I suoi 500 abitanti custodiscono un tesoro che ha fatto innamorare anche Hollywood: vivere qui è un sogno per pochi
Tra vicoli antichi, una storia fuori dal comune e un luogo rimasto quasi immutato nel tempo, questo piccolo borgo continua ad affascinare visitatori e registi provenienti da tutto il mondo.
Balestrino è uno di quei luoghi che ti restano addosso, anche dopo una visita veloce. Arrivando dall’entroterra savonese, il primo colpo d’occhio è quello di un paese doppio: da una parte il borgo moderno, con le sue case abitate e il ritmo quotidiano; dall’altra, pochi metri più in là, un centro storico abbandonato che sembra essersi fermato a metà Novecento. È qui che il tempo ha scelto di rallentare, lasciando intatte facciate in pietra, vicoli silenziosi e scorci che hanno conquistato anche le produzioni di Hollywood. Camminare intorno al vecchio nucleo è un po’ come sfogliare un archivio a cielo aperto dellastorialigure, tra uliveti, castelli e chiese che raccontano il rapporto complesso tra uomo e territorio. Un borgo fantasma, certo, ma tutt’altro che privo di vita, grazie al flusso costante di viaggiatori curiosi e appassionati di luoghi autentici.
Un borgo ligure tra storia, abbandono e silenzio

Balestrino sorge nella valle del torrente Varatella, nell’entroterra di Savona, a pochi chilometri dalla costa ligure. Le sue origini risalgono al Medioevo, ma l’area era frequentata già in epoca romana, come molte zone dell’entroterra che fungevano da collegamento tra il mare e le vie verso l’interno. Per secoli il paese si è sviluppato sul pendio della collina con un impianto tipicamente medievale: stretti carruggi, case in pietra addossate l’una all’altra, piccole piazze doveruotavala vita della comunità. Tutto cambia negli anni Sessanta del Novecento, quando i problemi di stabilità del terreno portano al progressivo trasferimento degli abitanti in una zona più sicura, poco distante. Il vecchio borgo viene così quasi completamente abbandonato, restando come cristallizzato nel momento in cui la popolazione lo ha lasciato, con le sue pietre cariche di memoria e il silenzio che oggi avvolge ogni prospettiva.
Il centro storico abbandonato che ha conquistato Hollywood

Oggi il vecchio nucleo di Balestrino è uno degli esempi meglio conservati di borgo medievale abbandonato in Italia. Gli edifici non sono più abitati, ma mura, archi, finestre e scalinate restituiscono ancora l’immagine di un paese vissuto fino a pochi decenni fa. L’assenza di elementi moderni rende l’insieme sorprendentemente autentico, tanto che basta uno sguardo per capire perché questo scenario abbia affascinato fotografi e registi. Il borgo è diventato set naturale per diverse produzioni, tra cui il film Inkheart – La leggenda di Cuore d’Inchiostro, uscito nel 2008 con Brendan Fraser, Paul Bettany e Helen Mirren. Le sue vie sospese nel tempo sono comparse in documentari,servizisui borghi fantasma italiani e progetti fotografici dedicati allo spopolamento e alle trasformazioni del territorio. Camminare lungo i percorsi autorizzati, rispettando le aree interdette per sicurezza, significa entrare in un paesaggio che racconta tanto il cinema quanto la storia sociale dell’entroterra ligure.
Cosa vedere tra il paese moderno, il castello e i sentieri

La parte moderna di Balestrino, dove oggi vivono circa 500 abitanti, è il punto di partenza naturale per esplorare il territorio. Qui spicca il Castello dei Del Carretto, affacciato sulla valle in posizione dominante, testimonianza importante della storia feudale locale e del ruolo strategico del borgo nei secoli passati. Accanto al castello si trova la chiesa parrocchiale di Sant’Andrea Apostolo, mentre tutto intorno si snodano sentieri e strade secondarie che offrono scorci privilegiati sul centro storico abbandonato. Alcuni percorsi sono accessibili con visite guidate o seguendo le indicazioni predisposte dal Comune, visto che non tutte le aree del vecchio borgo sono praticabili. Il paesaggioèquello tipico dell’entroterra ligure: uliveti, macchia mediterranea, boschi e crinali che accompagnano lo sguardo fino alla costa. Chi arriva da Albenga o Finale Ligure può inserire Balestrino in un itinerario più ampio tra borghi, vallate e piccole chiese di campagna.
Perché Balestrino è un borgo da mettere in itinerario

Il fascino di Balestrino non sta solo nella suggestione del borgo fantasma, ma nel racconto che offre su un preciso momento della storia italiana, quando intere comunità furono costrette a spostarsi per motivi di sicurezza. Questo rende il paese interessante non solo per i viaggiatori, ma anche per storici, architetti e chi si occupa di conservazione e paesaggio. Il flusso dei visitatori si concentra soprattutto tra primavera ed estate, quando il clima dell’entroterra savonese invita alle passeggiate tra uliveti e crinali panoramici. Molti scelgono di abbinare Balestrino ad altri borghi della provincia di Savona, costruendo itinerari che intrecciano storia, natura etradizionilocali. Il Comune e le amministrazioni hanno puntato su un equilibrio delicato tra valorizzazione e tutela, limitando l’accesso alle zone più fragili del centro storico. È proprio questa attenzione, unita alla forza del suo paesaggio sospeso nel tempo, a rendere Balestrino un luogo piccolo ma capace di lasciare un segno duraturo in chi lo visita.
