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In Liguria c'è un sentiero per tutti, ecco i più belli da fare a primavera  

Per chi non lo sapesse, l’escursionismo è una delle cose migliori da fare in Liguria in primavera, periodo al riparo dalla canicola estiva quando è possibile godere della natura in tutto il suo splendore

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Cose per cui valga la pena visitare la Liguria? Le trofie al pesto sono immancabili ma, pancia a parte, questo territorio è famoso nel mondo per le sue bellezze naturalistiche, dalle spiagge ai borghi marinari fino ai sentieri immersi nel verde più autentico. Fare trekking in Liguria significa attraversare sentieri meravigliosi con vista mozzafiato sul Mediterraneo o altri più interni tra montagne e laghi, magari in mezzo ai boschi con in lontananza il rumore delle onde del mare. La Liguria è una terra di eccellenze naturalistiche e vanta una rete di itinerari vastissima con oltre settanta percorsi da fare: qui abbiamo provato a selezionare i migliori.

 

Il Sentiero dei Poeti, da Portovenere a Riomaggiore ed oltre…la bellezza narrata nella letteratura

Una delle zone più suggestive della Liguria che conta ben tre parchi naturali: il Parco Nazionale delle Cinque Terre, il Parco Regionale di Portovenere e il Parco Regionale di Montemarcello-Magra. Un paradiso per chi ama il trekking e le passeggiate immerse nella natura, l’itinerario parte dalla famosa Portovenere e raggiunge la prima cittadina delle Cinque Terre in una percorrenza di circa quattordici chilometri che può arrivare a quarantaquattro raggiungendo Bocca di Magra.

Il Sentiero dei Poeti – anche conosciuto come Alta Via del Golfo – spicca per pregio storico, ambientale e naturalistico: dalle scogliere a picco sul mare ai boschi appenninici fino alla campagna, si connette ad altri itinerari a lunga percorrenza toccando le località più famose del litorale e i borghi dell’entroterra. Il nome del sentiero è già tutto un programma perché riecheggia l’amore che queste terre hanno suscitato in molti artisti. Uno tra tutti George Gordon Byron che nel 1822 soggiornò nella riviera ligure fonte d’ispirazione per il suo genio poetico inglese. “Così non andremo più vagando – nella notte fonda – anche se il cuore vuole ancora amore – e la luna splende luminosa…”, difficile tradurre in parole la bellezza del mare, del sole e della pietra di Portovenere.

Dal tramonto mozzafiato che si gode dalla Chiesa di San Pietro fino al Castello raggiungibile salendo stretti gradini scavati nella roccia: da qui il panorama è sull’isola del Tino dove visse San Venerio patrono del Golfo di La Spezia. In basso ecco la Grotta di Byron che ricorda il poeta inglese il quale pare, così si racconta, avesse superato a nuoto il golfo per arrivare a San Terenzo dove soggiornava il connazionale Shelley.

E poi ecco un’altra perla, Lerici, con il suo centro storico dominato dal Castello e gli svariati edifici religiosi, fino ad arrivare ai suoi dintorni altrettanto splendidi come Tellaro (tra i borghi più belli d’Italia). Si arriva al cuore del Parco di Montemarcello-Magra passando dal blu del mare al verde sfumato degli ulivi, delle pinete e dei filari di vite attraversati dal fiume Magra che da qui si tuffa nel Tirreno. E come non citare un altro poeta, per giunta ligure, che proprio a Portovenere dedicò alcuni celebri versi: “La` fuoresce il tritone dai flutti che lambiscono le soglie d’un cristiano tempio…”, così scriveva Eugenio Montale.

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La Via dei Santuari, la ‘via crucis’ nelle Cinque Terre

Tra le meraviglie delle Cinque Terre, una delle eccellenze liguri amate nel mondo, si snodano alcuni dei percorsi più suggestivi della regione. Tra questi c’è la Via dei Santuari, un itinerario all’insegna del mistico che traccia i famosi santuari della zona: Nostra Signora della Salute a Manarola, Nostra Signora delle Grazie a San Bernardino, Nostra Signora di Montenero a Riomaggiore, Nostra Signora di Regio a Vernazza e Nostra Signora di Soviore a Monterosso. Sono quasi sette ore di percorrenza per un trekking adatto ai più esperti da fare a piedi, a cavallo o in bicicletta e che percorre orti, casolari, borghi abbandonati e panorami mozzafiato.

Una ‘via crucis’ nostrana che attraversa cinque paesi a cui corrispondono altrettanti santuari testimoni della devozione di questa gente e pronti a fungere da fari per i pellegrini che si addentrano in questi sentieri. Un territorio non semplice e a tratti scosceso con i famosi terrazzamenti – qui detti ‘i cian’ – a dominare il paesaggio con coltivazioni a vite delimitate dai muretti a secco.

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Il Sentiero del Pellegrino, la passeggiata in ‘alto mare’ più bella di Ponente

Restando in tema itinerari ‘da pellegrinaggio’ ecco appunto il Sentiero del Pellegrino – chiamato anche ‘Traversata Varigotti/Noli’ – uno dei più antichi in Liguria che risale ai tempi in cui era necessario far comunicare la Repubblica Marinara di Noli con il Marchesato di Finale.

Si chiama così perché tocca varie chiese, anche se ormai sconsacrate ma comunque meta di pellegrinaggio, come S. Lorenzo di Varigotti, S. Giulia e S. Lazzaro di Noli. Si tratta di una delle escursioni più suggestive della Riviera Ligure di Ponente, una passeggiata a mare ma dall’alto con panorami a dir poco eccezionali.

Il Sentiero del Pellegrino è semplice e ben tracciato e si percorre in circa due ore andata e ritorno (ma c’è anche l’opzione bus). Pur essendo percorribile in entrambe le direzioni, solitamente il nastro di partenza è a Varigotti da dove, fin da subito, partono dei tratti di salita un pochino impegnativi ma non bisogna scoraggiarsi perché quello che vi aspetta dopo vale tutta la fatica.

Sono due le tappe del tragitto che meritano assoluta attenzione, il primo è il punto panoramico da dove si può ammirare la falesia di Punta Crena con la vista magnifica di tutta la Riviera di Ponente. Più avanti, lungo la discesa, occhio a non saltare la deviazione per visitare la ‘Grotta dei Briganti’ che vi permetterà di entrare in una vera grotta preistorica, o almeno la sensazione è quella. L’origine della grotta si deve all’azione erosiva del mare quando milioni di anni fa ricopriva la terra poi emersa, mentre il nome è dovuto alla leggenda che vede in passato questo luogo come la sede dei traffici di contrabbando. Ad ogni modo qui il panorama è sublime. Quando sarete sazi di tale bellezza riprendete il Sentiero del Pellegrino che dopo chiese e tratti di macchia mediterranea vi porterà a Capo Noli.

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Il Sentiero Azzurro e la meraviglia a rischio frana

Dodici chilometri di pura bellezza nella splendida cornice delle Cinque Terre che collegano Riomaggiore a Monterosso al Mare attraversando i borghi di Manarola, Corniglia e Vernazza. A differenza della Via dei Santuari, il Sentiero Azzurro è a pagamento (con la Cinque Terre Card che offre una serie di servizi aggiuntivi) mentre il tempo di percorrenza che ammonta a cinque ore tende a lievitare spesso viste le varie soste nei paesini bomboniera da non perdere.

Si tratta di uno dei percorsi più facili ma anche più panoramici della costa che va da Punta Mesco a Punta di Montenero in provincia della Spezia regalando una completa immersione nella macchia mediterranea a picco sul mare. Il Sentiero Azzurro comprende otto chilometri di sentieri veri e propri e gli altri quattro di mulattiere usate un tempo dagli abitanti della zona per spostarsi da una terra all’altra. I tratti con relativa indicazione CAI sono quattro e vanno da Riomaggiore a Manarola (la Via dell’Amore), da Manarola a Corniglia, da Corniglia a Vernazza e da Vernazza a Monterosso. Purtroppo alcuni di questi sono spesso chiusi al pubblico per frane e smottamenti ma il consiglio è non arrendersi, provateci comunque tanto ci sarà sempre una strada alternativa e la bellezza che incontrerete varrà tutta l’avventura.

Qui gli amanti del trekking potranno addentrarsi tra i vicoli dei borghi, le case color pastello, le chiesette medievali e le splendide terrazze panoramiche: non perdetevi una romantica passeggiata lungo il tratto della Via dell’Amore, solo cento metri che racchiudono però meraviglia pura. Anche qui non manca, come in un qualsiasi altro punto della superba Liguria, un itinerario enogastronomico di qualità, dai limoni alle acciughe di Monterosso con un’ampia scelta tra i vini della DOP Cinque Terre.

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