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Il "castello delle donne" è l'unica città della Sicilia dove il passato non è stato scritto dagli uomini  

Un mistero che unisce storia e leggenda e che rende questo luogo così speciale

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In Sicilia c'è una città che deve il suo nome alle donne. Una storia molto particolare, dalle radici profonde e con diverse interpretazioni che si uniscono tra loro, dando vita così al luogo che conosciamo oggi. Tra curiosità e mistero, questa città nel corso dei secoli ha svolto un ruolo chiave per l'isola tra le varie epoche sin dal IV millennio a.C., osservando da protagonista lo scorrere del tempo dall'alto del suo 'castello delle donne'.

Alla scoperta di Caltanissetta

Il nostro viaggio oggi ci porta a Caltanissetta, cittadina da quasi 60 mila abitanti in Sicilia, quarto comune più esteso dell'isola dopo Noto, Monreale e Ragusa. Posta in rilievo a dominare la valle del Salso, questa città deve il suo nome alla lingua araba. La forma in cui era stato indicato questo luogo era infatti "Qal'at an-nisa" che, letteralmente, si traduce in "rocca delle donne" o "castello delle donne". Il riferimento è al nome con cui il geografo Muhammad al-Idrisi individua la città di Caltanissetta nel 1154, traduzione poi confermata anche dal ritrovamento di un testo in latino di GoffredoMalaterra, scritto nell'XI secolo. Non è strano, infatti, trovare denominazioni di città in Sicilia legate soprattutto alla parola "Qal'at" -pronunciato "Calat" - che significa castello o fortezza: i nomi di Caltagirone e Calatafimi, ad esempio, vantano le stesse radici come anche Calatabiano.

Il castello delle donne

Ma perché il nome di Caltanissetta nasconde il significato di "castello delle donne" e da dove nasce questo riferimento? La risposta a queste domande va ricercata tra le pagine di storia che hanno visto questa città al centro della scena nel corso del tempo, sin dall'epoca araba. Una delle ipotesi, riconosciuta soprattutto come leggenda, fa riferimento al castello di Pietrarossa, uno degli edifici più antichi della città utilizzato, secondo alcune fonti, come harem da parte dell'Emiro di Palermo. A questo racconto si affianca anche la nascita del cannolo siciliano, il dolce tipico dell'isola che, si pensa, sia nato proprio in questo luogo. In realtà, l'ipotesi più accreditata viene riportata dalla storica Rosanna Zaffuto Rovello: la presenza di campida coltivare posti a notevole distanza dalla città portò gli uomini a dimorare lontano dal centro, regalando così nell'immaginario la fotografia di un luogo abitato solo da donne. Ed è proprio questo il vero motivo per cui, oggi, Caltanissetta viene indicata come la città che ha ospitato il castello delle donne, indicato con il castello di Pietrarossa.

L'origine di Caltanissetta

La città di Caltanissetta ha una storia antichissima. I primi reperti risalgono al IV millennio a.C., legati all'età del bronzo e all'antico popolo siciliano dei Sicani, e sono presenti anche tracce di epoca romana, riscontrate nelle tombe e nell'Abbazia di Santo Spirito. I primi documenti risalgono invece al 1087, quando il Conte Ruggero il Normanno riuscì ad entrare in possesso del castello di Pietrarossa. Successivamente, Caltanissetta diventò contea per la famiglia Lancia da parte degli Aragonesi e nel 1407 passò sotto il dominio della famiglia Moncada di Paternò, un regno durato fino al 1812: si tratta di un'epoca fondamentale per la storia di Caltanissetta che vide sorgere in città numerose opere pubbliche.Capoluogo di provincia nel 1816 sotto i Borbone, la città incontrò un periodo florido dell'industria mineraria diventando capitale mondiale dello zolfo, settore che le regalò un vero e proprio boom dal punto di vista economico portandola così al ruolo attuale di città di riferimento per tutta la Sicilia.

Cosa vedere a Caltanissetta

La città di Caltanissetta è piena di bellezze tutte da scoprire. Dal Duomo di Santa Maria la Nova, cattedrale aperta nel 1622 che ospita gli affreschi di Guglielmo Borremans e la statua del patrono san Michele. All'Abbazia di Santo Spirito, consacrata nel 1153, realizzata su un antico edificio arabo: un luogo che unisce storia e cultura, tra i bellissimi elementi artistici custoditi al suo interno. Tra le architetture religiose reclamano spazio anche la Chiesa di Sant'Agata e il collegio dei Gesuiti così come la Chiesa di Santa Maria degli Angeli, realizzata tra il XIII e il XIV secolo e antica sede parocchiale della città. Meritano poi spazio, tra gli altri edifici, il Teatro Margherita:inauguratonel1875 e intitolato alla regina Margherita di Savoia, ha rappresentato un punto di riferimento importantissimo per la vita culturale della città. E il Palazzo Moncada, progettato per essere uno dei più importanti palazzi signorili della Sicilia ma mai completato. Non può mancare però il castello delle donne, ovvero il Castello di Pietrarossa: centro strategoico durante il Medievo, fu distrutto quasi interamente nel 1567 da un violento terremoto. Oggi è possibile vedere solo i resti di due torri, ancora in piedi, simbolo di una città che vanta una storia antichissima.

 
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