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Tutti a caccia di castagne, ecco dove trovare i ‘bottini’ più gustosi  

L’autunno è sinonimo di caldarroste e di passeggiate nei boschi: la mappa ‘castagnola’ da non perdere

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Ottobre e novembre sanno regalare meraviglie nella stagione più romantica e malinconica dell’anno, e non è tutto solo foliage. Un rilassante giro in montagna che finisce davanti al camino acceso a mangiare castagne calde e bere un calice di vino novello: esiste un’immagine migliore per apprezzare l’autunno?

Le castagne sono il prodotto più amato della stagione e il nostro Paese – dalle Alpi all’Appennino Centro-Meridionale – offre decine di luoghi meravigliosi per raccoglierle. Siete pronti?

Come e quando raccogliere le castagne nei boschi italiani

Il periodo migliore per la raccolta delle castagne parte da metà ottobre e da questo momento, passeggiando nei boschi italiani, le potrete trovare a partire da un’altezza di 700 metri.

Ci sono due raccomandazioni da tenere a mente: verificare che il bosco o il castagneto non sia di proprietà privata o in zone non adibite alla passeggiata libera, e informarsi sulle regole dei comuni relative ai limiti della raccolta. Detto ciò, vestitevi comodi con guanti adatti a sgusciare le castagne e fornitevi di una cesta (anziché una busta di plastica). La natura fa da sé e i frutti maturi saranno già per terra pronti alla raccolta. 

Da Nord a Sud, ecco dove raccogliere le castagne in Italia: Lombardia, Piemonte, Trentino, Friuli 

 
 
 
 
 
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Se partiamo dalla Lombardia la provincia sotto la lente di ingrandimento per la raccolta delle castagne è quella di Varese con il Parco regionale Campo dei Fiori ricco di sentieri pieni di castagneti come il Bosco di Brinzio. Tra Lecco e Monza, nel cuore dell’Alta Brianza, c’è il Parco regionale di Montevecchia e della Valle del Curone, una delle mete preferite dai milanesi vista la vicinanza dalla città: oltre duemila ettari – che coprono undici comuni - con altrettanti sentieri da percorrere in mezzo a boschi di castagni.

Spostandovi nel Malcantone non si può perdere il sentiero del Castagno, ricordatevi che qui dopo l’11 novembre la raccolta è libera e aperta a tutti. Se alla caccia di castagne volete abbinare anche una bella passeggiata panoramica allora il posto ideale è quello dei boschi di San Fedele d’Intelvi e Casasco Intelvi tra il Lago di Como e la Svizzera: qui la vista saprà ricompensarvi in ogni caso. Spostandoci in Piemonte non c’è dubbio che le migliori castagne si trovano nella zona di Cuneo che vanta il marchio IGP e anche una famosissima Sagra del Marrone proprio nel mese di novembre. E poi ancora la provincia di Asti e la Val di Susa che conta ben cinque tipologie di marroni dal colore latteo e con polpa croccante, è tra i prodotti tipici del torinese.

Qui c’è addirittura un comune il cui simbolo è proprio la castagna: si tratta del borgo di Nomaglio che conta forse più castagneti che residenti. Risalendo verso il Trentino Alto Adige puntate verso la Val di Cembra dove, a trenta minuti da Trento, c’è la località di Albiano già famosa per la qualità delle sue castagne. Il ‘suo’ marrone è l’ingrediente principale di molte ricette tradizionali del posto e ogni anno si tiene la Sagra della Castagnada Biana con degustazioni e passeggiate guidate tra i castagneti.

Nella Valle Isarco avventuratevi nel ‘Keschtnweg’, il sentiero delle castagne che da Bressanone arriva a nord di Bolzano in un tour a tappe immerso nella natura. Ma lo sapevate che in Trentino esiste addirittura ‘il paese dei castagni’? Si chiama Velturno ed è circondato da oltre tremila castagneti. E chi punta verso il Friuli Venezia Giulia sappia che gli itinerari più belli si trovano a Castelmonte (provincia di Udine) ma anche nei dintorni di Budoia e Caneva dove ci sono alberi selvatici centenari.

Dalla Toscana al Veneto, i boschi più belli dove raccogliere castagne

 
 
 
 
 
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Se capitate in Toscana nel periodo autunnale non potete esimervi dal fare una gita nel Mugello, il luogo per antonomasia dove andare a caccia di castagne (i marroni del Mugello IGP) e godersi in pieno i colori di questa stagione. Svariati gli itinerari da percorrere, molto suggestivo quello della Strada del Marrone del Mugello di Marradi per ritrovarsi in un’atmosfera senza tempo. Imperdibile da queste parti anche il Monte Amiata tra Grosseto e Siena, un’eccellenza dal punto di vista naturalistico e anche gastronomico viste le tre gustose tipologie di castagne: il marrone, la bastarda rossa e il cecio.

Spostandosi nel Veneto e precisamente nella provincia di Treviso – dove la castanicoltura è da secoli una risorsa fondamentale – potrete raccogliere i famosi marroni del Monfenera, conosciuti per la loro bontà. Sulla sponda veronese del Lago di Garda ci sono invece i marroni di San Zeno, coltivati tra i 250 e i 900 metri sul livello del mare. Puntando al centro, in terra emiliano romagnola, esiste un apposito Sentiero della Castagna sull’Appennino modenese che si snoda tra cinque località: dodici chilometri tra castagni secolari e fresche sorgenti per una passeggiata super rilassante di circa due ore.

L’Emilia Romagna conta tredici diverse varietà di castagno – il Marrone IGP di Castel Del Rio è tra i più pregiati in Italia – e lo sapevate che tra Modena e Bologna passa addirittura uno dei tratti della Via Europea del Castagno che parte dalla Turchia e arriva in Portogallo?

Dall’Abruzzo al Lazio, ecco dove andare ‘a caccia’ di castagne nel Centro Italia

 
 
 
 
 
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L’Abruzzo è ricco di castagne e marroni, qui le zone da mappare sono i Monti della Laga (con gli alberi più pregiati) e il Parco Nazionale del Gran Sasso che si allunga fino alle Marche con svariati itinerari tra alberi secolari.

Prenotate l’escursione che parte da Morrice e attraversa uno dei castagneti più antichi e meglio conservati dell’Appennino. In territorio marchigiano dirigetevi nel comune di Rotella (Ascoli Piceno) dove tradizionalmente le castagne si raccolgono sul Monte dell’Ascensione e in località Piagge. Nel Lazio sono i Monti Lepini e i Monti Cimini i posti privilegiati come anche la zona di Manziana a nord di Roma.

Anche il Sud Italia è ricco di castagne: ecco dove trovarle

Chi l’avrebbe mai detto che la Campania regala anche le castagne tra le sue eccellenze gastronomiche. Molto nota è quella di Roccamonfina IGP, in provincia di Caserta, che vanta addirittura il primato con oltre mille chili di caldarroste cotte contemporaneamente. E poi c’è il Parco Regionale dei Monti Picentini (in provincia di Avellino) con la preziosa castagna di Montella IGP mentre più vicino a Napoli c’è il Monte Faito.

E lo sapevate che il Molise vanta l’albero di castagne più antico d’Italia? Si trova in provincia di Campobasso dove conviene fare tappa anche al borgo di San Massimo ricco di alberi rigogliosi. Puntando ancora più a sud ecco il Parco Nazionale del Pollino – tra Calabria e Basilicata – che nei mesi di ottobre e novembre si riempie di castagne e di colori meravigliosi.

Qui la ‘regina dell’autunno’ ha molte varietà: le carmelitane, le cerisane, il Marrone di San Donato, la natalina e la spatacciola. Ce n’è per tutti i gusti! Infine, spostandoci sulle isole, sappiate che anche Sicilia e Sardegna non sono da meno nel tour alla ricerca di castagne italiane. In terra sicula le migliori si trovano vicino Palermo – con il bosco del Cappelliere e Rocca Busambra – mentre nel catanese, alle pendici dell’Etna, si trova il castagno più grande d’Italia oltre che il più antico d’Europa chiamato dei Cento Cavalli. La quasi totalità dei castagneti sardi si trova nella Barbagia-Mandrolisai mentre salendo sul Gennargentu i frutti autunnali possono ancora essere raccolti come da tradizione, ovvero con i muli da trasporto. 

 
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