Stone Town di Zanzibar, la città di pietra custode del passato
La città vecchia di Zanzibar è l’antico cuore dell’isola, oggi Patrimonio Unesco per i suoi edifici in pietra
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Dedali di viuzze e strettoie, portoni finemente decorati, bazar con profumi di spezie, moschee accanto a chiese cristiane. Questa è la Stone Town di Zanzibar, conosciuta anche come Mji Mkongwe (“città vecchia” in swahili). siamo in Tanzania, ma sono così tante le testimonianze delle culture che sono passate da quest’isola, che potremmo benissimo sentirci in una città orientale, o in un quartiere etnico europeo.
Questa è la città vecchia del capoluogo di Zanzibar, ed è conosciuta come “città di pietra”, per gli edifici costruiti nel XIX secolo, che riflettono le influenze di diversi stili architettonici da tutto il mondo. Questa particolarità è valsa a Stone Town la dichiarazione a Patrimonio Unesco, nel 2000.
La storia della “città di pietra”
Se “città di pietra” è il nome con cui è conosciuta la città capoluogo di Zanzibar, “porta d’Africa” è il nome con cui è conosciuta questa isola. È stata infatti una tappa nella Via delle Spezie, rotta marittima sulla quale Oriente e Occidente hanno intrecciato scambi commerciali.
Da villaggio di pescatori, nell’Ottocento è diventata la Stone Town vera e propria, con la costruzione dei primi edifici in pietra corallina, che le danno un aspetto cromaticamente caldo. Da zona di dominazione del sultanato dell’Oman è diventata protettorato britannico: è proprio nel periodo coloniale che cresce la sua importanza nel commercio delle spezie, e anche nella tratta degli schiavi. Nel Novecento diventa repubblica, con status semi-autonomo nello stato della Tanzania.
Le case in pietra, dalle architetture con influenze moresche, arabe, persiane, asiatiche e bantu che caratterizzano la cultura swahili, sono oggi la maggiore attrazione per chi visita questa città sull’Oceano Indiano.
Cosa vedere a Stone Town Zanzibar
Il Forte Arabo. È il centro della cittadina, dove oggi si svolgono gli eventi di maggior richiamo. È chiamato anche “forte portoghese”, ma la definizione è imprecisa: è un edificio costruito dagli Omaniti per difendersi proprio dagli attacchi dell’esercito portoghese.
I Giardini di Forhodani. Situati di fronte al Forte Arabo, sono un luogo dove passeggiare e rilassarsi. Rinnovati nel 2009, ospitano mercatini con cucina e prodotti tipici, che colorano le serate in città.
La Casa delle Meraviglie. Nell’Ottocento, fu l’edificio più imponente, primo in città a essere servito dalla corrente elettrica, primo nell’Africa Orientale ad avere un ascensore. Ora è un museo della cultura swahili e zanzibari, che ha anche una buona vista dall’alto sulla città.
Gli edifici religiosi: la Cattedrale anglicana chiesa di Cristo, la Cattedrale cattolica di San Giuseppe, la Moschea dell’Aga Khan e la Moschea di Malindi, sono luoghi di culto che rappresentano la varietà di religioni che si sono incontrate in questo piccolo fazzoletto di terra.
Ci sono due famose personalità legate a questa città, le cui case si possono oggi visitare. David Livingstone, esploratore britannico, aveva qui un’elegante residenza dove faceva base per i suoi viaggi in Africa. Freddie Mercury, cantante dei Queen, era nato qui: la sua abitazione non è in perfette condizioni, nonostante faccia parte della storia del rock!
Come arrivare a Stone Town Zanzibar
Il modo più veloce per arrivare a Zanzibar dall’Italia è l’aereo: dagli aeroporti italiani ci sono voli diretti, e altri con previsto uno scalo. Dall’aeroporto internazionale di Zanzibar, ci sono taxi e bus locali per raggiungere Stone Town.
Le alternative sono i traghetti, che partono da Dar es Salaam, da Mombasa e da Nairobi, e arrivano in prossimità della città vecchia di Zanzibar. Per chi si trova già sulle coste orientali dell’Africa è l’opzione più economica.

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