Ushuaia: la guida completa e aggiornata
Guida Ushuaia, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Ushuaia, la città più estrema al sud del continente americano, in Argentina, si trova sull’Isla Grande della Terra del Fuoco e ha un’atmosfera decisamente sopra gli schemi in grado di creare una sensazione di lontananza, “fuori dal mondo” che affascina immediatamente. Qui c’è persino il Museo Territorial Fin del Mundo, piccolo ma piuttosto interessante che racconta la natura di questa città che nel dialetto degli indigeni significa “baia che penetra ad ovest”, ultimo lembo della terra meridionale argentina, davanti a un mare che segna l’incontro tra l’oceano Atlantico e quello Pacifico, con alle spalle i monti Martial. Oggi meta ambita di chi è alla ricerca di un viaggio davvero diverso, tra paesaggi di incredibile bellezza, un tempo Ushuia non era molto ben considerata dalle autorità locali che mandavano nel carcere della città i delinquenti più prezzolati ma anche i perseguiti politici. I vecchi edifici adibiti allo scopo esistono tuttora, anche se la prigione è stata chiusa nel 1947: alcuni padiglioni sono stati lasciati così com’erano e possono essere visitati, altri sono usati per la base navale.
A proposito di edifici: la città mixa le vecchie case di legno dei primi abitanti a quelle più moderne in muratura, in una strana architettura di gusti e tendenze differenti che in un certo modo sottolineano quella suggestione "fuori dal mondo" che è il suo fil rouge.
Ushuaia si trova praticamente vicina al Polo sud, al 55° parallelo, con inverni freddi ma non freddissimi, sui 2 gradi centigradi, ed estati (australi, ovviamente) fresche sui 10°C. La visita ideale è in questi mesi, tra dicembre e febbraio. In prossimità del solstizio d’inverno, il sole non scende mai completamente sotto la linea dell’orizzonte, per cui c’è un po' di luminosità pure nel buio della notte, soprattutto attorno a mezzanotte. Uno dei tanti effetti speciali di Ushuaia.
È stata fondata ufficialmente nel 1882, sulle rive del Canale di Beagle. Beagle, già, proprio lui, il brigantino guidato dal capitano Robert FitzRoy, con a bordo un personaggio essenziale per la storia della scienza, il naturalista Charles Darwin che anche da questi luoghi trovò ispirazione per la sua teoria dell’evoluzione. La baia fu esplorata nel 1833: il 23 gennaio si celebra pure una festa che ricorda l’evento. Ma il territorio era già abitato da sparuti gruppi di indiani Selknam più di 8mila anni fa, seguiti poi dalla tribù degli Yàmana. È comunque dal 1800 che il luogo comincia ad essere (relativamente) popolato da qualche argentino ma soprattutto da britannici missionari: il primo bambino di genitori europei nacque nel 1878. Ma qui ad Ushuaia c’è anche un po' d’Italia. Dopo la dismissione del carcere, la città rischiava un totale abbandono. Ci fu una gara d’appalto, vinta dal bolognese Carlo Borsani che la ricostruì con l’aiuto di quasi 700 italiani tra operai, tecnici, ingegneri che arrivarono qui nel 1948. Raggiunti dalle famiglie, contribuirono a far aumentare la popolazione ma molti di loro, terminata la mission urbanistica, ritornarono in Italia. Oggi a Ushuaia ci sono circa 60mila abitanti.
Le ricchezze di Ushuaia, i suoi paesaggi naturali che la circondano, verdeggianti, selvaggi, con un mare in cui, nei periodi giusti, si possono ammirare pinguini, leoni marini, persino balene, rappresentano anche le sue risorse economiche. Il turismo naturalistico ne è la voce principale.
Il palato, nel territorio di Ushuaia, trova ciò di cui soddisfarsi, con i sapori del mare, tra i piatti tipici, imitili, gustosissimi granchi e merluzzi neri. Oppure con i sapori del bosco, tra funghi e selvaggina; mentre dalle distese della Patagonia arriva uno dei cibi più gettonati, l’agnello arrosto, che viene condito con salse ad hoc (ogni cuoco ha il suo ingrediente segreto), in genere aglio, prezzemolo, peperoncino, rosmarino e menta. In alcuni ristoranti, ci sono pure piatti con agnello in umido o sotto forma di spiedini. In genere è accompagnato da formaggi e verdure.
Qui ai confini del mondo amano il cioccolato artigianale, con un aroma dolce e invitante e che dunque va provato assolutamente. Da bere, i vini argentini, tra cui il Viognier della Patagonia o il Malbec di Mendoza, ma è a disposizione una buona gamma di birre artigianali della Patagonia. E come liquore a fine pasto, da provare quello ottenuto con le bacche dolci-amarognole di calafate che è un arbusto molto spinoso tipico del territorio.
Da percorrere, a Ushuaia, un itinerario particolare a bordo del Treno della fine del mondo: un percorso su uno dei sentieri che usavano i carcerati della prigione per rifornirsi di legna nei boschi alle spalle della baia. Un esempio riuscitissimo di "riconversione di destinazione d’uso".
Ushuaia è un insieme di viaggi poetici alla ricerca di una natura "diversa" rispetto alle nostre latitudini dell’emisfero nord: è questa del resto l’esperienza più autentica di chi decide di venire alla fine del mondo.
Tra le mete più ricercate dai turisti, troviamo il Parque Nacional Tierra del Fuego, all’estremo sud ovest dell’Isla Grande, al confine con il Canale di Beagle. Un paradiso naturalistico nato nel 1960, con oltre 63 mila ettari di superficie che si susseguono in ambienti fascinosamente diversi, irte montagne, valli, torrenti, laghi profondi, pampas, insenature e spiaggette, anse, uno scenario magico. Da non perdere l'esplorazione sul canale della baia, il Beagle, sentendosi un po' un novello Darwin, si può infatti navigare nelle acque cristalline che riflettono come in uno specchio le maestose cime innevate della Sierra Sorondo, in un paesaggio che cambia durante il corso della giornata, fino a che tutto scompare e "sbucano fuori" le mille luci di Ushuaia.
Sono i grandi catamarani gli strumenti di escursioni di varia durata per raggiungere anche le Isole Bridges o l’Isola Martillo, con certi incontri ammalianti, i cormorani che scuriscono le rocce chiare o i leoni marini che prendono il sole incuranti dello sbalordimento dei visitatori. Un piccolo assaggio alla fine del mondo.



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