10 borghi italiani ideali per una gita fuori porta a inizio autunno
L’autunno è una stagione molto affascinante ed è perfetta per visitare posti che sembrano incantati, tra tradizioni millenarie e panorami spettacolari.
Ogni anno, a settembre, si contrappongono due categorie di persone: quelle che rimpiangono il caldo e l'estate e quelle che attendono con ansia l'arrivo dell'autunno e i primi freddi. Per quanto sia difficile scegliere perché ogni stagione ha la sua bellezza, bisogna ammettere che l’autunno ha il suo fascino e immense ricchezze da offrire, dai colori del foliage ai prodotti della terra che adornano le nostre tavole (zucca, castagne, funghi). Ma chi l’ha detto che finita l’estate tocca rinchiudersi in casa? Con i primi freddi non c'è niente di meglio di gite fuori porta e weekend vacanzieri per riscoprire i bellissimi borghi sparsi per l'Italia. Ve ne proponiamo dieci davvero incredibili!
I dieci borghi d’Italia per un perfetto weekend d’autunno
Munitevi di qualche maglioncino, macchina fotografica e un discreto appetito: sono queste le cose essenziali per ammirare i luoghi che vi suggeriamo di visitare in autunno, per apprezzarne a pieno l’atmosfera.
Il Lazio in autunno: alla scoperta di Bassiano e Vitorchiano

A pochi chilometri da Roma, ci sono due borghi distanti dal caos: Bassiano e Vitorchiano. Il primo si trova in provincia di Latina ed è un piccolo paesino medievale sui Monti Lepini, che ha mantenuto l’aspetto di un villaggio fortificato del XII-XIV secolo, con case-torri nel centro storico circondate da boschi e montagne. Famoso per essere il luogo di nascita di Aldo Manuzio (editore del Cinquecento che ha ‘inventato’ il carattere corsivo e di cui si può visitare la casa natale), Bassiano è racchiusa all’interno delle mura castellane e ha tre porte di accesso: scegliete voi la preferita, dopo aver percorso le scalette fino alla collina. Da nonperderePalazzoCaetani–oggisededelComuneedelMuseodelleScritture – e la Chiesa di San Nicola e di Sant’Erasmo. Una volta arrivati su Piazza della Torre potrete respirare a pieni polmoni e godervi la terrazza panoramica. Vitorchiano, invece, si trova a pochi chilometri da Viterbo ed è un incantevole borgo nel cuore della Tuscia. Peperino e profferli sono i tratti distintivi di questo luogo ai piedi dei Monti Cimini, ma non fatevi ingannare: non si tratta di cibo, ma di elementi tipici dell’architettura medievale. Il peperino è la rocciagrigiachecaratterizzailcentrostoricodiVitorchiano,mentreiprofferli sonodelle scaleesterne lungo le facciate degli edifici che portano ad un balcone dal quale si accede all’abitazione principale. Il borgo di Vitorchiano è stato il set di alcune riprese de ‘L’Armata Brancaleone’ di Mario Monicelli. Date un’occhiata alla statua di Marzio, che con la leggenda della spina conficcata nel piede di un pastore, rievoca il legame che unisce questo borgo alla Capitale. E, per restare in tema di statue, a poca distanza troverete la scultura di Moai, uno dei rari esempi fuori dall’isola di Pasqua. Attraversando Porta Romana, vi perderete tra le viuzze pittoresche, il profumo di legna bruciata e di castagne sul fuoco, con uno sguardo alla Torre dell’Orologio e uno alla Fontana a fuso.
Trevi e Spello, due chicche perugine

Tra le Regioni più suggestive in autunno, l’Umbria è in pole position, con il suo olio pregiato, il famoso vino Sagrantino e i paesaggi collinari. Il borgo di Trevi, tra i più belli d’Italia, si è guadagnato l’appellativo di ‘Città dell’olio’, motivo per cui merita un viaggio in questo periodo così da fare un salto in un frantoio. Il paese conserva testimonianze romane e medievali anche se, nel corso del tempo, la costruzione di palazzi nobiliari ne ha cambiato la fisionomia originaria. Salendo verso il borgo si trova il Santuario della Madonna della Lacrime con le sue cappelle affrescate, una anche del Perugino; arrivati a Piazza Mazzini, cuore del centro storico, si trovano il Palazzo comunale e il Teatro Clitunno, palcoscenico che ospita molti spettacoli durante l'anno. Protagonista indiscusso di Trevi è il sedano nero, una varietà tipica coltivata da queste parti e che potrete assaggiare in tutte le salse. Da Trevi, arrivare a Spello è un attimo. Il borgo umbro è famoso per le sue case color rosa e per i vicoli fioriti; abbellire con i fiori è tradizione di questo posto che ospita non soltanto l’Infiorata ma anche una vera e propria competizione tra gli abitanti, che si sfidano a decorare balconi, vicoli e angoli del borgo. E dopo un salto alla Chiesa di Santa Maria Maggiore e alla Pinacoteca comunale – dove ci sono opere del Pinturicchio – non dimenticatevi di assaggiare i prodotti enogastronomici locali, soprattutto la bruschetta al tartufo e i legumi.
La Toscana in uno scorcio: tappa a San Giovanni d’Asso

Frazione del più blasonato Montalcino, il borgo di San Giovanni d’Asso in Val d’Orcia, con i suoi 900 abitanti, racchiude l’essenza più tradizionale della Regione, oltre a essere terra in cui nasce il re dei tuberi, l’alimento più pregiato: il tartufo bianco. Ogni anno, a novembre, si tiene la Mostra Mercato del Tartufo Bianco delle Crete Senesi, evento prestigioso che porta a San Giovanni d’Asso migliaia di turisti. Per un'esperienza unica, suggeriamo di aggiungere un tour delle cantine tra i vitigni del Brunello, una visita al castello medievale e ai sotterranei trecenteschi e, infine, al Museo e centro didattico del tartufo bianco e delle erbe spontanee.
Nel Parco Nazionale d’Abruzzo c’è il borgo medievale di Opi

Opi è un comune in provincia del L’Aquila incastonato in un’arena naturale tra montagne e boschi e domina la vallata dove scorre il fiume Sangro. Una doppia fila di case-mura difende il borgo situato su una roccia; non a caso sembrerebbe che il nome Opi derivi dal termine latino oppidum, cioè ‘castello fortificato’. Meglio precisare a chi soffre di mal d’auto che la strada per arrivare al paesino è in pendenza e piena di curve e tornanti; per i temerari, tuttavia, lo spettacolo della natura ripagherà la fatica e il coraggio. Da visitare il Museo del Camoscio, per conoscere l’esemplare appenninico che vive nelle zone rocciose del ParcoNazionaled’Abruzzo.Isaporifortifannodacomunedenominatoreallacucinatradizionale abruzzese: i vegani non avranno vita facile tra una m’paniccia (fetta di pane raffermo ammorbidita nel siero caldo) e una m’cisca (carne di pecora essiccata).
Frontino: il borgo da fiaba nelle Marche

In provincia di Pesaro e Urbino, nella regione del Montefeltro, c’è il borgo medievale di Frontino – conta solo 300 abitanti - con le sue stradine in pietra e l’atmosfera di un passato lontano. Immerso nel Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello, regala una palette di colori che incanta, dalla vegetazione alle case storiche. Basti guardare la Torre Civica ricoperta di rampicanti, le cui tonalità variano in base alla stagione. Assaggiando il bustreng (dolce a base di uova e latte), fate un giro al Museo Franco Assetto, artista torinese rimasto folgorato dalla bellezza del borgo marchigiano.
Fascino medievale e sagra dei funghi: in Campania visitate Cusano Mutri

Piccolo borgo in provincia di Benevento, Cusano Mutri è entrato meritatamente negli itinerari storici ed enogastronomici della Regione Campania. Ci troviamo nel Parco Regionale del Matese, immersi in una cornice naturale fatta di vallate, montagne e acque limpide. Addentrandovi nel centro storico, ammirate il fascino medievale di un tempo, perdendovi senza fretta tra le viuzze e le case in pietra e arrivando a piazza Roma, uno degli slarghi più suggestivi insieme a piazza Lago; qui sono visibili alcuni resti dell’antico Castello Medievale. Cusano Mutri è famosa anche per le sue svariate chiese con campanili e per la Sagra dei Funghi chesitieneaottobre:unappuntamentoimperdibileperassaggiarelespecialità locali e conoscere l'artigianato del posto.
Un autunno dal sapore ‘mitteleuropeo’ a Cividale del Friuli

Il borgo del diavolo, così viene definito Cividale del Friuli, comune-gioiello in provincia di Udine. diventato nel 2011 Patrimonio UNESCO. Il borgo friulano – primo ducato longobardo in Italia – è ricco di storia e leggende e ha come simbolo il Ponte del Diavolo, chiamato così perché, secondo la leggenda, i cividalesi chiesero l’aiuto del diavolo per costruirlo. Nel tour friulano preparatevi a un mix di influenze culturali e architettoniche; tutto qui nasce dall’unione di flussi e armonie storiche diverse. Partite dal centro storico e fate tappa all’Ipogeo Celtico, un carcere romano con le sue grotte artificiali scavate nella roccia. Splendido anche il Duomo in stile gotico veneto, da ammirare mentre si percorre la strada per il Museo Cristiano e il Museo Archeologico Nazionale, fino ad arrivare al Tempietto Longobardo. Se avete fame, sedetevi in uno dei bar-degustazione in piazza Paolo Diacono: da assaggiare il prosciutto crudo San Daniele e il frico (tortino di formaggi con patate e cipolle).
Le Langhe incorniciano l’autunno: uno scatto a Neive

Il Piemonte evoca la terra, con i suoi vigneti e i colori dorati, e in autunno non può mancare una una tappa nelle Langhe. Neive è un borgo in provincia di Cuneo conosciuto anche come ‘la terra dei quattro vini’ (Barbaresco, Barbera, Moscato e Dolcetto): immerso nelle colline coltivate a vite nella Langa del Barbaresco, è il vino nobile ‘fratello’ del più noto Barolo di cui condivide il territorio. Il centro storico di Neive conserva l’assetto medievale, a cui si sono aggiunti diversi palazzi nobiliari di epoche diverse; tra i più belli Palazzo Borghese e Palazzo dei Conti di Castelborgo con i suoi giardini all’italiana. Accomodatevi in Piazza Italia, un piccolo salottino del Settecento che ospita il Comune e, con un buon calice di rosso in mano, assaggiate il tartufo d’Alba.
