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8 borghi vista fiume della Lombardia da scoprire anche in inverno  

Meraviglie d'altri tempi, dove il caos di Milano lascia spazio alla vera essenza della regione più popolosa d'Italia

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I fiumi sono la trama di un territorio, un marcatempo delle stagioni, sono lo specchio della civiltà dalla notte dei tempi. In un angolo di Lombardia tutto sembra ancora seguire lo scorrere dell’Oglio, un affluente del Po, secondario solo nei libri di geografia. Questo fiume è identitario nella consuetudine dei borghi che si affacciano al suo andare placido e abbondante, tipico dei corsi d’acqua di bassa pianura.

Un elemento del paesaggio che ha determinato la storia e la cultura di questi piccoli centri e ancora oggi sembra scandirne i ritmi rilassati, quelli di una civiltà rurale legata ad un territorio di antiche tradizioni, dove durante il dì di festa si brinda ancora al raccolto e dalle cucine escono i suoi profumi.

280 km di scorrere lento, il fiume Oglio non contempla la fretta. Alcuni di questi comuni fanno parte del Parco dell’Oglio Nord, istituito nel 1988 e condiviso dalle province di Brescia e Bergamo. Territori come un intreccio di storia e natura, secoli di adattamento da parte dell’uomo all’ambiente. I borghi che sorgono lungo il fiume ma anche quelli a poca distanza, sono atolli terresti da scoprire lentamente.  

Orzivecchi

 
 
 
 
 
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Il tour nella provincia di Brescia inizia dal borgo di Orzivecchi. In questo piccolo gioiello spuntano la Chiesa La Disciplina, che risale al XIII secolo, legata alla storia dell’ordine della Confraternita dei Disciplini, e la Pieve del Bigolio, punto di riferimento per gli abitanti del borgo, particolarmente devoti alla Madonna della Pieve tanto da attribuirne miracoli e guarigioni.

Pompiano

Dopo questo luogo intriso di fede, la bussola punta verso Pompiano, antico centro di origine romana. Lo stesso nome rivela vetuste origini, il toponimo deriva infatti da gens Pompeia. Qui si trovano la Cascina Molinetto, la Pescheria e la casa di Paddi, edifici storici da non perdere.

Rudiano

Si riparte in direzione Rudiano, comune agricolo per vocazione e industriale per intraprendenza grazie alla potenzialità del suo territorio attraversato da numerosi canali. Questa caratteristica è degna di nota perché descrive come un’opera dell’uomo può valorizzare un dono di natura senza depauperarla. Il sistema irriguo è una ragnatela complessa che permette di irrorare abbondantemente il terreno aumentandone la produttività, il tutto valorizzato in un’ottica sostenibile. Oltre a questa virtuosa simbiosi tra uomo e natura, nel centro di Rudiano non mancano la cultura e i luoghi da visitare come: la Chiesa della Natività di Maria Vergine, la Chiesa di San Martino Vescovo di Tours, nota per essere un sito Cluniacense, e il Santuario della Madonna in Pratis.

Urago d'Oglio

8 borghi vista fiume della Lombardia da scoprire anche in inverno

Infine tappa al piccolo centro di Urago d’Oglio che sorge proprio sulle sponde del fiume. Di antichissima fondazione neolitica, questo centro non è solo ricco di storia ma è anche generoso di natura, tutta da scoprire lungo i percorsi immersi nel verde che lo circondano. Dalla biodiversità alle pietre della storia: il castello del 1400 è il simbolo del borgo mentre la chiesa di San Lorenzo Martire è uno scrigno del credo e dell’arte pittorica: al suo interno è ammantata da meravigliosi affreschi.

Pumenengo

8 borghi vista fiume della Lombardia da scoprire anche in inverno

Lungo il tratto del fiume Oglio che attraversa la provincia bergamasca si trova il bellissimo borgo di Pumenengo, appena oltre il confine bresciano. Qui spicca il suo castello che si distingue per l’inconsueta forma trapezoidale. Tra le maestose mura si narra ancora la storia di Beatrice, Regina della Scala che nelle sue stanze segnò il destino e le fortune del borgo. Ammirate la biblioteca dai soffitti con volte a ombrello e la grande sala rettangolare del seminterrato dove si raccontano ancora le storie di Pumenengo e le sue leggende.

Torre Pallavicina

Dai castelli alle ville, il corso dell’Oglio bergamasco non delude e incanta con il centro di Torre Pallavicina. La Villa del Portico è simbolo ed orgoglio del borgo, un edificio rustico con palazzotto cinquecentesco in stile neoclassico che descrive alla perfezione il suo passato contadino, le proprietà terriere erano l’oro bruno dei signori. Da non perdere anche Palazzo Barbò del XVI secolo, con sale affrescate da Giulio e Bernardino Campi, e il suo bellissimo parco dove si trova la Torre di Tristano del XV secolo, opera di Tristano Sforza, edificata per la sorveglianza delle vie di comunicazione e del naviglio.

Calcio

Si riparte in direzione Calcio, un borghetto situato sulla destra dell'Oglio. Una piccola realtà che racchiude tutto il fascino del passato con il suo castello medievale, l’antico maniero edificato intorno all'anno Mille dalla casata Silvestri. Calcio è inoltre noto per la magnifica e maestosa chiesa di San Vittore. Quest’opera rivela una storia ambiziosa: venne fondata con l'intento di comparare il Duomo di Milano e la sua grande struttura sembra rivaleggiare alla pari, un ossimoro architettonico per un piccolo borgo di provincia. Infine appuntate anche la Roggia Calciana e la Roggia Donna, voluta da Donna Regina della Scala.

Isola Dovarese

8 borghi vista fiume della Lombardia da scoprire anche in inverno

Nella provincia di Cremona, non perdete Isola Dovarese, un inno al turismo "lento" in un centro gioiello dall’aspetto e dai modi signorili. Concedetevi una passeggiata con tappa in qualche localino della bella piazza porticata Matteotti per ritrovare il piacere della pausa. Scoprirete a chiacchiere e caffè, (non dimenticate di chiedere un biscotto "isolino", prodotti dai fornai del paese), le tante tradizioni del centro, come il Palio delle Contrade.

Si tratta di una rievocazione in costume del periodo quattrocentesco, quando Isola Dovarese apparteneva allo Stato Gonzaghesco. Continuate a passeggiare sul lungofiume sino a Ponte dei Tre Martiri della Resistenza, il Ponte Vecchio per gli isolani, un’opera che racchiude la storia del borgo ma anche il rapporto simbiotico con l’acqua e lo scorrere di questo affluente, meta e identità di un trittico di territori meravigliosi.

 
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