Dal 2022 è tornata accessibile a tutti, ma per 40 anni fu l'isola privata (davanti alla costa) del più celebre imprenditore italiano
A poche centinaia di metri dalla costa, quest’isola calcarea è tornata al patrimonio pubblico dopo decenni di proprietà privata e una lunga battaglia giudiziaria.
Davanti alla lunga spiaggia di Fiuzzi, nel cuore dell’alto Tirreno cosentino, l’Isola di Dino sembra una scogliera qualunque. In realtà è un piccolo mondo a sé: 33 ettari di pareti calcaree, grotte marine spettacolari e macchia mediterranea, legati a doppio filo con la storia industriale italiana del Novecento. Dopo decenni di contenziosi, abbandono e accessi limitati, nel 2022 l’isola è tornata nel patrimonio pubblico del Comune di Praia a Mare e, dal 13 luglio 2024, i sentieri sono nuovamente aperti alle escursioni guidate. È un cambio di passo importante, che restituisce ai viaggiatori unluogo a lungo “guardato da lontano” solo dal mare, tra tour in barca e kayak. Oggi l’Isola di Dino invita a un turismo più consapevole, sospeso tra memoria di un progetto turistico mai pienamente realizzato, tutela ambientale e voglia di scoprirne i versanti meno conosciuti.
Isola di Dino, porta selvaggia dell’alto Tirreno cosentino

Chi arriva a Praia a Mare, nella punta settentrionale della Calabria tirrenica, nota subito una sagoma rocciosa davanti alla spiaggia di Fiuzzi: è l’Isola di Dino, la più grande tra le isole calabresi. A poche centinaia di metri dalla costa, questo blocco di roccia calcarea concentra falesie che superano gli 80 metri, un altopiano sommitale che sfiora i 101 metri di quota e una vegetazione mediterranea che riconquista lentamente ogni spazio. Per chi ama viaggi lenti e di scoperta, l’isola è una meta dal doppio volto: da un lato il fascino ruvido di grotte, pareti e sentieri panoramici; dall’altro, i resti di un’ambiziosa stagione turistica legata al nome diGianni Agnelli, con pontile, cottage e piccole strutture oggi in parte in disuso. Dopo una lunga vertenza sugli usi civici, l’Isola di Dino è tornata al Comune di Praia a Mare nel 2022, aprendo la strada a una nuova fase di gestione pubblica e di turismo regolamentato.
Grotte marine, falesie e panorami: cosa vedere all’Isola di Dino

Il primo incontro con l’Isola di Dino, per la maggior parte dei viaggiatori, avviene dal mare. I tour in barca che partono da Praia a Mare, San Nicola Arcella e Scalea costeggiano l’intero perimetro, permettendo di ammirare le pareti calcaree scolpite dalle onde e una sequenza di grotte spettacolari. Tra le più note ci sono la Grotta Azzurra, con l’acqua che riflette colori blu e verdi sulle pareti, la Grotta del Leone, riconoscibile per una formazione rocciosa a forma di animale accovacciato, e la Grotta delle Cascate. La vera novità del 2024 è il ritorno delle escursioni a piedi sulla superficie dell’isola, dopo tredici anni di chiusura. Dal pontile storico sirisale lungo vecchie strade interne verso il pianoro, immersi nella macchia mediterranea tra lecci, arbusti e profumi di salsedine. I punti panoramici regalano viste sul Golfo di Policastro, sulle spiagge di Praia a Mare e sul profilo montuoso che chiude l’orizzonte, in un colpo d’occhio che racconta bene la forza paesaggistica dell’alto Tirreno cosentino.
Dal sogno turistico di Agnelli al ritorno pubblico dell’isola

La storia recente dell’Isola di Dino è legata a una pagina importante dell’economia italiana. Nel 1962 il Comune di Praia a Mare vendette l’isola per 50 milioni di lire a una società riconducibile a Gianni Agnelli e ad altri imprenditori. L’idea era chiara: trasformare questo scoglio calcareo in una destinazione turistica d’élite, con alberghi, residenze e servizi capaci di attirare visitatori italiani e stranieri lungo una costa allora solo agli inizi del boom balneare. Il progetto portò alla costruzione di un pontile di attracco, una strada interna, cottage e piccoli edifici nei pressi della Grotta del Leone, ma l’espansione ipotizzata rimase in gran parte sulla carta. Negli annisuccessivi la proprietà passò di mano più volte, tra operazioni societarie, abbandono di alcune strutture e un contenzioso sempre più complesso sugli usi civici. La svolta è arrivata nel marzo 2022, quando il Commissariato per la liquidazione degli usi civici della Calabria ha riconosciuto nuovamente il diritto del Comune, riportando l’isola nel patrimonio pubblico dopo circa sessant’anni.
Come visitare l’Isola di Dino oggi: escursioni, accessi e consigli pratici

Dal 13 luglio 2024 l’Isola di Dino è tornata visitabile a piedi con escursioni ufficiali, organizzate dal WWF Terre di Parchi Lucani e dal WWF Calabria Citra con il patrocinio dell’Ente per i Parchi marini regionali. Le visite avvengono solo su prenotazione, in gruppi accompagnati da guide, per tutelare habitat costieri delicati e monitorare l’impatto dei flussi turistici. È una formula ideale per chi cerca un’esperienza naturalistica e non semplicemente una tappa balneare. Per programmare il viaggio conviene partire da Praia a Mare, facilmente raggiungibile in treno lungo la linea tirrenica o in auto dall’autostrada A2 del Mediterraneo. In loco è possibile combinare l’escursione sull’isola con tour in barca allegrotte, giornate di mare sulla spiaggia di Fiuzzi e visite ai borghi vicini dell’alto Tirreno cosentino. Meglio indossare scarpe da trekking leggere, portare acqua e rispettare le indicazioni delle guide: l’Isola di Dino sta vivendo una nuova stagione, ma resta un ambiente fragile, dove ogni passo conta.
