Marche, il più grande parco archeologico dell'antica Roma dove camminare tra 40 ettari di storia
Tra antichi anfiteatri, templi e strade romane, un vasto complesso archeologico custodisce le tracce di una città millenaria, immersa nelle colline marchigiane.
Tra le morbide colline della provincia di Macerata, nelle Marche, il Parco archeologico di Urbs Salvia regala uno dei viaggi più sorprendenti nell’antica Roma dell’Italia centrale. In un’area di circa 40 ettari si riconosce ancora l’impianto di un’intera città romana: strade lastricate, mura difensive, teatro, anfiteatro, templi e spazi sacri che dialogano con il paesaggio agricolo circostante. Camminare qui significa attraversare quasi duemila anni di storia, seguendo un percorso che parte dalla colonia romana e risale fino al borgo medievale di Urbisaglia, arroccato sul colle soprastante. Il parco non è solo un museo a cielo aperto, ma unterritoriovivo,al centro di ricerche archeologiche, nuovi itinerari di visita e progetti di valorizzazione. Un luogo ideale per chi ama coniugare archeologia, paesaggio marchigiano e piccoli borghi, con la possibilità di estendere l’escursione all’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra e ai dintorni rurali.
Urbs Salvia: un’intera città romana nel cuore delle Marche

Urbs Salvia sorge nella valle del Fiastra, nel territorio comunale di Urbisaglia, e rappresenta il più vasto parco archeologico romano delle Marche. I suoi circa 40 ettari permettono di leggere ancora l’assetto completo di una città di età imperiale, rarità assoluta per l’Italia centrale. Qui la topografia urbana si appoggia elegantemente al fianco di una collina, sfruttandone i diversi livelli per distribuire edifici pubblici, aree sacre e infrastrutture.
L’origine risale all’età repubblicana, quando il territorio entra stabilmente nell’orbita amministrativa di Roma e si sviluppa lungo assi viari strategici come la Salaria Gallica. Il vero salto di qualità arriva con il principato di Augusto: Urbs Salvia si monumentalizza, si dota di teatro, anfiteatro, tempio della Salus Augusta, criptoportico e di un’imponente cinta muraria. Il successivo spostamento dell’abitato sul colle, dove nascerà il borgo medievale, favorirà paradossalmente la conservazione dei resti romani che oggi possiamo visitare.
Teatro, anfiteatro e percorsi tra i monumenti dell’area archeologica

Il punto di accesso principale al parco coincide con l’anfiteatro romano, costruito nel I secolo d.C. all’esterno delle mura, lungo l’antico tracciato della Salaria Gallica. Di pianta ellittica, misurava circa 93,5 per 71,5 metri e poteva ospitare fino a 5.000 spettatori. Qui si svolgevano combattimenti gladiatori e grandi spettacoli pubblici, finanziati – come attestano le iscrizioni – da Lucio Flavio Silva Nonio Basso, generale e console romano.
Risaliamo poi il pendio verso il teatro, realizzato nei primi decenni del I secolo d.C. per volontà di Gaio Fufio Gemino. La cavea sfrutta il naturale declivio della collina, secondo il tipico modello dell’architettura teatrale antica. Resti della scena, degli ambienti retrostanti e delle gradinate aiutano a immaginare il pubblico assiepato per assistere alle rappresentazioni.
Il percorso di visita collega anche le strade basolate e il settore sud-orientale del quartiere urbano, reso ancora più leggibile grazie al nuovo itinerario inaugurato nel 2025. Qui si incontrano strutture legate alla vita quotidiana, a fianco dei grandi monumenti che raccontano il ruolo centrale degli spettacoli nella società romana.
Tempio della Salus Augusta, criptoportico e affreschi millenari

Nel cuore dell’antica Urbs Salvia si estende il complesso sacro dedicato alla Salus Augusta, divinità legata alla protezione della famiglia imperiale e alla salute dello Stato. Il tempio dominava una vasta area religiosa, ma il suo elemento più sorprendente è il criptoportico, una galleria perimetrale disposta originariamente su due livelli, parte dei quali semi-interrati.
Le pareti interne conservano ancora tracce preziose di affreschi di terzo stile pompeiano, con motivi figurativi e decorazioni raffinate che richiamano il clima culturale dell’età augustea. Non si tratta di semplici ornamenti: queste pitture veicolavano messaggi di prestigio e propaganda, esaltando il ruolo della colonia e il legame con il potere centrale di Roma.
Nel corso dei secoli il criptoportico ha cambiato funzioni, subendo crolli e trasformazioni, fino a un importante evento sismico attorno alla metà del IV secolo d.C. Oggi il settore meglio conservato è il piano inferiore semi-interrato: la galleria meridionale è percorribile, permettendo un suggestivo viaggio sottotraccia tra volte, nicchie e frammenti di decorazione pittorica sopravvissuti al tempo.
Come organizzare la visita tra parco, Urbisaglia e Chiaravalle di Fiastra
Il Parco archeologico di Urbs Salvia si trova in Contrada Anfiteatro, lungo la provinciale 78, nel comune di Urbisaglia. L’ingresso vicino all’anfiteatro dispone di area parcheggio e rappresenta il punto di partenza del percorso principale, lungo circa un chilometro, che risale la collina toccando mura, teatro, complessi sacri e il nuovo settore delle strade basolate. Si cammina su sentieri e passaggi pedonali: sono consigliate calzature comode e acqua al seguito, soprattutto nei mesi estivi.
Il biglietto intero costa generalmente 5 euro, con riduzioni e gratuità indicate sul sito ufficiale e nella carta dei servizi del Ministero della Cultura. Gli orari variano a seconda della stagione e delle esigenze di conservazione: in inverno prevalgono le aperture nel fine settimana, con visite su prenotazione in altri giorni. Prima di partire è bene verificare aggiornamenti e eventuali chiusure del Museo archeologico nazionale di Urbisaglia, attualmente interessato da lavori post-sisma 2016.
Per completare la giornata consiglio una passeggiata nel borgo medievale, con la Rocca quattrocentesca, e una sosta all’Abbazia cistercense di Chiaravalle di Fiastra, immersa fra campi e boschi: un itinerario perfetto per unire archeologia, storia e natura marchigiana.
