Agnone: la guida completa e aggiornata
Guida Agnone, tutto ciò che devi sapere: storia, territorio, quando andare, come muoversi e arrivare, cosa mangiare, cosa visitare e cosa fare
Agnone si trova nella parte settentrionale della provincia di Isernia, a circa 800 metri sul livello del mare e in un contesto in gran parte montuoso, con grandi foreste, praterie e radure, torrenti e una ricca flora, tra querce, pini, pioppi e abeti. Con un clima molto freddo durante l’inverno, con frequenti nevicate, Agnone è un tipico borgo montano molisano.
Agnone ha una storia molto antica, visto che secondo gli studi proprio qui sorgeva Aquilonia, l’antica città del Sannio che i Romani, comandati da Lucio Papirio Cursore, conquistarono con una grande e fondamentale vittoria nel 293 avanti Cristo. A rendere più probabile l’identificazione, i numerosi ritrovamenti archeologici qui e nelle zone immediatamente limitrofe, come la stele funeraria di Vibia Bonitas, conservata oggi nel Teatro Italo Argentino. Agnone divenne un centro importante durante la dominazione longobarda, ma intorno all’anno Mille era in decadenza; fu la potente famiglia veneziana dei Borrello a portare sul luogo soldati e artigiani da Venezia, o ancora più probabilmente dalle colonie dalmate della città. Molto di Agnone, infatti, tradisce una fondazione o una rifondazione di stampo veneziano, come testimoniano le numerose statue raffiguranti il Leone di San Marco e la presenza della chiesa di San Marco Evangelista. Agnone passò poi agli angioini e agli aragonesi; poi, originariamente abruzzese, con il governo di Gioacchino Murat fu richiesto di passare al Molise. In quest’epoca Agnone era una città fiorente, che poteva vantare un gran numero di attività commerciali e la presenza di numerosi intellettuali e letterati, tanto da guadagnarsi l’appellativo di “Atene del Sannio”. I secoli successivi videro però un progressivo accentuarsi del fenomeno dell’emigrazione, che ancora continua.
Oggi Agnone ha sviluppato un turismo basato soprattutto sull’offerta agrituristica e sugli sport equestri, ma l’attività commerciale più celebre del paese è indubbiamente la Fonderia Marinelli, che dal Medioevo produce campane per le più importanti chiese d’Italia e del mondo ed è l’unica attività di questo tipo a potersi fregiare del marchio pontificio per i propri prodotti. Tra le più note, quelle per l’abbazia e la cattedrale di Montecassino, e la “Giovannea”, la campana del Giubileo 2000, voluta da Papa Giovanni Paolo II.
Tra le tradizioni più tipiche di Agnone c’è la celebre “‘ndocciata”, il più grande rito di fuoco che si conosca, una sfilata di gigantesche fiaccole costruite con tronchi d’abete che si muove lungo il corso del paese. Si tiene ogni anno il 24 dicembre e ha origine molto antiche, visto che pare che gli stessi Sanniti utilizzassero le “‘ndocce” come torce durante i loro spostamenti tribali. Si tratta di un rito molto suggestivo che nei secoli si è colorato dei più diversi significati, tanto che è stato anche considerato come apotropaico contro le streghe; di sicuro porta su di sé parte degli antichissimi rituali per segnare il solstizio d’inverno. Queste grandi torce, che possono essere singole o multiple fino a 20 fuochi, vengono portati da rappresentanti delle cinque contrade coinvolte, ovvero Capammonde e Capabballe, Colle Sente, Guastra, Sant’Onofrio e San Quirico. Centinaia di portatori di torce in abito tradizionale, con le caratteristiche cappe, sfilano illuminando con una scia di fuoco l’interno paese, mentre gli zampognari fanno da accompagnamento. Dopo varie manifestazioni, tra cui quelle che premiano la ‘ndocciata più bella e suggestiva, il tutto si conclude con un grande falò detto “Falò della Fratellanza”, vicino al presepe di Piazza Plebiscito. Spesso la ‘ndocciata viene anche organizzata fuori da Agnone in occasioni particolari, ad esempio nel 1996 per celebrare il 50° anniversario del sacerdozio di Giovanni Paolo II, per salutare a Campobasso il passaggio della torcia olimpica nel 2006 prima dei Giochi invernali di Torino, o durante l’Expo 2015 milanese, lungo la Darsena del capoluogo.








Voto complessivo 10