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Lombardia, 5 itinerari al fresco tra natura e tradizioni per sfuggire al caldo della città vicino a Milano  

Nei dintorni della 'capitale economica' d'Italia c'è un mondo di piccole e grandi realtà tutte da scoprire

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È una città che da sempre ha vissuto al margine tra tradizione e modernità, ma negli ultimi anni il suo volto più contemporaneo ha preso il sopravvento, dandole un aspetto decisamente cosmopolita che l’ha messa al centro degli interessi turistici. Milano è circondata dalla più popolosa, nonché una delle più grandi regioni d’Italia: la Lombardia. Se si esclude il mare, che dista un paio d’ore d’automobile dal capoluogo, ai lombardi non manca proprio nulla per godersi una gita fuori porta da Milano. Ci sono le Alpi con le loro bellissime stazioni sciistiche, c’è una pletora di laghi piccoli e grandi per godersi lunghe e romantiche passeggiate, ci sono borghi e città d’arte spesso poco conosciuti ma in grado di conquistarci. Se non avete ancora idee su cosa fare per ilprossimo fine settimana, PaesiOnLine vi suggerisce cinque idee originali per un weekend fuori Milano che vi piaceranno sicuramente. Pronti a partire?

Gita a Montevecchia, il borghetto del santuario con vista

Lombardia, 5 itinerari al fresco tra natura e tradizioni per sfuggire al caldo della città vicino a Milano

Un po’ napoletano, un po’ bolognese. Eppure siamo in provincia di Lecco, per scoprire il suggestivo affaccio che si gode dal Santuario della Beata Vergine del Carmelo a Montevecchia. 36 chilometri da Milano, circa un’ora di automobile e appena 35 minuti in treno (Porta Garibaldi - Cernusco Merate, tramite la linea S8 direzione Lecco: il biglietto costa 3,60 euro) e ci si ritrova in questo luogo idilliaco circondato dal verde. Fu costruito in origine dai Longobardi e consacrato a San Giovanni Battista, poi - anche grazie all’intervento dell’allora cardinale Borromeo - il santuario fu ricostruito nel Seicento: la dedicazione alla Vergine risale invece al 1920. Ci si arriva percorrendo la bella e suggestiva Via Crucis, in un contesto naturalistico che dàil meglio di sé soprattutto in primavera ed estate. 

Cosa mangiare in zona: Montevecchia è famosa per i furmagètt, dei piccoli formaggini rotondi di latte vaccino che vengono consumati a pochi giorni dalla preparazione, e per il Pincianèl, un vino rosso tipico dell’Alta Brianza che viene commercializzato con il nome di IGT Terre Lariane.

Franciacorta, weekend nella terra bresciana delle bollicine

Lombardia, 5 itinerari al fresco tra natura e tradizioni per sfuggire al caldo della città vicino a Milano

Brescia da un lato, il Lago d’Iseo dall’altro. In mezzo, una manciata di comuni che deve la sua fama alla presenza di un microclima perfetto per la coltivazione delle uve. Benvenuti in Franciacorta, la ricca zona della Lombardia orientale caratterizzata sin dall’antichità dalla presenza di rigogliosi vigneti. È addirittura Plinio, insieme a Virgilio, a parlare della vite franciacortina, ma è solo nel secondo dopoguerra che i comuni del bresciano si consorziano per dare vita agli spumante metodo classico (o champenoise), oggi estesi su oltre duemila ettari di terreno. Le vigne della Franciacorta non sono solo importanti a livello produttivo, ma anche dal punto di vista turistico e dell’accoglienza. Si può pensare, infatti, di trascorrere un weekend (ilsoggiorno non è fondamentale, ma sicuramente aggiunge molto all’esperienza) tra le cantine che propongono visite e degustazioni guidate, per assaggiare - e brindare - con tutto il meglio della tradizione enogastronomica bresciana.

La struttura ideale? Il Relais L’Albereta a Erbusco, circondato da vigneti posti su un lieve pendio e con una struttura completamente rivestita di piante rampicanti, è una vera e propria oasi della Franciacorta dove godersi un relax a base di vino, benessere (davvero invitante la Spa interna) e non solo. E con i pacchetti per 2 o 3 notti, è la scelta giusta dove trascorrere il weekend.

Un giorno a Cremona, la città delle tre T

Lombardia, 5 itinerari al fresco tra natura e tradizioni per sfuggire al caldo della città vicino a Milano

Cent’anni fa, a Cremona, nasceva Ugo Tognazzi. Un attore che ha rivoluzionato il cinema e la commedia italiana del Dopoguerra, imponendo nuovi linguaggi e facendo parte di quell’epoca d’oro che incluse, a vario titolo, Mastroianni, De Sica, Alberto Sordi e via via tutti i grandi nomi del grande schermo. Per molti, Tognazzi è una delle tre T di Cremona, l’appellativo curioso ma consueto con il quale si definiscono persone, luoghi e tipicità della città lombarda. Di due ne abbiamo una certezza pressoché totale: sono il Torrazzo, ovvero l’antico campanile della città alto ben 113 metri costruito nel 1230 e il torrone, il dolce tipico di Cremona. Al dolce,tipico soprattutto del Natale, è legata la leggenda secondo cui fu servito in occasione del matrimonio di Francesco Sforza e Bianca Maria Visconti, che si tenne proprio a Cremona nel 1441. Sulla terza T c’è ancora oggi chi dibatte tra le grazie del seno femminile (tetàs) e l’attore de Il Vizietto. Certo è che una delle sorprendenti bellezze di Cremona non comincia in T, ma in V come violino. Lo strumento musicale, reso immortale da Stradivari, è di casa in città: lo ha confermato anche l’UNESCO nel 2012, riconoscendo la tradizione dei liutai come Patrimonio immateriale dell’umanità. Durante la visita a Cremona non si può non rimanere incantati in una delle duecento botteghe artigianali dei maestri liutai, mentre il Museo delViolino è il luogo ideale per scoprire storia, segreti e produzioni musicali con base in questo strumento. Il museo è aperto dal martedì al venerdì dalle 11:00 alle 17:00, mentre il sabato, la domenica e i festivi l'orario è dalle 10:00 alle 18:00. Il biglietto ha un costo di 14 euro.

Una giornata a Pavia, la “porta” dei due fiumi

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C’è il riso, le opere longobarde e anche Gerry Scotti. Pavia è una meta piacevolissima dove trascorrere una domenica di primavera o autunno, con i suoi pregiati affacci naturali che si estendono fino alla confluenza fra il Ticino e il Po. L’incontro dei due fiumi è caratterizzato dalla presenza di uno storico ponte in ferro, che ha un curioso record: è la più grande struttura al mondo realizzata in questo materiale, subito dopo la Tour Eiffel. Il Ponte della Becca è lungo 1081 metri, e fu costruito all’inizio del Novecento per unire le due sponde del più esteso fiume d’Italia. Un’opera fondamentale soprattutto per il trasporto delle uve dell’Oltrepò Pavese, le colline ricchedi vigneti che si trovano proprio a sud della città. Sempre fuori della città, la Certosa di Pavia è uno dei complessi monumentali-religiosi di maggiore rilievo nella regione. Fu voluto da Gian Galeazzo Visconti, e si riconosce da subito nella sua facciata enormemente decorata, che richiama vagamente forme e volumetrie della Scuola Grande di San Marco a Venezia. L'ingresso singolo intero alla Certosa ha un costo di 10,00 euro (acquistabile in loco o tramite l'app ufficiale Musei Italiani). Resta garantita la gratuità per le categorie previste per legge e per tutti ogni prima domenica del mese. È visitabile dal martedì alla domenica. Periodo invernale: dal martedì alla domenica, dalle 10:00 alle 16:00 con orario continuato. Periodo estivo: dal martedì alladomenica, dalle 10:00 alle 18:00 con orario continuato. Rientrati a Pavia, rimaniamo stupiti dalla grande quantità di monumenti e luoghi da scoprire. Sarebbe impossibile consigliarli tutti, ma uno di quelli che da solo vale il viaggio è l’Arca di Sant’Agostino, una grande scultura gotica in marmo di Carrara che secondo la storia ospita le spoglie di Agostino di Ippona. Il bellissimo complesso, da ammirare a 360 gradi, è conservato nella Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro (aperta ogni giorno dalle 8.15 alle 12 e dalle 15.30 alle 19).

Cosa mangiare a Pavia: riso, fortissimamente riso. È il prodotto simbolo di Pavia e lo si può gustare in innumerevoli variazioni sul tema, dal gorgonzola alla zucca, dai fagioli ai gamberi, persino alle rane (per i più audaci). Bagnato da un Oltrepò DOC o un Pinot Grigio, è il piatto più amato, ma non l’unico. Da provare anche gnocchi di zucca, la zuppa Pavese o gli agnolotti.

Monte Isola, al lago d'Iseo una meraviglia d’artista

Lombardia, 5 itinerari al fresco tra natura e tradizioni per sfuggire al caldo della città vicino a Milano

Fu una delle ultime opere di land art di Christo, ma The Floating Piers nel 2016 ebbe l’enorme capacità di catalizzare per tre settimane l’attenzione del mondo su un piccolo e fino ad allora poco conosciuto angolo della Lombardia: Monte Isola. La piccola (benché sia allo stesso tempo la più grande d’Italia) isola lacustre al centro del Lago d’Iseo rimase collegata alla terraferma da una passerella di polietilene giallo, visibile anche dal satellite. Un progetto straordinario che permise di raggiungere per la prima volta l’isoletta a piedi, di fatto “camminando sulle acque”. Oggi lo stesso tragitto si compie in barca, partendo da uno dei porticircostanti (Tavernola Bergamasca, Predore, Iseo). Attualmente il biglietto di corsa semplice oscilla tra i 2,60 euro (per le tratte più brevi, come Sale Marasino o Sulzano) e i 6,30 euro (per le tratte che coprono l'intero lago). Partendo dai porti citati, la tariffa specifica varia da 3,60 euro a 5,40 euro a seconda del numero di zone attraversate. Il contributo di sbarco è di 1,50 euro. L'importo viene automaticamente integrato nel biglietto al momento dell'acquisto (sia online che in biglietteria), fungendo da ente riscossore per conto del Comune. Sono esenti dal pagamento i bambini sotto i 6 anni, i disabili e i residenti.. Monte Isola è divisa in quattro località, tutte affacciate sul lago: Siviano, Carzano, Peschiera Maraglio eSensole. Proprio davanti alle ultime due affaccia l’Isola di San Paolo, una delle tre “tappe” del progetto di Christo. Una giornata qui vuol dire immergersi nella bellissima natura di lago, arrivare fino ai 600 metri della vetta e scoprire l’antica tradizione della produzione di reti da pesca.

Cosa mangiare a Monte Isola: le sardine di lago essiccate, una specialità tipica che viene proposta sia al naturale che come base di diversi piatti nelle trattorie e ristoranti della zona.

 
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