zebù” un vero piatto nazionale costituito da cubetti di carne di zebù serviti con riso e “brodo” che rappresenta appunto la traduzione della parola romazava con pomodori rossi, verdure a foglia larga che adornano il brodo di zebù e riso bianco che rappresentano i colori della bandiera nazionale. Altri piatti locali da non perdere assolutamente sono il “Henakisoa ravitoto sy” ovvero la carne di maiale con purè di foglie di manioca, il “Henakisoa amalona sy” la carne di maiale mescolata con l’anguilla anche se in alcune zone il maiale è considerato addirittura un tabù. I pasti sono spesso accompagnati dal “ranovola” l’acqua di cottura del riso bruciacchiato” per il suo colore è anche chiamato scherzosamente wischy malghache. Impossibile non parlare del riso la principale coltivazione del paese cucinato in moltissimi modi differenti sempre molto buoni e originali.
Meta per tutti gli amanti della natura, rari esemplari faunistici, lemuri e anche moltissimi camaleonti, anche poco fuori la città si possono visitare altri parchi dove si concentrano animali in libertà ai quali spesso è meglio non avvicinarsi troppo, abituati agli umani ma allo stesso tempo non addomesticati. vivono nella zona anche delle tartarughe che recano un disegno molto particolare a forma di raggi di sole sulla carapece.


Voto complessivo 7