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Manuele Martelli e Dorothy Albanese, "Il Molise non esiste” e il rilancio turistico della regione meno visitata d'Italia  

Trasformare una battuta trita e ritrita in un veicolo per la promozione del territorio: ci hanno pensato Manuele e Dorothy

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Da zero a 110mila follower e 9,5 milioni di utenti raggiunti in rete nel 2021. Numeri da record per una regione che conta appena 300mila abitanti: è l’incredibile scalata del marchio turistico ‘Il Molise non esiste’, ideato da Manuele Martelli e Dorothy Albanese,  che diventa ufficialmente la vetrina sul Molise più seguita della regione.

Aumentano i turisti e aumentano le assunzioni sul territorio: un circolo virtuoso per quella che, fino a pochi anni fa, era la regione meno visitata in Italia e che oggi si lancia attraverso i social grazie a uno storytelling costante e incessante sulla regione che non esiste. 

Quali sono gli elementi di questo successo? Azioni di marketing turistico non convenzionale e innumerevoli campagne di comunicazione nazionale che hanno offerto al Molise la visibilità nazionale ‘social’ sino ad oggi mancata. Si può fare promozione del territorio in maniera dirompente ma intelligente, fatta da due professionisti, Manuele e Dorothy, che sono due professionisti dell’ospitalità in Molise. 

A beneficiare del marketing da loro prodotto è praticamente tutta la regione: sono proprio i luoghi che ogni giorno vengono raccontati da Dorothy e Manuele a registrare il maggior numero di presenze per turismo: da Castel San Vincenzo a Roccamandolfi, da Termoli al Parco Archeologico di Sepino, dal circuito delle cascate del Molise a Capracotta.

Abbiamo intervistato Manuele e Dorothy per parlare del loro progetto e capirne un po’ di più del Molise, la regione che esiste… davvero!

 
 
 
 
 
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Come nasce il progetto Il Molise non Esiste? Chi c'è dietro?

L’idea geniale di trasformare uno sfottò in un vero e proprio marchio registrato ed impiegarlo a fini turistici si è rivelata vincente. Più di 9 milioni di utenti all'anno interagiscono e ricondivide in rete i post della pagina Facebook ‘Il Molise non esiste’ che cresce a ritmi vistosi. 

Migliaia i commenti pubblici di italiani che hanno scoperto per la prima volta il Molise e programmano di visitarla in estate. Segreti, chicche, tradizioni, riti, borghi, natura, uno storytelling accattivante ed elementi di neuromarketing hanno permesso a ‘Il Molise non esiste’ di diventare un fenomeno della rete e di raggiungere il primato di visualizzazioni e click. 

Entusiasti i titolari del marchio, Manuele Martelli e Dorothy Albanese, professionisti del turismo e dell’hotellerie che hanno lanciato anche i gadget ‘Il Molise non esiste’: “È il nostro soft-power, stanno andando a ruba. E così il nome del Molise circola ovunque”. Soft power e neuromarketig. Guerrilla marketing e storytelling. Le nuove frontiere del turismo regionale lanciate dal brand ‘Il Molise non esiste’. 

Marchio registrato dal 2016, negli anni ha lasciato che fossero gli altri a far parlare di sé (case editrici, stampa nazionale ed internazionale) per poi apparire ‘in prima persona’ sul palcoscenico e fare il botto. È evidente che alle spalle del progetto vi siano risorse umane che di comunicazione e turismo ne masticano. 

E sono infatti Manuele Martelli e Dorothy Albanese gli strateghi de ‘Il Molise non esiste’: dirigente d’azienda ricettiva e manager delle destinazioni turistiche, l’uno, imprenditrice dell’ospitalità e della logistica, l’altra

 
 
 
 
 
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Da regione meno visitata d'Italia a fenomeno dei social: a cosa si deve il recente successo del Molise tra i viaggiatori? 

Ci arriviamo, prima vogliamo ricostruire un po’ di tappe. C’era bisogno di smuovere le acque, di farlo in maniera dirompente e non convenzionale. 

Quando la BBC, il più grande ed autorevole editore del Regno Unito, alla fine del 2019 titolò a piena pagina: “Molise: chi non vorrebbe visitare una regione che non esiste?”, il nostro marchio esisteva già ed abbiamo gongolato. Ma abbiamo continuato a studiare, a investire in ricerca turistica, oltre a farci le ossa nelle strutture ricettive in cui operiamo giornalmente. 

Il 2020, che ha comportato l’arresto del turismo e di tutte le attività ad esso connesso, è stato l’anno in cui abbiamo lanciato a livello nazionale il tema del turismo salubre, quando a nessuno veniva in mente di parlare di viaggi. Non ci siamo arrestati a nostra volta, abbiamo rilanciato invece. Questa prima operazione strategica ha portato una visibilità enorme al sistema Molise. 

Lo abbiamo fatto ad aprile del 2020 e tutti ricordiamo il boom di presenze per turismo nella scorsa estate. Abbiamo poi rispolverato una ricerca della fine del 2018 alla quale hanno partecipato 1200 italiani, tra i quali anche titolari di tour operator ed agenzie di viaggio. 

Ebbene, oltre il 70% degli intervistati sosteneva che la promozione del Molise a livello nazionale impiegando l’espressione ‘Il Molise non esiste’ avrebbe suscitato l’interesse dei più; non solo, quasi l’80% degli stessi intervistati era a conoscenza dell’espressione ‘Il Molise non esiste’: immaginatene il potenziale, costoro conoscevano maggiormente lo sfottò e non la regione ‘sfottuta’. E allora ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo investito nella cospirazione linguistica con risultati straordinari. 

Un brand turistico del Molise che fa promozione del territorio negando la sua esistenza è guerrilla marketing allo stato puro. E non è stato affatto facile registrare il brand nel 2016: il Ministero dello Sviluppo Economico ha sede proprio in Via Molise (!), a Roma. 

Se pensiamo che l’espressione ‘il Molise non esiste’ è la prima cosa che balena nella mente di chiunque appena sente parlare del Molise, quale altro miglior strumento se non ‘Il Molise non esiste’ per veicolare turismo e marketing del territorio? Ecco perché nel caso del nostro brand, guerrilla marketing e soft-power vanno a braccetto. 

Il Molise è noto per non esistere. È evidente la matrice ironica dell’espressione. Ma è pur sempre noto per questa espressione. La sua non esistenza è il vero potere. Il concetto del soft-power nasce nella dottrina delle relazioni internazionali: in sostanza, la potenza di uno Stato non si manifesta soltanto attraverso l’impiego dei suoi più tradizionali ‘mezzi’ materiali, quali le risorse economiche o militari, ma passa anche per l’impiego di mezzi immateriali, legati alla cultura e agli ideali. 

È un potere morbido appunto, non convenzionale, fatto di seduzione e che si alimenta dalla forza attrattiva dei suoi valori. Allo stesso modo, il soft-power del Molise è la sua non esistenza. La scelta di voler creare i gadget targati ‘Il Molise non esiste’, infatti, s’ispira proprio al concetto di soft-power. 

Abbiamo ideato un portachiavi che in sole 24 ore è stato ordinato persino negli Stati Uniti. Oltre 800 ordini, dai luoghi più disparati d’Italia. È anche così che circola ovunque il nome della nostra regione.

 
 
 
 
 
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Quali sono i tre luoghi iconici del Molise che ci consigliate assolutamente di visitare? 

Salubrità e benessere sono i cavalli di battaglia per la promozione del Molise. I tre luoghi iconici che meglio incarnano i concetti di salubrità e benessere sono: 

  • Il circuito delle cascate del Molise (da Carpinone a Roccamandolfi, da Sepino a Matrice, dalle Cascate del Verrino a Santa Maria del Molise): acqua cristallina, vere e proprie Spa gratuite a cielo aperte immerse in oasi naturali incontaminate. 
  • L'Oasi Wwf di Guardiaregia e Campochiaro: la seconda più grande d'Italia! In quanti lo sanno? 
  • Montagna e mare: Campitello Matese, Frosolone, Capracotta e Agnone rappresentano la montagna del Molise. Capracotta paese del benessere nazionale, ne sentirete parlare molto a breve anche grazie a imponenti campagne di comunicazione e marketing che lanceremo noi in accordo con il sindaco del comune altomolisano: in quanti sanno che sono in corso esperimenti scientifici tesi a dimostrare gli effetti benefici dell'aria e dei latticini prodotti a Capracotta? Immancabile tappa, infine, Termoli e il suo mare.
 
 
 
 
 
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