Isla Margarita: la guida completa e aggiornata
Guida Isla Margarita, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
L'Isla Margarita, situata nel mar caraibico, nello stato di Nueva Esparta, è la più grande isola del Venezuela: con una superficie di poco più di mille chilometri quadrati, è costituita da due isole vicine, collegate tra loro da uno stretto banco di sabbia, di circa 18 chilometri, a forma di mezzaluna, detto la Restinga.
Le sue dimensioni? Una larghezza massima di 20 chilometri e una lunghezza di 78. La maggior parte dei quasi 420mila abitanti è concentrata in particolare nella parte orientale dell’isola, tra le città di Porlamar e Pampatar.
Il suo clima è quasi sempre soleggiato e caldo, tra i 25 e i 30 °C. C’è anche una stagione delle piogge, da novembre a giugno, ma il bello è che piove soprattutto di notte.
I primi abitatori dell’Isla Margarita appartenevano al popolo dei Guaiqueries, che divennero schiavi con l’arrivo degli Spagnoli, dopo che Cristoforo Colombo ci approdò nel 1498, nel terzo dei suoi viaggi verso il nuovo mondo. La posizione strategica, le sue ricchezze, il suo paesaggio ne fecero meta di pirati tra cui il famoso Lope de Aguirre, arrivato nell’isola nel 1561. Chiamato el loco, el tirano, el libertador, a seconda delle suggestioni che creò tra gli abitanti e i suoi uomini.
Durante la Guerra d'indipendenza del Venezuela contro la Spagna, l’isola fu il primo territorio ad essere liberato. L’eroismo dei suoi abitanti fu tale che, paragonati ai guerrieri dell’antica Sparta, quel territorio fu chiamato Nueva Esparta.
Il ruolo dell’Isla Margarita fu di grande importanza anche immediatamente dopo, visto che l’eroe Simon Bolivar proprio da qui partì per liberare dal gioco spagnolo il resto di Venezuela, Colombia, Perù, Ecuador e Bolivia. Dagli anni settanta del secolo scorso Isla Margarita è porto franco. L’isola vive soprattutto di turismo e di attività collegate.
A parte gli stranieri, Isla Margarita è la meta ‘fuori porta’ dei Venezuelani che la gettonano soprattutto durante Natale e Pasqua. Tra gli eventi, sull’isola si seguono tante manifestazioni religiose come la Candelaria che a febbraio conclude le feste natalizie. Molto apprezzati anche il Carnevale, il Corpus Domini, la Semana Santa (ovvero la Settimana Santa).
Il 24 giugno c'è la Festa di San Juan (Giovanni), un omaggio anche al Sole. Nel giorno dell’Assunzione si svolge un animato mercato di artigianato.
Nei fine settimana ci sono tutto l’anno appuntamenti imperdibili soprattutto gastronomici, come la Fiera del riccio di mare a Laguna de Raya, la Fiera dello stufato di pesce a Juan Griego, la Fiera delle cozze La Guardia, la Fiera del polpo a Playa El Angel.
La cucina di Isla Margarita è ricca di pesce, crostacei, verdura, cucinata in modo vario. Diverse anche le ricette a base di carne bovina e di maiale, spesso con contorno di riso, patate, fagioli. Frequente la presenza dell’arepa, un pane fatto con la farina di mais che si può mangiare da solo o farcito di verdura mista, quasi sempre ci sono i fagioli, e carne.
Il pabellon è un altro piatto tipico preparato con carne sminuzzata e condita, servita con fagioli neri e riso. Si usa anche accompagnato con fette di platano fritto, una specie di banana. Ancora mais ma fresco, misto a zucchero e acqua per la cachapa, una sorta di frittata grigliata che, come un’omelette, si ripiega sopra un ripieno in genere di formaggio a pasta filante.
Frequenti anche i tequeños, piccole fette quadrate di formaggio bianco coperto con una sfoglia di pasta di farina di grano, ben cotti nell’olio bollente. Da non lasciarsi sfuggire l’empanada margariteña, cioè panzerotti di mais ripieni di carne, formaggio o pesce.
Via libera poi alla frutta tropicale, che spesso va a nozze con i piatti di pesce o di carne, ma che si usa anche sotto forma di frullati o spremute: papaia, avocado, mango, ananas, banane. Da bere il rum, che qui dicono sia uno dei migliori del mondo, soprattutto nella qualità anejo, invecchiato.
Perché l’Isla Margarita si chiama così? Sembra per via dell’omaggio che Colombo, nella scoprirla, volle fare nei confronti della principessa Margherita d’Austria. Forse però ‘Margarita’ deriva dal greco e indica l’isola delle perle, di cui era molto ricca all’arrivo degli Spagnoli.
Da ricordare anche che i suoi originali abitanti la indicavano come Paraguachoa, cioè abbondanza di pesca. L’Isla Margarita è soprattutto famosa per le spiagge che la circondano, di ogni tipo, con o senza onde, deserte o affollate, con bassi fondali, con acqua tiepida o calda, con o senza vento. Parecchie sono poi le escursioni tra chiese, fortificazioni, monumenti vari o naturalistiche, in un paesaggio strepitoso.










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