Wroclaw: la guida completa e aggiornata
Guida Wroclaw, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Wroclaw, o Breslavia, è una delle città più antiche della zona sudoccidentale della Polonia, con i suoi 632mila abitanti. Sede universitaria, sorge su 12 isole collegate da 112 ponti, sul fiume Oder, che la attraversa con numerosi affluenti e canali, tanto da farla chiamare la ’Venezia del Nord’. Siamo nel territorio della pianura della Slesia.
Il suo clima è del tipo continentale temperato, influenzato dalle correnti fredde che vengono dal mar Baltico. In inverno si va spesso diversi gradi sotto lo zero, in estate si possono superare i 25 °C. Per un soggiorno, il periodo più piacevole è in primavera-estate.
Sembra che la presenza di un antico borgo, qui a Breslavia - Wroclaw, sia stata confermata da antiche mappe, come quella di Claudio Tolomeo, che parlava di un insediamento detto Budorigum, attorno al 140 dopo Cristo. Nel Medioevo la città passa dai Boemi, ai Polacchi (durante il cui dominio arrivano molti tedeschi), al Ducato di Slesia, nel 1163. Alla metà del XIII secolo, i Tartari la invadono e, per costringerli a ritirarsi, viene data alle fiamme.
Con la ricostruzione, la città conosce un periodo di grande sviluppo e diventa la capitale commerciale della Slesia. Nel 1330 ritorna nelle mani del Regno di Boemia. Il 5 giugno del 1443 è colpita da un violento terremoto. Negli anni successivi, la città, in seguito alla Guerra dei trent’anni, è occupata da milizie sassoni e svedesi e viene pure colpita dalla peste. Il che smorza molto del successo e dell’espansione che l’avevano caratterizzata negli ultimi secoli.
Con la pace di Vestfalia e la fine della guerra, nel 1648, Breslavia cerca di risollevarsi. All’inizio del 1700 viene fondato il Collegio dei Gesuiti, fatto importante perché questa istituzione sarà trasformata nell’università che oggi richiama molti giovani. Nel 1763 Maria Teresa d'Austria cede tutta la Slesia al Regno di Prussia. Durante il periodo napoleonico, la città è occupata dall'esercito della Confederazione del Reno, tra il 1806 e il 1807. Sei anni dopo, la Prussia e quindi tutta la Slesia, si alleano con l’impero russo contro Napoleone durante il cui potere, però, Breslavia-Wroclaw, è soggetta a tante opere di riqualificazione dell’impianto urbano che contribuiscono alla sua floridezza e danno una sferzata ai commerci, nonostante la guerra.
Nel 1871 il territorio è unificato alla Germania e continua il suo fervore commerciale legato anche a un deciso aumento della popolazione, che continua a prosperare, pure dopo la fine della Prima guerra mondiale. Ma ci sono rivolte da parte della popolazione polacca che non vuole essere germanizzata. Così molti polacchi decidono di trasferirsi in Polonia. Con l’avvento del nazismo, tutto ciò che è polacco va eliminato, come ebrei e oppositori. Nel 1938, è distrutto il centro culturale polacco e 10mila ebrei polacchi sono deportati nei campi di sterminio. Nel febbraio 1945 l'Armata Rossa assedia Breslavia, dichiarata roccaforte nazista, che si arrende nel maggio successivo. Migliaia di morti e danneggiamenti intensi. Alla fine della guerra, seguendo le sorti della gran parte della Slesia, è parte della Polonia che decide di chiamarla Wroclaw. La città espelle i cittadini tedeschi tra il 1945 e il 1949, con il conseguente aumento degli abitanti polacchi.
Dal punto di vista economico Wroclaw è centro industriale, finanziario, universitario. Wroclaw-Breslavia è una città piena di iniziative culturali e di intrattenimento vario. Da segnalare a marzo il Wroclaw Jazz Festival e Szanty, il Festival di Canto Marinaresco. In aprile, Jazz sull’Oder – Jazz nad Odra, Clarimania, Festival letterario. A maggio, ‘PPA’ Rassegna della Canzone Teatrale, il Festival Internazionale ‘Maggio con la musica antica’, il Festival Internazionale del Crimine e del Mistero “MFK” e quello della Cultura Ebraica Simcha. In questo mese, nel secondo fine settimana, c’è anche il Festival della Buona Birra, il più grande del genere in tutta la Polonia.
In giugno, il Festival delle Alte Temperature, una particolare kermesse cui sono chiamati tutti gli artisti di varie discipline legate al fuoco. In agosto, il festival del contrabasso. In settembre il festival degli gnomi. Con dicembre, via libera ai mercatini di Natale che trasformano Wroclaw in un enorme palcoscenico di luci, dolci, artigianato.
A Wroclaw sono le zuppe il piatto clou. Tra queste, la barszcz, zuppa di barbabietola con aglio, anche con fagioli, la zurek, con farina di segale acida, salcicce e patate, a volte con uova sode tagliate a metà. Da provare lo zurek w chlebku, servito dentro una pagnotta di pane svuotata dalla sua mollica. Non si può dire no alla kapusniak, zuppa con cavoli acidi e patate, preparata con brodo di carne affumicata, spesso costole di maiale.
Per i secondi, tanta carne, soprattutto maiale, sotto forma di cotoletta, stinco, polpetta e un’incredibile serie di salsicce e prosciutto affumicati. Tipici gli spiedini, szaszlyk, in genere maiale e pollo, e gli involtini di carne di manzo, roladki wolowe, riempiti con cetriolo sottaceto, carota, bacon e mostarda. Qui si può trovare anche il gulash e spesso l’aringa affumicata, proposta in genere con cetriolini.
Per i dolci: il makowiec, pasta sfoglia con semi di papavero, cotta al forno, e il piernik, dolce con miele e spezie varie. Da bere l’ottima birra di qui.
A Wroclaw c’è una vera mania, quella degli gnomi, le cui statue di varie dimensioni sono sparse per la città (ci sono addirittura mappe che indicano la loro presenza nei vari punti). Ora sono diventati un divertimento, ma la loro presenza nasce da una protesta contro il governo comunista negli anni Ottanta: gli oppositori, le cui scritte sui muri venivano regolarmente eliminate, iniziarono a ‘dire la loro’ disegnando gnomi in ogni dove. Una sorpresa. Ecco cos’è Wroclaw, una città che sta conoscendo un rapido sviluppo turistico grazie a ciò che offre, facile da raggiungere, monumenti, intrattenimenti davvero numerosi e quel suo centro storico particolarissimo con tanta acqua, quella del suo fiume e dei suoi numerosi canali che le danno una veste sognante.















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