Trevi: la guida completa e aggiornata
Guida Trevi, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
L’Italia è un Paese dal territorio articolato, rimanendo nella stessa regione è possibile passare da soffici colline a coste frastagliate, ma una delle poche certezze, per chi cerca un vacanza all’insegna della natura, è l’Umbria, il “cuore verde” di questa meravigliosa penisola.
Trevi, sita su un contrafforte dell’Appennino, estrema propaggine del monte Serano, raccoglie in sé un paesaggio incomparabile, letteralmente circondato dal verde. Il comune in provincia di Perugia, alterna una parte pianeggiante, ad una fascia collinare completamente coperta di olivi, ed è infine cinta da una zona più alta, coperta da ampi boschi. L’Umbria ha un tipo di clima di transizione tra quello mediterraneo e quello continentale, le zone centrali, come Trevi, sono caratterizzate da un tipo di clima sublitoraneo interno, con una temperatura media annua di poco superiore a 13 °C. Il mese più freddo è gennaio (4 °C) periodo in cui le precipitazioni possono assumere un carattere nevoso, mentre il mese più caldo è luglio, con medie leggermente al di sotto dei 23 °C.
Il territorio di Trevi ha visto la presenza dell’uomo fin dalle primissime ere, alcuni ritrovamenti del Paleolitico, confermano l’esistenza sul territorio di civiltà preistoriche. Altri reperti archeologici, risalgono all’Epoca romana, la zona collinare ha conservato parte di antiche mura fortificate risalenti al I sec. avanti Cristo, ed i ritrovamenti nell’area di Santa Maria di Pietrarossa, rimandano ad un’antica “civitas”, del 284 avanti Cristo, dalla vita economica e culturale probabilmente molto vivace, vista la fortunata posizione nei pressi della via Flaminia e delle rive del fiume Clitunno.
Il primo riferimento alla città fu di Plinio il Vecchio, che denominava i suoi abitanti come trebiates, il toponimo originale della città è infatti Trebbia o Lucana Trebiensis, che secondo alcuni deriverebbe dalla sua posizione in prossimità di un incrocio di strade (trivium), secondo altri dal culto della dea della caccia, Diana Trivia, ed infine (ipotesi più accreditata), dall’umbro trebeit (habitat o agglomerato urbano).
Trevi fu gastaldato longobardo, sotto il Ducato di Spoleto, e successivamente nel XIII secolo divenne libero comune. Nel basso Medioevo e nel Rinascimento ebbe un forte incremento culturale e commerciale (veniva chiamata “il porto secco”). Nel 1469 vi fu eretto uno dei primissimi Monti di Pietà, e nel 1470 vi si impiantò una tipografia, la quarta in Italia. Complice il clima e il territorio dalle fertili colline, l’economia di Trevi ha sempre avuto una forte vocazione agricola, con il focus sull’olivicoltura, segue la produzione di cereali, foraggio, uva da vino e ortaggi (sedano nero) nonché la raccolta e la commercializzazione del pregiato tartufo nero.
L’attività industriale si concentra sul settore alimentare, del mobile, delle confezioni e della lavorazione dei metalli. Ciò che caratterizza maggiormente questo borgo umbro è la coltura degli ulivi e la presenza di diversi frantoi, aperti al pubblico e disseminati sul tutto il territorio. La stessa identità culturale del territorio ruota attorno a queste antiche tradizioni, che vengono promosse e tramandate attraverso alcune feste e sagre, come il Festivol, organizzato a novembre, evento che coincide con il periodo della frangitura e dell’“olio nuovo”, e che include diversi altre iniziative: esposizioni e vendite dei prodotti del territorio, mercatini dell’antiquariato, itinerari culturali e caccia al tartufo. A gennaio si dà spazio alla spiritualità con la Processione notturna dell’Illuminata in onore del patrono Sant’Emiliano.
Agosto diventa un’altra occasione per riscoprire il territorio con Trevi in Piazza, kermesse che comprende tanta musica, folclore e stand gastronomici. Tra gli appuntamenti d’autunno (principalmente ad ottobre): il Palio dei Terzieri, una corsa a tempo con antichi carri per rievocare la rinascita della città dopo la distruzione del 1214, causata dal Duca Theopoldo. Ed ancora GustaTrevi, degustazione dei prodotti tipici locali con le eccellenze del territorio; e Mercanti in fiera, un vero e proprio tuffo nel passato tra mercatini medievali. La tradizione gastronomica umbra ha radici molto antiche, legate a prodotti semplici e genuini, donati dalla terra.
Trevi è considerata la città dell’olio extravergine di oliva DOP Umbria, con un’intensità percepibile di fruttato amaro piccante. Tra i prodotti locali, spicca il sedano nero (presidio slow food) utilizzato per preparare diversi piatti tra cui i sedani in pinzimonio o a “cazzimperio”. E poi il re assoluto, il tartufo nero, pregiatissimo tubero che si trova da novembre a marzo. Tra gli squisiti prodotti locali c’è anche il vino Trebbiano (dalla persistenza, fruttata e floreale, che si accompagna bene a pietanze a base di pesce e frutti di mare) e il Vin Santo, un passito dall’aroma inconfondibile.
Trevi oltre ad essere la “Città dell’Olio”, è anche Città Slow, Città Bio, Bandiera Arancione del Touring Club, ed uno dei Borghi più Belli d’Italia, inoltre ha ottenuto la certificazione ambientale “Emas” (per la corretta gestione ambientale dei servizi erogati ai cittadini). Pertanto una visita in questa città che il sommo poeta Leopardi così descriveva “…pur siede in vista limpida e serena e quasi incanto il viator l’estima brillan templi e palagi al chiaro giorno e sfavillan finestre intorno intorno…”, non potrà che confermare tutte queste eccellenze conquistate nel tempo.
Ancora oggi l’antico borgo immerso tra gli ulivi, ha molto da offrire, dalle testimonianze storiche, come le maestose mura che cingono il centro abitato, e le medievali porte del Bruscito, e del Cieco, alle numerose possibilità di attività all’aria aperta, come il biking, il trekking, il bird watching, l’equitazione o semplicemente la possibilità di fare un pic-nic, fra le sue morbide colline. Non si può lasciare Trevi senza visitare uno dei suoi antichi frantoi, per assistere a tutti i processi di lavorazione, dall’entrata delle olive all’imbottigliamento.











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