Yerevan: cosa vedere, cosa visitare e cosa fare
Yerevan: cosa vedere? Attrazioni, idee di viaggio e tour: tutte le cose da vedere e fare e i consigli degli utenti, per una vacanza indimenticabile
La capitale dell’Armenia, Yerevan o Erevan, vanta il primato di essere una delle città più vecchie del mondo, visto che un suo insediamento era stato fondato nell'ottavo millennio prima di Cristo. Per questo è l’indiscusso centro amministrativo, culturale e industriale dell’Armenia, di cui è la tredicesima capitale fin dal 1318.
Gran parte degli edifici storici armeni sono stati distrutti durante le invasioni straniere o per colpa del terribile terremoto del 1679, ma molte altre strutture sono rimaste intatte e altre sono state restaurate. La particolarità archeologica più rilevante di Yerevan è la fortezza di Erebuni, nota anche come Arin Berd: qui nacqua la città moderna nel 782 avanti Cristo, una trentina d’anni prima di Roma, per opera del re Argishti I. La chiesa più vecchia di Yerevan (l’Armenia, com’è noto, ha un’intensa tradizione cattolica) è quella di Katoghike Trisavanor, risalente al sesto secolo e ormai quasi del tutto in rovina. La chiesa meglio conservata è invece quella di Zoravor Surp Astvatatsin, in origine medievale ma poi ricostruita alla fine del diciassettesimo secolo, dopo il grande terremoto. Di grande importanza anche la cattedrale di Santa Sarkis, costruita tra il 1835 e il 1842.
Yerevan conta anche una moschea, l’unica oggi attiva in Armenia: la Moschea Blu o Gök Jami, costruita verso la metà del diciottesimo secolo nel centro delle città. Un altro simbolo della città è invece il Ponte Rosso sul fiume Hradzan.
Il museo più importante di Yerevan è forse la Galleria Nazionale dell’Armenia, insieme al Museo Storico d’Armenia. Nella Cascata si trova il Cafesjan, museo d’arte moderna concentrato soprattutto su opere in vetro. Il Museo di Erebuni mostra invece i ritrovamenti archeologici dal sito della fortezza.
Per quanto riguarda gli edifici più moderni, tra i gioielli della città c’è il Teatro dell’Opera, aperto nel 1933, insieme al Mesrop Mashtots Matenadaran, Istituto di conservazione di importantissimi manoscritti – una delle più grandi collezioni del mondo, con opere di storia, filosofia, medicina, letteratura, stora dell’arte e cosmografia – e il monumento Tsitsernakaberd dedicato al genocidio degli armeni, tappa fondamentale per chi vuole approfondire la tragica storia di questo popolo. Un lascito dell’era sovietica è infine il Cinema Mosca. Tra gli edifici modernissimi che sono stati costruiti dopo l’indipendenza dell’Armenia il più spettacolare è indubbiamente la Cascata, iniziata già nel 1971 ma completata solo all’inizio degli anni 2000: si tratta di un complesso con all’esterno molteplici livelli di fontane e sculture e scalinate che mettono in comunicazione l’area centrale di Kentron con la zona dei Monumenti, e che consentono una vista mozzafiato di Yerevan e del monte Ararat.
Proprio il Monte Ararat, che domina la città, si trova a circa 65 chilometri di distanza e per chi visita Yerevan è una meta imperdibile: si tratta infatti di una delle montagne più storicamente importanti di sempre, a un’altezza che arriva fino a 5.137 chilometri al confine con la Turchia e simbolo dell’irredentismo armeno, tanto da essere presente in tutti gli stemmi del Paese. Qui, secondo la tradizione, si arenò l’Arca di Noè.
Yerevan è anche ricca di parchi, come il parco pubblico del distretto di Erebuni, con tanto di lago artificiale, il più vecchio della città. Al centro della città, molto popolari con i residenti sono il Parco degli Amanti sulla strada Baghramyan e il Parco Inglese. Il Teatro dell’Opera di Yerevan a fianco ha un bel parco con tanto di laghetto artificiale, che durante l’inverno è riservato al pattinaggio.
Yerevan è nota anche per essere una delle 10 città più sicure del mondo e ha una vita notturna molto intensa, con locali, caffè, bar, discoteche, jazz club; una delle aree più interessanti è quella con il Pharaon Complex e il Casino Shangri La, e per un divertimento più d’élite la zona intorno al Teatro dell’Opera.
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