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Storia, Cultura e Tradizioni in Malta  

Informazioni utili e cenni storico-culturali riguardo Malta

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La posizione strategica nel cuore del Mediterraneo, ha fatto sì che l’arcipelago maltese fosse sede di un popolamento precoce e dell’insediarsi di varie potenze e civiltà. In alcune località esistono tutt’oggi monumenti megalitici datati a 5000 anni prima dell’era cristiana. Fra il IX e il VI secolo a. C. si avvicenda la presenza di fenici, greci (che battezzarono la colonia Melita) e cartaginesi.
La conquista romana avvenne nel 218 a. C., mentre dal 395 d. C. Malta passò sotto la potestà dell’Impero romano d’Oriente. Fu nell’870 che gli arabi, provenienti dall’emirato aghlabide della Tunisia, se ne impadronirono per poi esserne scacciati nel 1091 dai normanni. Attraverso successivi passaggi dinastici signori dell’isola furono quindi gli imperatori svevi e i sovrani angioini del Regno di Sicilia. L’insurrezione dei Vespri del 1282, trasferì anche Malta nel la vasta confederazione di regni mediterranei riuniti sotto la corona aragonese. Frattanto gli abitanti pativano le incursioni della pirateria islamica nordafricana, fonte d e bottino.  Nel 1529, il re di Spagna Carlo V assegnò l’arcipelago ai cavalieri di San Giovanni (divenuti in tal modo cavalieri di Malta), che dal 1566 ne fecero una potenza militare fortificata antiturca, fino a quando la flotta napoleonica ne espulse la presenza nel 1798.
Nel 1800 Malta divenne un dominio della Gran Bretagna, che ne fece un caposaldo lungo la via delle Indie. Il trattato di Parigi del 1814 riconobbe la sovranità britannica sull’isola. Nel 1921 Malta poté dotarsi d’un autogoverno, in un regime di condivisione dei poteri tra ministri britannici e maltesi. L’indipendenza nel quadro del Commonwealth fu raggiunta nel 1964, seguita dopo dieci anni dalla proclamazione della repubblica e dalla dichiarazione di neutralità nel 1979.
L’1 maggio del 2004 la Repubblica di Malta ha sancito il suo ingresso nell’Unione Europea (ma l’euro sarà ufficialmente adottato solo dall’1 gennaio 2008).

Usanze e mentalità maltesi sono la sintesi secolare di almeno tre influssi: la tradizione araba, quella italiana e cattolica e quella britannica. L’eredità araba si apprezza in special modo nella lingua maltese (scritta però con caratteri alfabetici latini), che nel suo fondo è un dialetto arabo-tunisino di epoca medievale. Il contatto con il mondo italiano è stato lungo e resistente, attenuato solamente dall’influenza dell’egemonia inglese. Nelle case maltesi la televisione trasmette i programmi delle emittenti nazionali italiane, molto seguiti e apprezzati. Le consuetudini relative alle feste di nozze, alle celebrazioni natalizie e alle processioni religiose in onore di santi, non differiscono molto dalle quelle dell’Italia meridionale. L’impronta britannica, poi, si coglie non soltanto nel persistente studio scolastico e uso pubblico della lingua inglese, ma anche nella guida stradale a sinistra e nei molti autoveicoli ancora circolanti, obsoleti modelli britannici degli anni ’60 e ’70.
Più del 90% della popolazione aderisce alla Chiesa cattolica, anche se solo il 60% sembra essere effettivamente praticante (secondo le fonti cristiane l’evangelizzazione dell’isola ebbe per protagonista san Paolo). Sull’isola esistono 365 chiese, “una per ogni giorno dell’anno”, secondo il diffuso detto maltese.

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