Tunisi: la guida completa e aggiornata
Guida Tunisi, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Tunisi è la capitale della repubblica nordafricana di Tunisia, che confina nella parte occidentale con l'Algeria e in quella sud-orientale con la Libia. La città, bagnata dal Mare Mediterraneo, presenta un territorio di basse colline che culminano in una laguna vicino a Cartagine. Anzi, assieme a questa città e altre località come Sidi-Bou-Saïd, Gammarth/Raoued, La Marsa, costituisce la cosiddetta Costa di Cartagine, un itinerario che coniuga attrazioni archeologiche, storiche, culturali, tradizionali, con un occhio alle moderne infrastrutture turistiche e alla possibilità di una vasta gamma di divertimenti e intrattenimenti.
Il clima della capitale è di tipo mediterraneo, caratterizzato perlopiù da un'estate calda abbastanza mitigata dalla vicinanza del mare (ma in agosto e settembre le temperature possono essere piuttosto alte) e un inverno mite non particolarmente piovoso, con primavera e autunno decisamente piacevoli e soleggiati. Dunque, a meno che non si sia allergici al grande caldo e alla pioggia, via libera alla visita in ogni periodo dell'anno.
Tunisi è un nome di origine berbera (la popolazione indigena di questi luoghi, soprattutto delle aree interne) dal significato poetico, ovvero "il luogo dove passare la notte" e la sua nascita dovrebbe risalire più o meno al 699. Ma il sito è sicuramente molto più antico, poiché qui ci sono stati i Fenici ben prima di Cristo, poi i Romani, quindi i Vandali, diverse dinastie di Arabi, ci furono pure incursioni dei Normanni di Sicilia. Con il XVI secolo arrivarono gli Ottomani e Tunisi diventò un famoso centro di pirateria. Verso la fine del 1800, in mano ai "bey"', così si chiamavano i possidenti turchi, la Tunisia e Tunisi divennero protettorato francese. Tra lotte indipendentiste e un paio di guerre mondiali, la nazione tunisina ottiene indipendente nel 1956, con Tunisi sua capitale. Proprio qui, tra la fine del 2010 e il 2011, si innesca la cosiddetta "rivoluzione dei gelsomini", uno dei fiori simbolo della nazione africana, con la caduta del governo antidemocratico di Ben Ali e il via di una nuova stagione politico-culturale all'insegna di giustizia e libertà.
La città è anche la capitale commerciale ed economica della repubblica, la cui economia è ancora molto votata all'agricoltura, con vaste aree destinati a uliveti (le olive tunisine sono uno degli ingredienti anche di oli di oliva italiani), vigneti, frutteti, soprattutto agrumeti, le cui coltivazioni si possono vedere nei suoi dintorni.
Tra gli eventi che si svolgono a Tunisi, c'è la festa dell'indipendenza, il 20 marzo, mese in cui si può assistere anche al Guitar Festival. Molto apprezzata inoltre la festa delle arance e dei fiori, tra aprile e maggio, con appuntamenti musicali, teatrali, culturali, che coinvolgono la capitale e altre città dell'interno. Non è esattamente un evento, ma meglio prestare attenzione allo svolgersi del Ramadan, il mese sacro per i musulmani, che non ha una data fissa, poiché dipende dalle fasi lunari: in questo periodo si potrebbero avere alcuni disguidi poiché molti locali e negozi rimangono chiusi fino all'ora del tramonto.
Nei numerosi ristoranti e ristorantini della Medina (il centro storico di Tunisi), si può gustare il delizioso brik, una specie di calzone cucinato con pasta sfoglia ripiena di uova e di tonno. In genere è servito con un'insalata mista di verdure, tra cui pomodori, lattughe, cipolle (molte!), cetrioli, olive, peperoni, tutti tagliati a pezzettini piccolissimi, con un condimento in cui ci possono essere spezie dal sapore insolito, come cumino o coriandolo. Un'altra insalata è quella di patate lesse, pomodori, cipolle, melanzane, zucchine, peperoni. Praticamente sempre queste pietanze sono servite assieme all'harissa, una salsa a base di aglio e peperoncino, davvero piccantissima. Ideale per valorizzare certe tajine, ovvero pentole-contenitori di coccio in cui si usa cuocere carne di pollo e vitello molto saporita, con tante verdure di diverso tipo. Oppure per accompagnare le merguez, salsicce di agnello e vitello cotte alla griglia, con tanto ma proprio tanto aglio. L'harissa è anche presentata spalmata su crostini che accompagnano la lablabi, zuppa di ceci, o la chorba, un insieme di orzo e farro con carne di agnello e verdure. Una variante del couscous, insomma, che rimane il piatto nazionale e che può essere gustato altresì con pesce o carne di montone o magari in versione dolce, con latte e datteri. A proposito di dolci: il top spetta alla baklawa, mandorle, nocciole, miele, con base di semolino. Pasta sfoglia e pasta di mandorle per le dita di Fatima e strati di pasta sfoglia, farciti con mandorle tritate, semi di sesamo e miele per la samsa, versione tunisina dell'italiana torta millefoglie. E da bere? Sempre the alla menta, rinfrescante e anche digestivo. Si può inoltre trovare pure il vino, rosso, bianco, rosé e moscato. Per digerire, da provare il Thibarine a base di datteri. Ciò vale anche per il Boukha, liquore ottenuto con i fichi.
Cartagine, l'antica città a pochi chilometri da Tunisi, era la capitale del mitico regno fenicio di Didone. Quando in quei lidi giunse Enea, l'eroe in fuga da Troia e che la leggenda vuole capostipite dei Romani, la regina si innamorò perdutamente di lui che la ricambiò per un po' ma poi la abbandonò per dirigersi verso il litorale tirrenico in cui, generazioni dopo generazioni, sarebbe stata costruita Roma. Beh, a Didone questo suo comportamento non andò giù e (così narra Virgilio nella sua "Eneide"), prima di uccidersi bruciando su un rogo, inviò verso di lui e i suoi discendenti la sua personale maledizione. Da quella sua ira si scatenarono poi le guerre puniche tra Roma e Cartagine…
Appena giunti a Tunisi, è facile essere sedotti dalla sua atmosfera, con la medina fitta di vicoli strapieni di botteghe di ogni sorta, tra colori, profumi, suoni. Il suo cuore è il souk, il mercato che si presenta in uno straordinario caleidoscopio di prodotti, divisi tra loro a seconda delle categoria, stoffe, cuoio, gioielli e così via. Su tutto, domina l'architettura moresca decoratissima, con la grande moschea Ez Zitouna, antichi palazzi e dimore che ancora portano su di loro le tracce in stile art nouveau del periodo francese. Tante le gallerie d'arte che si incontrano qua e là, in cui la tradizione magrebina si sposa con innovative forme di espressione. Quelle antichissime, con incredibili collezioni di mosaici di epoca romana sono godibili al Museo del Bardo, un palazzo che è un capolavoro di arte araba con decori e fregi di straordinaria bellezza.















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